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SCUOLE

 

PIANO OFFERTA FORMATIVA

A. S. 201O - 13

 



INDICE

 

PREMESSA.. 7

Patto Educativo.. 8

Finalità dell’Azione Educativa.. 9

Istituto Comprensivo e territorio.. 10

L’aspetto sociale. 10

Istituto Comprensivo e gli altri Enti Locali e/o Locali 11

Dall’Infanzia alla pre-adolescenza: le basi del futuro cittadino.. 13

ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA.. 14

Il Dirigente Scolastico. 14

Aspetti organizzativi generali 14

Risorse umane e professionali 15

Nel complesso ci sono 1105 alunni suddivisi in: 15

L’organico docente. 15

ORGANI COLLEGIALI 16

ORGANIZZAZIONE DIDATTICA.. 17

Risorse interne strutturali 17

Risorse interne. 17

Mansionario dell’Istituto.. 18

Mansionario. 18

Bisogni formativi dell’utenza. 24

Obiettivi generali del processo formativo. 25

Scelte didattiche e metodologiche e valutative. 25

Dai gruppi di classe ai gruppi di lavoro. 26

CRITERI DI VALUTAZIONE E STRUMENTI OPERATIVI PER LA VERIFICA.. 26

Programmazione educativa. 26

Programmazione didattica. 26

Valutazione degli apprendimenti 26

Il monitoraggio del processo formativo. 26

La valutazione. 26

Criteri di valutazione del Comportamento.. 27

Scuola Primaria. 27

Scuola secondaria di I grado. 28

Comportamento scuola secondaria. 28

Valutazione comportamento. 28

Valutazione degli alunni con disabilità. 27

DAGLI OBIETTIVI ALLE ATTIVITA' 29

ATTIVITà E PROGETTI PER LA REALIZZAZIONE DEL POF. 29

Funzioni specifiche. 29

Istituzioni di gruppi di lavoro. 29

Formazione. 30

Continuità e orientamento. 30

Laboratori 30

Individuazione funzioni specifiche. 30

Star bene a scuola. 30

Conversazione in lingua straniera. 31

Biblioteca e centro di documentazione. 31

Progetto per l’inclusione delle diverse abilità.. 32

. Il Contesto. 32

L’organizzazione per l’integrazione. 33

Dall’integrazione all’inclusione. 34

Docente di sostegno. 34

Le fasi del progetto di vita. 35

Le finalità. 36

Orientamento alunni con disabilitaà. 36

La scuola. 37

Il Progetto di Vita. 37

Il percorso di Orientamento. 37

Le fasi per l’orientamento degli alunni disabili 38

Classe 2° Scuola secondaria di primo grado. 38

Classe 3° Scuola secondaria di primo grado. 38

LE FUNZIONI STRUMENTALI DI ISTITUTO.. 41

COMMISSIONI E GRUPPI DI LAVORO ATTIVATI IN ISTITUTO.. 42

PIANO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO.. 42

REGOLAMENTI 43

ORGANI COLLEGIALI 43

1. Convocazione. 43

2. Validità sedute. 43

3. Discussione ordine del giorno. 44

4. Mozione d'ordine. 44

5. Diritto di intervento. 44

6. Dichiarazione di voto. 44

7. Votazioni 44

8. Processo verbale. 44

9. Surroga di membri cessati 45

10. Decadenza. 45

11. Dimissioni 45

12. Norme di funzionamento del consiglio dell’istituzione scolastica. 45

13. Norme di funzionamento della giunta esecutiva del consiglio dell’istituzione scolastica. 46

14. Norme di funzionamento del collegio dei docenti 46

15. Norme di funzionamento del comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti 47

16. Norme di funzionamento dei consigli di classe, interclasse, intersezione. 47

17. Norme di funzionamento dell’organo di garanzia. 47

REGOLAMENTO ISCRIZIONI 47

REGOLAMENTO ISCRIZIONI SCUOLA DELL’INFANZIA.. 48

Iscrizione bambini di tre anni al riposo pomeridiano. 48

Criteri per la formazione della graduatoria alunni residenti 48

Situazioni particolari 49

Alunni non residenti 49

Iscrizioni anticipatari 49

Criteri per la formazione delle sezioni 49

Orario scolastico. 50

Criteri generali per la formazione classi 50

Criteri per l’assegnazione dei docenti alle classi e alle sezioni 50

Assegnazioni ai plessi 51

REGOLAMENTO ISCRIZIONI SCUOLA PRIMARIA e SECONDARIA.. 51

Formazione delle classi prime scuola primaria. 51

Formazione delle classi prime scuola secondaria. 51

Regolamento assegnazione docenti a classi e plessi 52

Assegnazioni a plessi 52

REGOLAMENTO ALUNNI 52

2. Comunicazioni scuola - famiglia. 52

3. Ritardi - assenze. 52

4. Uscite anticipate. 52

5. Esoneri 53

6. Assistenza e vigilanza in orario scolastico. 53

7. Norme di comportamento. 53

Frequenza scolastica. 53

Doveri degli studenti 54

Diritti degli studenti 55

REGOLAMENTO DOCENTI 58

1. Ingresso E Accoglienza. 58

2. Compilazione Registri 58

3. Assistenza E Vigilanza In Orario Scolastico. 58

4. Norme Di Comportamento. 58

GENITORI 59

1. Patto educativo di corresponsabilità. 59

2. Diritto di assemblea. 59

3. Assemblea dei genitori di classe/sezione/intersezione. 59

4. Assemblea dei genitori del plesso. 59

5. Assemblea dell’istituzione scolastica. 60

6. Accesso dei genitori ai locali scolastici 60

GESTIONE DELLE RISORSE.. 60

1. Uso dei laboratori e aule speciali 60

2. Sussidi didattici 60

3. Diritto d'autore. 60

4. Uso esterno della strumentazione tecnica (fotocamere,videocamere, riproduttori vcr e dvd, videoproiettori, computer portatili, sussidi vari) 61

5. Distribuzione materiale informativo e pubblicitario. 61

D- REGOLAMENTO DI DISCIPLINA.. 61

D.1. Valutazione del comportamento degli studenti 61

D.2. Sanzioni disciplinari 61

REGOLAMENTO GITE E VISITE D’ISTRUZIONE.. 64

Riferimenti normativi 64

Finalita’ 64

Tipologia, mezzo di trasporto. 64

Durata dei viaggi e periodi di effettuazione. 64

Programmazione. 64

I viaggi di istruzione all’estero devono prevedere tra gli accompagnatori: 64

Partecipanti 65

Capo comitiva e docenti accompagnatori 66

Quote di partecipazione. 66

Viaggi di istruzione di più giorni 66

Organizzazione delle visite e gite di istruzione. 67

Rimborsi 67

Disposizioni finali 67

REGOLAMENTO PREVENZIONE E SICUREZZA.. 68

1. accesso di estranei ai locali scolastici 68

2. accesso e sosta. 68

3. rischio ed emergenza. 68

4. obblighi dei lavoratori 68

5. sicurezza degli alunni 69

6. somministrazione dei farmaci 69

7. divieto di fumo. 69

8. uso del telefono. 70

rappresentanti di classe degli studenti 70

REGOLAMENTO MENSA.. 70

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCARICHI DI INSEGNAMENTO AGLI ESPERTI ESTERNI 71

AI SENSI DELL’ART. 40 DEL D.I. N. 44 DEL 1/02/2001. 71

Art. 1 -  Titoli culturali/professionali 71

Art. 3 -  Determinazione del compenso. 71

Copertura Assicurativa e Fondo contributivo.. 72

Copertura assicurativa integrativa. 72

Fondo contributivo uscite didattiche. 72

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PREMESSA

 

Il Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.) è il documento scritto che certifica l’identità e la specificità di ogni Istituzione Scolastica che operi in regime di autonomia. Attraverso esso ogni Istituto Comprensivo si caratterizza in relazione alle proprie scelte e ai propri obiettivi, rende trasparente e leggibile ciò che fa, perché lo fa e come lo fa, assumendo responsabilità nei confronti dei risultati che produce e impegno nei confronti dell’utenza.

 

Oltre ai principi ispiratori generali del servizio, il P.O.F. espone le linee essenziali della progettazione educativa e didattica, curricolare ed extracurricolare, nonché le scelte organizzative e gestionali dell’Istituto e come tale è soggetto a continue revisioni.

 

Il P.O.F., oltre ad indicare le linee guida del processo formativo di cui l’I.C. si assume l’onere, consente al Collegio dei Docenti, di verificare i risultati e modificare ogni anno le scelte effettuate per migliorarle, valorizzando le esperienze precedenti e operando in "sinergia" con tutte le componenti scolastiche, a partire dal Consiglio di Istituto, dal Comitato dei Genitori fino agli stessi Enti Locali.

La nostra Scuola è un Istituto Comprensivo completo che unisce sotto un’unica figura dirigente e un’unica istituzione la Scuola dell’Infanzia, la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di 1° grado di Terno d’Isola e la Scuola Primaria e Secondaria di 1° grado di Chignolo d’Isola. Tale articolazione di ordini scolastici consente di scandire il percorso formativo dell’alunno dai tre ai quattordici anni, fino all’iscrizione alla Scuola Superiore di 2° grado, curandone sia l’evoluzione cognitiva che educativa in ogni fase della suo naturale processo.

Da questo si evidenzia l’importanza di un POF unitario che si prefigga i seguenti obiettivi:

         definire l’identità dell’Istituto Comprensivo, rendendo espliciti in modo chiaro e comprensibile: l’offerta formativa, gli obiettivi educativi e didattici, il modello organizzativo, le strategie d’insegnamento, la qualità della valutazione, le potenzialità della struttura e dei servizi;

         attivare all’interno della Scuola una condivisione di significati, garantendo la coesione e favorendo l’unitarietà dell’azione dei vari attori scolastici;

         informare l’utenza e gli Enti del territorio del servizio che la Scuola intende erogare;

         essere un riferimento per la valutazione della qualità del servizio erogato in relazione agli impegni assunti;

         migliorare la qualità del servizio, in quanto caratterizzato da uno sforzo di continua riprogettazione in base agli esiti della valutazione;

         documentare l’evoluzione del percorso compiuto dall’Istituto;

         stabilire un patto con l’utenza, definendo gli impegni che la Scuola assume e che intende rispettare.

Patto Educativo

 

Per meglio motivare e sensibilizzare i soggetti interessati a ciò che l’istituzione si propone, l’I.C. ha inteso stringere con alunni e genitori, un "patto" nel quale si definiscono gli impegni di ciascuna componente.

 

I docenti si impegnano a:

-     far conoscere all’alunno ed alla famiglia la propria offerta formativa, gli obiettivi del curricolo ed il percorso per raggiungerla;

-     creare e mantenere con l’alunno e con i genitori un clima di fiducia, di collaborazione e di cordialità nel rispetto dei reciproci ruoli;

-     rilevare periodicamente comportamenti ed abilità acquisite, dandone comunicazione anche ai genitori;

-     verificare che l’alunno rispetti le richieste e le consegne assegnate;

-     promuovere atteggiamenti leali e responsabili di fronte all’errore ed alle inadempienze.

 

L’alunno si impegna a:

-     rispettare i compagni, insegnanti e tutto il personale presente nella scuola nei vari momenti di vita scolastica;

-     rispettare l’ambiente scolastico (aule, laboratori, materiale didattico/sussidi, palestra);

-     partecipare in modo attivo, responsabile e collaborativo alla vita scolastica;

-     annotare gli impegni sul diario e far firmare puntualmente comunicazioni, assenze, valutazioni;

-     impegnarsi nel lavoro scolastico utilizzando al meglio le proprie possibilità/potenzialità.

 

I genitori si impegnano a:

-     attribuire all’esperienza scolastica un ruolo importante tra gli impegni e le attività del figlio;

-     aiutare il figlio a mantenere un atteggiamento positivo, una buona motivazione e volontà nei confronti dell’impegno scolastico;

-     instaurare un rapporto chiaro e corretto con gli operatori scolastici;

-     controllare regolarmente il diario, firmare le comunicazioni, giustificare i ritardi e le assenze quando queste si verificano.

 

Il dirigente scolastico si impegna a:

-     farsi garante del patto ed a favorire l’incontro tra le parti.

 

 

 

Finalità dell’Azione Educativa

 

Coerentemente con la linea di apertura e attenzione ai temi dell’attualità coltivati fin dalla sua fondazione, l’I.C. "Cesare Albisetti" di Terno d’Isola, con succursali in Chignolo d’Isola, nella sua funzione di agenzia educativa e formativa, continua a porsi delle finalità che traggono ispirazione da un duplice piano di valori: quello della sensibilità ad un progetto pedagogico efficace e quello della coerenza con le esigenze del contesto territoriale in cui opera.

Il primo trova compimento in un’azione di garanzia dei diritti e di rimozione degli ostacoli che impediscano alla persona la condivisione di un progetto di civile e partecipata convivenza, come espresso dall’art. 3 della Carta Costituzione laddove recita che " tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge […] E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che […] impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese". Se a ciò si aggiunge il contesto multiculturale in cui si trova ad operare oggi la scuola, e le molteplici sollecitazione di carattere socio culturale a cui essa è chiamata a dare risposta, ne consegue che deve intendersi come finalità precipua di questa istituzione scolastica :

         Acquisire un comportamento responsabile

Essere sempre rispettosi delle persone delle regole e dell’ambiente sia scolastico che extrascolastico;

Essere puntuali e precisi nell’esecuzione delle consegne;

Acquisire modalità di azione vieppiù autonome;

         Socializzare in modo equilibrato:

Non chiudersi nelle proprie convinzioni ma cercare, ove possibile,il confronto con gli altri;

Ascoltare e rispettare le opinioni altrui, anche se diverse dalla propria;

Essere disponibili ad accettare la diversità.

Non assumere atteggiamenti accusatori nei confronti degli altri ma assumersi la propria parte di responsabilità;.

Coltivare attitudini alla solidarietà.

         Maturare progressivamente una personalità armonica.

Prestare sempre un’attenzione particolare alla cura sia interiore che esteriore della propria persona;

Il secondo punto a cui si ispira la finalità dell’azione educativa dell’I.C., quello più propriamente formativo, ha come referente principale il tessuto economico e produttivo in quanto è con esso che dovrà confrontarsi e misurarsi l’attuale utenza scolastica. Ecco quindi che si fa impellente la necessità di indirizzare le competenze dei nostri ragazzi verso quelle che un mercato del lavoro in continua evoluzione richiede. Ciò rende sempre più urgente l’adeguamento della proposta formativa alle opportunità, alle esigenze del contesto produttivo, senza tuttavia deprimere le inclinazioni che ogni singolo alunno farà emergere attraverso l’attività didattica di Orientamento, al fine di sviluppare al meglio le sue potenzialità e con ciò la piena espressione della sua personalità. Ciò nondimeno l’efficacia e la determinazione con cui l’istituzione scolastica perseguirà tale obiettivo, dovrà essere contemperato con l’esigenza di non alterare la serenità del rapporto che l’alunno manterrà con la scuola e che trova la più felice espressione nel progetto "Star bene a scuola". Pertanto si cercherà nella maniera più congrua di:

● far acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità di base;

● far esplorare le potenzialità espressive delle varie discipline;

● porre le basi per l’acquisizione e l’uso di metodologie scientifiche in ogni applicazione intel-

lettuale, sia di studio che di ricerca personale;

● costruire percorsi formativi in continuità con gli altri ordini di scuola;

● valorizzare le capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo;

● valorizzare le molteplici risorse esistenti sul territorio (enti locali, associazioni, agenzie cultu

rali e professionali, società sportive, gruppi di volontariato, …) affinché l’offerta formativa

della scuola non si limiti alle sole attività curricolari ma assuma un più ampio ruolo di pro-

mozione culturale e sociale capace di favorire processi di orientamento.

 

Istituto Comprensivo e territorio

 

 

 

 

L’aspetto sociale

Il tessuto sociale delle due comunità di Terno e Chignolo poggia ancora saldamente sull’istituto della famiglia. Le situazioni di scomposizione e nuove composizioni dei nuclei famigliari, ancorchè circoscritte, sono significativamente in aumento. Gli alunni risentono visibilmente di queste situazioni, manifestando sintomi di disturbo della personalità che quasi sempre trovano riflesso in un mutamento del proprio stile comportamentale e in un calo del rendimento scolastico.

La situazione finanziaria delle famiglie dei due paesi è nella maggior parte dei casi buona. In linea generale le famiglie sono abbastanza sensibili alle esigenze formative dei figli e sono disposte a sostenere finanziariamente i percorsi di qualificazione e di potenziamento culturale che l’Istituto Comprensivo propone all’utenza.

Anche in questo contesto territoriale sono in progressivo aumento le coppie in cui entrambi i genitori svolgono un lavoro. La figura materna, che in passato era il punto di riferimento fisso e disponibile per tutta la giornata, ora è spesso impegnata in attività extra-domestiche e pertanto incontra grosse difficoltà nel controllo assiduo dei figli nel loro impegno scolastico. Se a ciò si aggiunge la scelta di un modulo orario minimo operata da gran parte dell’utenza, ecco che il tema dello scarso controllo nelle ore pomeridiane evidenzia tutte le sue criticità.

La scuola si sforza di far fronte a questa necessità, strutturando per quanto possibile il presidio pomeridiano impiegando le risorse disponibili in attività di recupero e potenziamento delle abilità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Istituto Comprensivo e gli altri Enti Locali e/o Locali

 

 

 

 

Nel corso della sua ormai pluridecennale attività formativa l’Istituto Comprensivo ha avuto modo di intessere e di consolidare rapporti di supporto, partecipazione e collaborazione con i numerosi enti locali che insistono sul territorio e che si prefiggono finalità coerenti con la missione istituzionale della scuola. Tali rapporti, da sempre improntati alla massima cooperazione, hanno accresciuto nel corso del tempo il patrimonio di esperienze, pratiche e consuetudini al punto da rivelarsi oramai irrinunciabili nell’intento di:

               promuovere un impiego efficace ed integrato delle risorse umane che gli Enti locali mettono a disposizione delle scuole (assistenti educatori, personale per assistenza ai soggetti diversamente abili ecc …);

               realizzare un impiego efficace ed integrato delle risorse socio-culturali che gli EE.LL. mettono a disposizione delle scuole;

               favorire e utilizzare sinergie con Enti locali anche in orari extrascolastici per attività culturali e sportive, di supporto all’azione didattica, di interesse generale.

               Per realizzare ciò la scuola ha inteso instaurare rapporti di collaborazione e interazione con i seguenti Enti esterni:.

 

 

 

 

SOGGETTI ESTERNI

FINALITA’ PER CHE COSA

Enti istituzionali

Assistenza

Servizi sociali

Trasporto / Mensa

Assessorato Pubblica Istruzione e Cultura

Piano Diritto allo Studio

Biblioteca

Iniziative in orario scolastico ed extra-scolastico

Vigili, Ufficio Tecnico

Collaborazione e arricchimento dell’offerta formativa; Educazione Stradale e conseguimento patentino guida

A.S.L.

Alunni con diversa abilità

Neuropsichiatria

Svantaggio

ACAT

Prevenzione

Servizi psico-sociali

Educazione alla salute

Scuole superiori

Continuità

Privato sociale (cooperative)

Assistenti educatori

Parrocchia / oratorio

Attività formative di supporto

Vigili del Fuoco e Protezione Civile

L. 626 sulla sicurezza - Piani di evacuazione

Associazione Volontari

Collaborazione per attività opzionali e laboratori

Società civile

Collaborazione e arricchimento di temi storico-sociali.

Agenzie formative

Arricchimento offerta formativa

Musei – Parchi - Associazioni culturali

Arricchimento offerta formativa

Soggetti attiv. produttive e servizi vari

Attività formative

AVIS

Attività informative

Banche ecc.

Arricchimento offerta formativa

Altri istituti del distretto

Formazione insegnanti - Progetti in rete

Educazione ambientale - Gruppo ecologico

Parco Monte Canto

Ed. Ambientale

Associazione Alpini

Collaborazione e arricchimento di temi storico-sociali.

PromoIsola

Attività culturali

 

Dall’Infanzia alla pre-adolescenza: le basi del futuro cittadino

 

 

Il compito che si assume l’istituzione scolastica è molto arduo ed irto di difficoltà poiché si tratta di aiutare l’alunno nella difficile fase di passaggio dall’età della totale dipendenza a quella dell’ autonomia, da quella della soggezione a quella dell’autodeterminazione, da quella della cittadinanza passiva a quella attiva con tutto il fardello di difficoltà, pericoli, complicazioni, impedimenti, che tale percorso comporta. L’I.C."C. Albisetti", ben conscio del gravoso compito, intende assolverlo con la determinazione e le competenze maturate nel corso della sua esperienza, senza dimenticare che l’evoluzione dei modelli culturali porta ad una correzione continua dei modelli pedagogici. Per questo gli scopi, i modi e i mezzi con cui l’I.C. si prefigge di svolgere il proprio mandato che investe tutto il percorso evolutivo della persona, dalla scuola dell’infanzia alla preadolescenza, possono essere sintetizzati nella seguente scansione :

L’Istituto si propone di:

         guidare l’alunno nel suo processo formativo dalla Scuola dell’Infanzia alla Secondaria di 2° grado;

         intervenire nell’individuazione e nell’appagamento dei bisogni legati al processo educativo-formativo;

         aiutarlo a relazionarsi con il contesto sociale fornendogli tutti i necessari supporti;

         offrirgli opportunità, esperienze e mezzi espressivi adeguati ai nuovi scenari globalizzanti;

         rendergli familiare l’uso delle nuove tecnologie;

         aiutarlo ad aprirsi, senza prevenzioni, alla scoperta di realtà culturali diverse;

         fornirgli strumenti per la realizzazione di un concreto progetto di vita.

avendo come obiettivo di:

         stimolare la consapevolezza di sé e del proprio ruolo in relazione al contesto sociale;

         favorire l’acquisizione della capacità di valorizzare le differenze individuali e culturali;

         promuovere un atteggiamento positivo nei confronti del lavoro scolastico e dell’apprendimento;

         favorire l’acquisizione della capacità di orientarsi e di compiere scelte autonome;

         prevenire situazioni di disagio e d’insuccesso scolastico.

attraverso:

         curricoli verticali istituzionali e d’Istituto in continuità Scuola d’Infanzia – Primaria – Secondaria 1° grado;

         progetti educativi e didattici d’Istituto;

         proposte culturali legate a eventi di particolare interesse.

considerando:

         la diversità dello stile cognitivo di cui ogni alunno è dotato;

         la diversità dei tempi di cui ogni alunno necessita in fase apprendimento;

         la diversità degli interessi che suscita la motivazione ad apprendere.

valorizzando:

         le opportunità del tempo scuola e delle strutture scolastiche;

         le competenze professionali degli operatori scolastici;

         le risorse economiche e strutturali;

         i rapporti di collaborazione con le agenzie del territorio;

         la relazione tra Scuola-Famiglia-Territorio.

 

 

 

 

ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA

Il Dirigente Scolastico


Nel D.Lgs. 59 del 6 marzo 1998 sulle funzioni dei Dirigenti Scolastici è previsto che il Capo d'Istituto, nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative ed amministrative, possa avvalersi di docenti ai quali affidare specifici compiti.
L’art. 21 della L. 59/97 individua il Dirigente Scolastico come responsabile dei risultati dell’Istituzione Scolastica, ma resta pur vero che in un'organizzazione attenta alle esigenze e alle potenzialità delle risorse umane, le decisioni, le responsabilità, la valutazione interna non sono compito esclusivo del Dirigente; sono determinanti il coinvolgimento, la partecipazione, la motivazione, le competenze di tutti i soggetti dell’organizzazione. Nella fase di assunzione di tutte le decisioni più importanti (oltre che nella fase di monitoraggio e autovalutazione dell’operato) è indispensabile l’apporto di un particolare gruppo di membri dell’organizzazione più vicina al Dirigente Scolastico: è lo staff, composto dal Docente Collaboratore Vicario, dal Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi, dai docenti responsabili di plesso. Allo stesso si affiancano le funzioni strumentali di Istituto.

Aspetti organizzativi generali

Sulla base delle risorse disponibili e delle valutazioni improntate al raggiungimento delle massime efficienza, efficacia ed economicità possibili, si cureranno in particolare, anche attraverso l’istituzione di Commissioni, gruppi di lavoro e specifiche funzioni strumentali le seguenti problematiche:

> Sicurezza - gestione della sicurezza, secondo le norme dettate dal D.Lgs. 81/08, ma anche promozione della cultura della sicurezza tra alunni, personale d'Istituto e genitori;

> Disabilità e disagio - gestione della documentazione e dei progetti di integrazione degli alunni disabili o in situazione di disagio scolastico o sociale;

> Intercultura - realizzazione di progetti didattici di accoglienza e di integrazione degli alunni stranieri e diffusione delle culture degli stessi tra gli alunni dell’Istituto;

> Continuità - costruzione di percorsi didattici disciplinari comuni, strutturati in orizzontale (dipartimenti disciplinari) e costruzione di un curricolo disciplinare verticale e determinazione delle soglie di accettabilità della competenze, strutturati in verticale;

> Documentazione - elaborazione di progetti di avvicinamento degli studenti alla lettura attraverso esperienze dirette, partecipazione a manifestazioni e concorsi e ampliamento delle biblioteche di plesso;

> Nuove tecnologie - diffusione della pratica nell’utilizzo delle nuove tecnologie (LIM), della manutenzione e ampliamento dei laboratori di informatica e dell’aggiornamento del sito internet della scuola, anche per un miglioramento delle tecniche di comunicazione interne ed esterne;

> Educazioni - progettazione di attività rivolte allo "star bene a scuola e nella vita", con particolare attenzione all’educazione alla cittadinanza attiva e consapevole, ma anche all’educazione alla salute, all’affettività, all’ambiente e all’educazione stradale ed alimentare;

> Formazione - progettazione relativa alla formazione in servizio del personale, atta a garantire una sempre maggiore professionalità e competenza, scaturita dall’indagine sui bisogni formativi e coordinata in collaborazione in rete con altre Istituzioni Scolastiche.

> Collaborazione interna - proseguire in quelle azioni che conducano ad una effettiva coesione interna tra tutti i docenti, garantendo momenti di raccordo pedagogico, curricolare ed organizzativo tra i diversi ordini scolastici attraverso specifiche iniziative (incontri per dipartimenti, partecipazioni a Commissioni e gruppi di lavoro misti, ecc.)

> Collaborazione con il territorio - Interagire unitariamente con gli Enti Locali e con il territorio in generale (enti pubblici e privati, associazioni, aziende, ecc.) al fine di stabilire oggettivamente il ruolo sociale e culturale dell’Istituzione scolastica.

 

Risorse umane e professionali


L’Istituto Comprensivo si avvale di competenze professionali assai diversificate. Esso fonda la propria identità nell’unitarietà educativa di scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria. L’aspetto relazionale viene incentivato sia dalle condivisioni degli scopi, da parte di tutti i soggetti, sia dalla consapevolezza del progressivo sviluppo del curricolo educativo e disciplinare con la possibilità di un raccordo informativo e progettuale non indifferente tra docenti dei vari ordini di scuola, per l’attuazione di una continuità didattica più efficace che accompagni l’alunno in tutto il percorso della scuola di base, dai tre ai tredici anni, secondo il curricolo verticale elaborato dal nostro Istituto.
Non a caso Funzioni Strumentali sono dedicate allo scopo e sono previsti anche per quest'anno scolastico regolari incontri per "dipartimenti disciplinari": momenti di riflessione su tematiche complesse quali la valutazione, le competenze e la progettazione.

All’I.C. fanno capo la scuola dell’Infanzia, la Scuola Primaria, la Scuola Secondaria di Terno d’Isola e la Scuola Primaria e secondaria di Chignolo d’Isola.

 

Nel complesso ci sono 1109 alunni suddivisi in:

> 272 alunni alle Scuole dell’Infanzia
> 520 alunni alle Scuole Primarie
> 317 alunni alle Scuole Secondarie

 

Ψ      22 docenti Scuola dell’Infanzia

Ψ      50 docenti Scuola Primaria

Ψ      47 docenti Scuola Secondaria di primo grado

 

 

Ψ      7 assistenti amministrativi

Ψ      20 collaboratori scolastici

 

coordinati dal Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ORGANI COLLEGIALI

 

 

Gli Organi collegiali d’istituto sono:

• Consiglio di Intersezione (scuola d’Infanzia)
• Consiglio di Interclasse (scuola Primaria)
• Consiglio di Classe (scuola Secondaria)
• Collegio Docenti Unitario e per Plesso
• Consiglio di Istituto

Il Consiglio di Intersezione, il Consiglio di Interclasse ed il Consiglio di Classe, sono rispettivamente composti dai docenti delle sezioni dello stesso plesso nella Scuola dell’Infanzia, dai docenti dei gruppi di classi parallele o dello stesso ciclo o dello stesso plesso nella Scuola Primaria e dai docenti di ogni singola classe nella Scuola Secondaria di primo grado. Fanno parte di tutti i Consigli anche i docenti di sostegno che, ai sensi dell’art. 315, comma 5, del D. L.vo del 16 aprile 1994, sono contitolari delle classi interessate. Nelle scuole dell’Infanzia e Primaria viene eletto annualmente un rappresentante dei genitori degli alunni iscritti per ciascuna classe, nella Scuola Secondaria vengono eletti quattro rappresentanti dei genitori degli alunni iscritti alla classe. Presiede le sedute dei Consigli il Dirigente Scolastico che può delegare uno dei docenti membro del Consiglio stesso e che nomina un docente con funzioni di Segretario del Consiglio.
I Consigli hanno il compito di formulare al Collegio Docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione, agevolare ed estendere i rapporti tra docenti, genitori ed alunni. Inoltre esercitano le competenze di programmazione, valutazione e sperimentazione e adottano provvedimenti disciplinari a carico degli alunni.


Il Collegio dei Docenti è composto dal personale docente di ruolo e non di ruolo è presieduto dal Dirigente Scolastico che nomina un docente con funzioni di Segretario.

Ha potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell’Istituto e stabilisce la suddivisione dell’anno scolastico in due o tre periodi (trimestri o quadrimestri); cura la programmazione dell’azione educativa per adeguare i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze ambientali e per favorire il coordinamento interdisciplinare; formula proposte per la formazione e composizione delle classi, per la stesura dell’orario delle lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, secondo i criteri indicati dal Consiglio di Istituto; valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati; provvede all’adozione dei libri di testo ed alla scelta dei sussidi didattici; adotta e promuove iniziative di sperimentazione; elegge i componenti del Comitato per la Valutazione dei Docenti e nomina le funzioni strumentali al POF.

Il Consiglio d’Istituto è attualmente costituito da 19 componenti, di cui otto rappresentanti del personale docente, due del personale ATA, otto dei genitori degli alunni e dal Dirigente Scolastico.
Il Consiglio elegge la Giunta Esecutiva di cui fanno parte il Dirigente Scolastico che la presiede, il Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi che svolge anche funzioni di Segretario della Giunta stessa, due rappresentanti dei genitori, uno dei docenti e uno del personale ATA. Il Consiglio d’Istituto e la Giunta Esecutiva durano in carica tre anni scolastici.
Il Consiglio d’Istituto elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento; delibera il programma annuale e dispone il funzionamento amministrativo e didattico dell’Istituto; fatte salve le competenze del Collegio Docenti e dei Consigli di Intersezione, Interclasse e Classe, ha potere deliberante per la programmazione delle attività della Scuola e nell’adozione del Regolamento Interno dell’Istituto per l’uso delle attrezzature e dei materiali, per la vigilanza degli alunni durante l’ingresso e la permanenza nella scuola, nonché durante l’uscita dalla medesima; delibera sull’adattamento del calendario scolastico alle specifiche esigenze ambientali, sui criteri generali per la programmazione educativa e attuazione delle attività parascolastiche, inter ed extra scolastiche; indica i criteri generali relativi alla formazione delle classi; delibera, sentito per gli aspetti didattici il Collegio dei Docenti, le iniziative dirette alla Educazione della Salute ed alla prevenzione delle tossicodipendenze

 

ORGANIZZAZIONE DIDATTICA

Risorse interne strutturali

La struttura edilizia delle scuole dell’Istituto Comprensivo è in alcuni casi nuova, in altri datata, ma in genere ben curata. In tutte le sedi della Scuola Secondaria e in alcune delle Scuole Primarie e dell’Infanzia, esistono laboratori di informatica e aule speciali (artistica, musica, ecc.), palestra, mensa e aule destinate a dormitori.
Tutte le scuole sono dotate di TV, videoregistratore, fotocopiatrice, ma non sempre i sussidi sono adeguati alle necessità, tutte le scuole sono dotate di videoproiettore e LIM (Lavagna Interattiva Multimediale). Per sostenere le necessità emergenti si fa ricorso a finanziamenti ministeriali, a finanziamenti privati e contributi degli Enti Locali.

Nella realizzazione del proprio "Progetto educativo" l’Istituto Comprensivo quest'anno fa affidamento su:

• MIUR per la costituzione di gruppi sportivi nella scuola secondaria di primo grado;

• Provincia di Bergamo, cui sono stati richiesti progetti nell’ambito del benessere sociale, del contrasto alla dispersione scolastica, dell’integrazione, dell’ampliamento dell’offerta formativa e dell’educazione motoria;

• Amministrazioni dei Comuni che fanno capo all’Istituto che erogano il P.D.S., mezzi di trasporto, mensa, biblioteca e in alcuni casi contribuiscono ad avviare progetti legati al territorio;

• sui Vigili del Fuoco di Terno d’Isola e dell’associazione volontari per il progetto sulla sicurezza della scuola dell’infanzia e della scuola primaria e secondaria

• altri Istituti Comprensivi della Provincia, per l’attuazione di progetti ed iniziative per la formazione e l’aggiornamento in rete;

• Enti Regionali di Formazione per l’attuazione del progetto "Contrasto alla dispersione" nella scuola secondaria di primo grado;

• famiglie degli alunni, talora riunite in formalizzato Comitato Genitori, con cui esiste un rapporto di collaborazione;

• servizi socio - assistenziali e di neuropsichiatria infantile di Bonate Sotto che rispondono alle molte sollecitazioni avanzate dalla Scuola.

• biblioteca per progetti che riguardano la lettura e il teatro;

• associazioni locali, associazioni sportive, bande musicali, aziende e cooperative per sussidi o sviluppo di progetti didattici.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mansionario dell’Istituto

 

RUOLO

Mansionario

 

 

Dirigente

Scolastico

Il Dirigente scolastico ha la legale rappresentanza dell’istituzione scolastica ad ogni effetto di legge. E’ organo individuale, rappresenta l’unitarietà dell’istituzione medesima ed assume ogni responsabilità gestionale della stessa. Deve conseguire contrattualmente i seguenti obbiettivi:

  • Assicurare il funzionamento dell’istituzione assegnata secondo criteri di efficienza e efficacia;
  • Promuovere lo sviluppo dell’autonomia didattica, organizzativa, di ricerca e sperimentazione, in coerenza con il principio di autonomia;
  • Assicurare il pieno esercizio dei diritti costituzionalmente tutelati
  • Promuovere iniziative e interventi tesi a favorire il successo formativo
  • Assicurare il raccordo e l’interazione tra le componenti scolastiche
  • Promuovere la collaborazione tra le risorse culturali, professionali sociali ed economiche del territorio interagendo con gli EE.LL.

così come è previsto dall’art. 25 del D.Lvo n. 165/2001.

In materia finanziaria e patrimoniale il Dirigente:

         predispone il programma annuale (art. 2 comma 3);

         predispone i progetti compresi nel programma per l’attuazione del P.O.F. (art. 2 c. 6);

         dispone i prelievi del fondo di riserva (art. 4 c. 4);

         predispone apposito documento per consentire al consiglio di istituto di verificare lo stato di attuazione del programma e le eventuali modifiche (art. 6 c. 1);

         propone al Consiglio d’Istituto modifiche al programma (art. 6 c. 2);

         dispone variazioni conseguenti ad entrate finalizzate e storni conseguenti a delibere de Consiglio d’Istituto (art. 6 c. 4);

         realizza il Programma Annuale (art. 7 c. 1);

         imputa le spese al funzionamento amministrativo e didattico generale, ai compensi spettanti al personale, alle spese di investimento ed ai progetti nei limiti della rispettiva dotazione finanziaria stabilita nel Programma Annuale (art. 7 c. 2);

         ordina la spesa eccedente nel limite massimo del 10% della dotazione originaria di un progetto, mediante l’utilizzo del fondo di riserva, qualora la realizzazione dello stesso richieda l’impiego di risorse eccedenti (art. 7 c. 3);

         provvede alla gestione provvisoria (art. 8 c. 1);

         comunica all’Ufficio Scolastico Regionale la mancata approvazione del programma (art. 8 c. 1);

         firma gli ordini contabili (riversali e mandati) congiuntamente al Direttore (artt. 10 e 12 c. 1);

         assume impegni di spesa (art. 11 c. 3);

         può effettuare pagamenti a mezzo della carta di credito, di cui è titolare (art. 14 c. 2);

         stipula la convenzione per il servizio di cassa (art. 16 c. 1);

         anticipa al Direttore il fondo minute spese e rimborsa allo stesso le spese sostenute (art. 17 c. 1 e 2);

         sottopone il conto consuntivo unitamente ad una dettagliata relazione illustrativa al Collegio dei revisori (art. 18 c. 5);

         trasmette all’Ufficio Scolastico regionale il conto consuntivo approvato dal consiglio di istituto in difformità del parere espresso dal Collegio dei revisori dei conti corredato da una dettagliata e motivata relazione ai fini dell’adozione dei provvedimenti di competenza (art. 18 c. 6);

         comunica all’Ufficio Scolastico regionale e al Collegio dei revisori la mancata approvazione del conto consuntivo (art. 18 c. 7);

         adotta misure organizzative per la rilevazione e l’analisi dei costi e dei rendimenti dell’attività amministrativa collegando le risorse umane, finanziarie e strumentali impiegate con i risultati conseguiti (art. 19 c. 1);

         dirige l’azienda agraria o speciale annessa all’istituzione scolastica e in circostanze particolari affida ad un docente, particolarmente competente, la direzione dell’Azienda (art. 20 c. 4);

         predetermina la superficie su cui far svolgere l’attività didattica (art. 20 c. 5);

         presenzia al passaggio delle consegne tra Direttore uscente e Direttore subentrante (art. 24 c. 8);

         attiva la procedura di ricognizione dei beni almeno ogni  5 anni e provvede almeno ogni 10 anni al rinnovo degli inventari e alla rivalutazione dei beni (art. 24 c. 9);

         adotta il provvedimento di eliminazione dei beni dall’inventario in caso di materiale mancante per furto o per causa di forza maggiore (art. 26 c. 1);

         indica al Direttore i docenti responsabili della direzione dei laboratori tecnici e scientifici (art. 27 c. 1);

         provvede agli adempimenti per il riconoscimento del diritto d’autore dell’istituto scolastico sulle opere dell’ingegno prodotte nello svolgimento delle attività scolastiche (art. 28 c. 6);

         propone al Consiglio di Istituto l’utilizzazione ai fini economici di eventuali creazioni di software prodotti nello svolgimento di attività didattica (art. 28 c. 7).

 

 

 

D.S.G.A. Direttore S. Amm.vi

 

Il Direttore dei servizi generali e amministrativi  sovrintende ai servizi amministrativo-contabili e ne cura l’organizzazione. Ha autonomia operativa e responsabilità diretta nella definizione ed esecuzione degli atti amministrativo-contabili, di ragioneria e di economato, anche con rilevanza esterna. Ai sensi e per gli effetti dell’art. 25 bis D. L.vo 29/93 e successive modificazioni ed integrazioni, il Direttore coadiuva il Dirigente nelle proprie funzioni organizzative e amministrative.

In materia finanziaria e patrimoniale il Direttore:

         redige e aggiorna la scheda finanziaria dei progetti (artt. 2 c. 6 e 7 c. 2);

         predispone la tabella dimostrativa dell’avanzo di amministrazione (art. 3 c. 2);

         elabora il prospetto recante l’indicazione di utilizzo dell’avanzo di amministrazione (art. 3 c. 3);

         predispone la relazione sulle entrate accertate sulla consistenza degli impegni assunti e dei pagamenti eseguiti finalizzata alla verifica del programma annuale (art. 6 c. 6);

         firma gli ordini contabili (riversali e mandati) congiuntamente al Dirigente (art. 10 e 12 c. 1);

         provvede alla liquidazione delle spese (art. 11 c. 4);

         può essere autorizzato all’uso della carta di credito e riscontra i pagamenti effettuati a suo mezzo (art. 14 c. 2 e 3);

         ha la gestione del fondo per le minute spese (art. 17);

         predispone il conto consuntivo (art. 18 c. 5);

         elabora la scheda illustrativa finanziaria riferita all’azienda agraria e/o speciale recante la dimostrazione delle entrate e delle spese delle aziende (art. 20 c. 3);

         tiene le scritture contabili con il metodo della partita doppia dell’azienda (art. 20 c. 6);

         predispone entro il 15 marzo il rendiconto dell’azienda, completo dei prescritti allegati (art. 20 c. 9);

         elabora la scheda finanziaria riferita alle attività per conto terzi recante le entrate e le spese dello specifico progetto iscritto a bilancio (art. 21 c. 1);

         tiene le scritture contabili relative alle "attività per conto terzi" (art. 21 c. 2);

         elabora la scheda finanziaria riferita alle attività convittuali (illustrative delle entrate e spese relative al funzionamento art. 22 c. 1);

         tiene e cura l’inventario e ne assume la responsabilità quale consegnatario (art. 24 c. 7);

         effettua il passaggio di consegne in caso di cessazione dall’ufficio di Direttore con la redazione di apposito verbale (art. 24 c. 8);

         cura l’istruttoria per la ricognizione dei beni almeno ogni 5 anni ed almeno ogni 10 anni per il rinnovo degli inventari e della rivalutazione dei beni (art. 24 c. 9);

         affida la custodia del materiale didattico, tecnico e scientifico dei gabinetti, dei laboratori e delle officine ai rispettivi docenti mediante elenchi descrittivi compilati e sottoscritti dal Direttore e dal docente (art. 27 c. 1);

         sigla i documenti contabili ed a fine esercizio attesta il numero delle pagine di cui i documenti sono composti (art. 29 c. 4);

         riceve dal docente che cessa dall’incarico di subconsegnatario il materiale affidatogli in custodia (art. 27 c. 2);

         è responsabile della tenuta della contabilità e degli adempimenti fiscali (art. 29 c. 5);

         cura e tiene i verbali dei revisori dei conti (art. 60 c. 1).

In materia di attività negoziale il D.S.G.A.:

         collabora con il Dirigente Scolastico nella fase istruttoria e svolge specifica attività negoziale connessa con le minute spese prevista dal D.I. 44/01 e dal suo profilo professionale (art.50 – tabella D/2 - CCNL 26/5/99);

         può essere delegato dal Dirigente Scolastico ad occuparsi di singole attività negoziali (art. 32);

         svolge l’attività di ufficiale rogante nella stipula degli atti che richiedono la forma pubblica;

         provvede alla tenuta della documentazione relativa all’attività contrattuale svolta e programmata;

         può essere delegato dal Dirigente Scolastico a rilasciare il certificato che attesta la regolarità della fornitura per forniture di valore inferiore a 2000 Euro.

         Redige apposito certificato di regolare prestazione per i contratti inerenti la fornitura di servizi periodici.

 

 

 

 

Personale ATA

I profili professionali del personale ATA sono individuati dalla tabella A del C.C.N.L. sottoscritto in data 24 luglio 2003 per il quadriennio normativo 2002/2005, in particolare ci si sofferma sul profilo professionale dell’assistente amministrativo, che si inserisce nell’area B:

1.      svolge attività specifiche con autonomia operativa e responsabilità diretta;

2.      nelle istituzioni scolastiche ed educative dotate di magazzino può essere addetto, con responsabilità diretta, alla custodia, alla verifica e alla registrazione delle entrate e delle uscite del materiale e delle derrate in giacenza;

3.      esegue attività lavorativa richiedente specifica preparazione professionale e capacità di esecuzione delle procedure, anche con l’utilizzazione di strumenti di tipo informatico, pure per finalità di catalogazione;

4.      ha competenza diretta della tenuta dell’archivio e del protocollo;

5.      oltre alle attività e alle mansioni espressamente previste dall’area di appartenenza, all’assistente amministrativo possono essere affidati incarichi specifici, che comportano l’assunzione di ulteriori responsabilità, rischio o disagio, necessari per la realizzazione del Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.), così come stabilito dal piano delle attività.

Il servizio amministrativo può essere organizzato in aree distinte di attività e funzioni strumentali al Piano dell’Offerta Formativa:

AREA AMMINISTRAZIONE

L’Area Amministrazione si deve occupare dei seguenti adempimenti:

        Adempimenti legati alla stipula dei contratti di lavoro e all’assunzione in servizio del personale docente ed A.T.A. con contratto a tempo indeterminato e determinato, annuale e temporaneo con nomina del Dirigente scolastico.

        Periodo di prova del personale scolastico: adempimenti previsti dalla vigente normativa.

        Richiesta dei documenti di rito al personale scolastico neo assunto.

        Rilascio di certificati ed attestazioni di servizio.

        Autorizzazioni all’esercizio della libera professione.

        Decreti di congedo, aspettativa, astensione facoltativa e obbligatoria.

        Gestione e rilevazione delle assenze, permessi e ritardi.

        Richiesta delle visite fiscali per il personale assente per motivi di salute.

        Trasmissione delle istanze per riscatto dei periodi lavorativi ai fini pensionistici e della buonuscita.

        Inquadramenti economici contrattuali.

        Riconoscimento dei servizi di carriera pre-ruolo e ricongiunzione dei servizi prestati.

        Procedimenti disciplinari.

        Procedimenti pensionistici (collocamento a riposo, dimissioni e proroga della permanenza in servizio).

        Adempimenti per trasferimenti, assegnazioni e utilizzazioni provvisorie del personale.

        Pratiche per la concessione del piccolo prestito INPDAP e cessione del quinto dello stipendio.

        Rilevazione dell’anagrafe delle prestazioni dei dipendenti della Pubblica Amministrazione.

        Adempimenti relativi alla gestione amministrativa degli insegnanti di religione.

        Tenuta dei fascicoli personali.

        Tenuta del registro delle assenze e dello stato personale dei dipendenti.

 

AREA DIDATTICA

L’Area Didattica si articola per l’espletamento dei seguenti compiti:

      Iscrizione studenti.

      Rilascio nullaosta per il trasferimento degli alunni.

      Adempimenti previsti per gli esami di Stato o integrativi.

      Rilascio pagelle.

      Rilascio certificati e attestazioni varie.

      Rilascio diplomi di qualifica o di maturità;

      Adempimenti previsti per l’esonero delle tasse scolastiche e la concessione di buoni libro o borse di studio.

      Adempimenti previsti in caso di infortuni alunni.

      Rilevazione delle assenze degli studenti.

      Tenuta dei fascicoli e predisposizione dei registri di classe.

 

 

AREA CONTABILE

L’Area Contabile svolge la sua azione nel disbrigo delle sotto elencate attività contabili – gestionali:

      Liquidazione delle competenze mensili, dei compensi accessori per le ore eccedenti l’orario di servizio spettanti ai docenti di ruolo e non di ruolo.

      Liquidazione delle indennità varie da corrispondere al personale.

      Liquidazione degli incarichi affidati agli esperti esterni e pagamento delle fatture ai fornitori.

      Liquidazione delle retribuzioni mensili al personale supplente.

      Liquidazione compensi per ferie non godute.

      Adempimenti fiscali, erariali e previdenziali.

      Stesura delle denunce dei contributi INPS mensili ed annuali.

      Stesura delle certificazioni fiscali (modello CUD).

      Riepilogo delle ritenute fiscali operate e versate (modello 770, modello IRAP).

      Comunicazione alla Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro per  eventuali conguagli fiscali del personale scolastico.

AREA FINANZIARIA

L’Area Finanziaria è preposta alle seguenti funzioni e compiti di natura finanziaria:

      Elaborazione e predisposizione del programma annuale.

      Elaborazione, predisposizione e conservazione del conto consuntivo agli atti della scuola, corredato degli allegati e della delibera di approvazione.

      Emissione e conservazione dei mandati di pagamenti e delle reversali d’incasso.

      Adempimenti inerenti l’attività negoziale dell’istituzione scolastica.

      Adempimenti connessi ai progetti previsti dal P.O.F..

      Adempimenti connessi ai corsi/progetti comunitari (I.F.T.S., P.O.N., F.S.E., F.E.S.R.).

      Variazioni di bilancio.

      Adempimenti connessi alla verifica di cassa.

      Tenuta del partitario delle entrate e delle spese.

      Tenuta del registro dei residui attivi e passivi.

      Tenuta del giornale di cassa.

      Tenuta del registro del conto corrente postale.

      Tenuta del registro delle minute spese.

      Tenuta del registro dei contratti stipulati dall’istituzione scolastica.

      Tenuta della documentazione inerente l’attività contrattuale e rilascio delle copie relative.

      Tenuta delle scritture contabili relative alle attività per conto terzi.

      Rilascio dei certificati di regolare prestazione per la fornitura di servizi periodici risultanti da appositi contratti.

      Tenuta dei verbali dei revisori dei conti e adempimenti relativi.

AREA PATRIMONIO

L’Area Patrimonio gestisce i beni di proprietà dell’istituzione scolastica adempiendo alle seguenti mansioni:

      Gestione dei beni patrimoniali.

      Tenuta degli inventari dei beni immobili, di valore storico – artistico, dei libri e materiale bibliografico e dei beni mobili.

      Discarico inventariale.

      Adempimenti inerenti il passaggio di consegne tra consegnatari dei beni.

AREA MAGAZZINO

L’Area Magazzino è organizzata al fine di assolvere le seguenti attività e mansioni gestionali:

      Custodia, verifica e registrazione delle entrate e delle uscite del materiale e delle derrate in giacenza in magazzino.

      Tenuta della contabilità di magazzino.

      Tenuta dei registri di magazzino e del facile consumo.

AREA AFFARI GENERALI

L’Area Affari Generali assolve ai seguenti compiti e attività di carattere generale:

      Tenuta del registro del protocollo.

      Archiviazione degli atti e dei documenti.

      Tenuta dell’archivio e catalogazione informatica.

      Attivazione delle procedure per predisporre il protocollo informatico.

 

Referenti di sezione - plesso

Responsabile per la predisposizione e organizzazione orario scolastico docenti – alunni; responsabile per la sicurezza.

 

 

 

Staff

Dirigenziale

Discute i principali problemi della scuola con il D.S. Segnala, propone, consiglia, collabora con il D.S. e con il D.G.S.A. Verifica i processi, i risultati, propone le modifiche per il successivo P.O.F.

Esegue un monitoraggio sugli aspetti più caratteristici e problematici dell’offerta formativa, per le modifiche del modello scolastico.

 

 

Figure

Strumentali

 

 

 

Responsabili dei progetti di competenza. Responsabili della gestione dei progetti. Garantiscono i prodotti didattici. Convocano i docenti di riferimento. Individuano le azione necessarie per il successo dei progetti. Segnalano le ragioni di impedimento al D.S. Rispettano i budget e le risorse indicate. Relazionano al collegio dei docenti. Propongono le modifiche ai progetti. Intrattengono rapporti con le agenzie esterne, per quanto di competenza. Redigono il verbale delle seduta della Commissione.

 

 

 

Commissioni

 

 

Si occupano dei problemi strategici ai fini della qualità del servizio.

Effettuano monitoraggi.

Verificano, modificano, predispongono gli strumenti didattici di supporto ai docenti.

Sono garanti della qualità dei curriculi/progetti.

Attestano il livello di gradimento dell’utenza.

Rispettano i budget assegnati.

Le Funzioni Strumentali e i responsabili di progetto hanno il compito di:

         raccogliere le proposte

         diffondere il progetto (attività, materiale…)

         coordinare nel proprio plesso le attività riferite al progetto

         verificare la ricaduta del progetto nel plesso.

 

 

Collegio Docenti

 

Compiti e funzioni previsti dall’ordinamento scolastico

 

 

Consiglio d’Istituto

 

Compiti e funzioni previsti dall’ordinamento scolastico

 

Consigli di

Intersezione –

Interclasse –

Classe

 

Compiti e funzioni previsti dall’ordinamento scolastico

 

 

Collaboratori Scolastici

 

Vigilano sulla sicurezza degli alunni, collaborano nella predisposizione del materiale didattico, garantiscono l’igiene dei locali scolastici.

 

 

Docenti

Sono responsabili della sicurezza, del processo formativo degli alunni e dell’attuazione del Piano dell’Offerta Formativa.

Attivano forme di autovalutazione attraverso la partecipazione ad iniziative di aggiornamento e formazione.

Curano i rapporti con le famiglie.

 

Comitato di

valutazione

 

Valuta l’anno di prova degli insegnanti neo immessi in ruolo.

 

Bisogni formativi dell’utenza

Dall’analisi dell’ambiente in cui opera la scuola, dall’esperienza maturata, dai risultati dei monitoraggi effettuati al termine dei passati anni scolastici, si sono ricavate le principali informazioni circa la domanda formativa che genitori e alunni pongono alla scuola.

La prima considerazione che si ricava è che, pur essendo il contesto socio-ambientale abbastanza omogeneo, l’utenza esprime bisogni formativi assai diversi e, in questi ultimi anni si registra un aumento della presenza di alunni stranieri. Emerge quindi una diversità di situazioni che vanno dalla necessità di acquisire gli strumenti di base della lingua italiana alla manifestazione di ritardi nell’apprendimento, al bisogno di arricchire e ampliare il proprio percorso formativo.

L’Istituto si impegna in primo luogo a fornire a tutti una formazione d base indispensabile per continuare con profitto il proprio percorso formativo, intendendo con ciò, l’acquisizione di una significativa gamma di competenze che consentano di affrontare efficacemente richieste e compiti complessi e, dunque, non solo il possesso di conoscenze ed abilità ma anche l’uso di strategie adeguate alla loro utilizzazione nei diversi contesti ed il loro controllo ai diversi livelli di scolarità. Si porrà dunque particolare attenzione alla cura dei curricoli disciplinari, all’acquisizione del metodo di studio e alla maturazione di piena e consapevole autonomia, differenziando i percorsi formativi nel rispetto dei bisogni e dei ritmi di apprendimento di ciascuno con attività di recupero - consolidamento - approfondimento per fasce di livello, con progetti specifici per l’in-tegrazione di alunni stranieri, per la cura del disagio e dei comportamenti problematici e/o a rischio.

Sensibile alla richiesta dell’utenza di potenziare lo studio della lingua inglese e dell’informatica il nostro Istituto risponde con progetti specifici (approfondimento dell’insegnamento della lingua inglese anche con insegnanti di madre lingua nella Scuola Secondaria di primo grado, corsi di inglese nelle scuole dell’Infanzia e Primaria, progetti di informatica) che vanno ad arricchire l’offerta formativa. Verranno inoltre organizzati momenti di aggregazione e di apertura al territorio per un reciproco arricchimento (collaborazione con enti locali, incontri con esperti, visite guidate, biblioteca, orientamento, ecc.), particolarmente in occasioni, date e periodi significativi per il contesto umano e sociale in cui la scuola è inserita.

PROMUOVERE LA MATURAZIONE DELL’IDENTITA' PERSONALE

• Acquisire la capacità di vivere la corporeità come valore;
• Acquisire fiducia nelle proprie capacità, sicurezza e stima di sé;
• Saper riconoscere e sviluppare le proprie attitudini anche in vista delle scelte future;

PROMUOVERE LA MATURAZIONE DELLE CAPACITà DI ESSERE AUTONOMI E RESPONSABILI

• Riconoscere e gestire correttamente i propri bisogni;
• Riconoscere situazioni di pericolo ed attivare comportamenti adeguati;
• Sviluppare capacità di autocontrollo;
• Raggiungere autonomia di giudizio, di scelta e di assunzione dell’impegno;
• Saper valutare e giudicare se stessi e le conseguenze del proprio comportamento e del proprio lavoro.

MATURARE LA CAPACITà DI SOCIALIZZARE

• Saper accettare l’altro come diverso da noi;
• Saper essere disponibili al rapporto con gli altri;
• Saper argomentare e collaborare in modo costruttivo con l’altro;
• Imparare a ricercare soluzioni possibili e condivise per i problemi concreti che la convivenza presenta;
• Accettare regole comuni;
• Maturare un atteggiamento di fiducia e solidarietà.

OBIETTIVI DELL’ATTIVITA' DIDATTICA

• Sapere: consolidare, ampliare, approfondire conoscenze;

• Saper fare: consolidare, promuovere le abilità;

• Acquisire competenze: l’insieme delle capacità che rendono una persona in grado di utilizzare conoscenze e abilità, che apprende e che possiede, per arricchire il personale modo di essere nel mondo e di affrontare le situazioni e risolvere i problemi.

L’attività didattica, nei tre ordini di scuola, si espliciterà in percorsi personalizzati per gruppi di alunni, per classe, partendo dall’esperienza dell’alunno nel rispetto delle finalità, dei Traguardi per lo sviluppo delle competenze e degli Obiettivi di apprendimento posti dalle Indicazioni per il curricolo di cui al DM 31 luglio 2007.
L’attività didattica sarà organizzata in traguardi formativi o compiti di apprendimento ritenuti realmente accessibili, in un tempo e ad un livello stabilito.

Scelte didattiche, metodologiche e valutative

Le cinque sedi scolastiche dell’Istituto, sentite le esigenze dell’utenza, in accordo con le amministrazioni comunali e nel rispetto delle norme legislative vigenti, in particolare la L. 133/2008 inerente la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo dell’Istruzione, articolano il proprio orario di funzionamento secondo i seguenti schemi:

• priorità allo svolgersi del percorso disciplinare, curando orari attenti all’alternanza tensione - distensione;
• stesura e pianificazione di orari flessibili, in gradi più o meno diversi, capaci di assorbire e gestire al meglio gli sforzi progettuali previsti per la classe e/o la scuola;
• ricerca di spazi orari utili al recupero, potenziamento, integrazione.

In particolare:

• nella Scuola dell’Infanzia si opta per un orario docenti flessibile, volto a sostenere al meglio, con ore di compresenza mirate, i progetti educativi e didattici;
• nella Scuola Primaria, in alcuni casi, sono previste ore di compresenza docenti utilizzate per dividere le classi e/o svolgere attività individualizzate di recupero ed approfondimento;
• nella Scuola Secondaria di primo grado - tenuto conto del D.M. 37 del 26 Marzo 2009 circa la ridefinizione dei criteri di articolazione delle cattedre è possibile ricavare gli spazi orari per il potenziamento delle attività operativo - pratiche, per il recupero e il consolidamento.

 

Dai gruppi di classe ai gruppi di lavoro


 Le classi vengono formate in base ai criteri stabiliti dal Collegio dei Docenti e deliberati dal Consiglio d’Istituto, che privilegiano:
• per la Scuola dell’Infanzia, la formazione delle sezione in base all’età cronologica, equa distribuzione tra maschi e femmine e tra italiani e stranieri e nel rispetto della proporzione numerica fra le sezioni;

• per la Scuola Primaria, un’equa distribuzione tra maschi e femmine, l’eterogeneità delle classi relativa alle abilità degli alunni, nel rispetto di esigenze particolari;

• per la Scuola Secondaria, un’equa distribuzione tra maschi e femmine, equi-eterogeneità delle classi per livelli, nel rispetto di esigenze particolari.

All’interno delle classi o sezioni, compatibilmente con le possibilità, le attitudini e gl’interessi dei singoli allievi, si formano percorsi il più possibile individualizzati, per realizzare interventi di recupero e potenziamento e per attivare attività e laboratori per l’ampliamento dell’offerta formativa. Questi si realizzano in più o meno grandi gruppi di lavoro, la cui composizione varia a seconda delle finalità, delle possibilità organizzative, delle esigenze. In ogni caso rappresentano uno stile didattico da valorizzare pienamente, da agevolare con ogni mezzo, da sfruttare quanto più possibile nella prassi scolastica perché di provata efficacia.

CRITERI E STRUMENTI OPERATIVI PER LA VERIFICA DELL’AZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA.


Le conoscenze ed abilità acquisite da ciascun alunno concorrono a promuovere le competenze personali che sono oggetto della certificazione delle competenze come momento conclusivo della valutazione complessiva dei risultati ottenuti..

Programmazione educativa

Insieme degli obiettivi educativi che permettono di aiutare i ragazzi nella formazione integrale della persona e nell’acquisizione degli obiettivi cognitivi.

Riguardo agli alunni diversamente abili è prevista una Programmazione Individualizzata (PEI) che prende in considerazione le loro potenzialità ed esigenze, con obiettivi specifici sia di tipo educativo che didattico

Programmazione didattica

Insieme degli obiettivi specifici di ogni singola disciplina/educazione, ha una scansione annuale e settimanale.

Valutazione degli apprendimenti

Rilevazione degli apprendimenti attraverso le prove (orali e scritte) somministrate agli alunni, che permette la valutazione quadrimestrale.

Il monitoraggio del processo formativo.

 

Il monitoraggio del processo di apprendimento è sistematico, con rilevazione, a cadenza mensile e bimestrale, dello stato di avanzamento di ogni alunno, mediante una serie integrata di prove (oggettive e non) e di osservazioni sistematiche.

Sulla base dei dati raccolti, il Consiglio di classe e i docenti dei moduli effettuano le eventuali modifiche necessarie alle programmazioni dai singoli docenti e provvede all’inserimento degli alunni nei percorsi individualizzati.

Il monitoraggio prevede, anche, la rilevazione dei dati relativi alle promozioni ottenuti dagli alunni nella Scuola Secondaria di 2° grado per ottimizzare gli interventi di recupero da porre in atto a favore agli alunni frequentanti l’I.C. onde evitare la dispersione scolastica.

La valutazione.

LA finalità dell’azione didattico educativa, trova la sua sintesi nel momento della valutazione e si avvale, per questo, degli strumenti della osservazione, della verifica e della misurazione dei risultati raggiunti. Tali strumenti pongono l’accento sull’importanza della funzione formativa della valutazione, distinguendo tra la verifica intesa come misurazione il più possibile oggettiva del profitto e delle abilità acquisite dall’alunno e la valutazione intesa come apprezzamento dei cambiamenti apportati dall’educazione alla personalità dell’alunno.
La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari, attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate e promuove il bilancio su quelle condotte a termine. Assume dunque una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo. La normativa nazionale definisce la valutazione come lo strumento per vagliare il curricolo di apprendimento-formazione sia nelle singole discipline che a livello complessivo, il Collegio dei Docenti ritiene che gli scopi della valutazione possano essere realizzati anche con il concorso di altre variabili quali:

          accertamento della situazione di partenza, per conoscere le caratteristiche personali di ogni alunno e per poter quindi programmare un processo di maturazione che adegui gli obiettivi generali a possibilità, individualità e ritmi del ragazzo; gli indicatori per la valutazione iniziale saranno: le abilità di comprendere, comunicare, operare a livello di procedure logiche, uso dei linguaggi, l’autocontrollo, la partecipazione, il metodo di lavoro, la socializzazione, la collaborazione;

          osservazione sistematica del comportamento dell’alunno nelle varie fasi di questo processo, sia sul piano cognitivo sia sul piano educativo, per verificare anche l’efficacia dell’azione didattica svolta e per determinare l’opportuna differenziazione degli interventi;

 

          rilevazione del progresso compiuto dall’alunno nell’apprendimento di conoscenze e abilità sia rispetto al livello iniziale sia rispetto agli obiettivi didattici finali da raggiungere necessariamente, anche se a livelli diversi, al termine della scolarità obbligatoria;

 

          considerazione, nel giudizio globale per la scuola primaria, dell’alunno nella sua integralità: grado di sviluppo delle fondamentali componenti di personalità (requisiti culturali, abilità trasversali, impegno, metodo di lavoro, partecipazione alle attività didattiche, interessi, conoscenza di sé, autocontrollo, assunzione di valori, socialità), ma anche delle diverse situazioni personali, dei fattori più o meno favorevoli al progresso dell’alunno;

Questi criteri generali sono specificati nelle programmazioni annuali dei Consigli di classe e dei moduli, nei piani di lavoro dei singoli insegnanti, nonché nelle riunioni dei docenti degli stessi ambiti disciplinari.

Per la valutazione degli alunni con disabilità si dovrà tener conto, oltre che del comportamento, anche delle discipline e delle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato. Inoltre si prevede, per gli alunni disabili, la predisposizione di prove di esame differenziate, corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonei a valutare il progresso dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.

Per gli alunni in situazione di difficoltà specifica di apprendimento debitamente certificate per la prima volta viene dettata una disciplina organica, con la quale si prevede che, in sede di svolgimento delle attività didattiche, siano attivate adeguate misure dispensative e compensative e che la relativa valutazione sia effettuata tenendo conto delle particolari situazioni ed esigenze personali degli alunni.

Criteri di valutazione del Comportamento

Il comportamento è uno degli aspetti fondamentali della valutazione sia a medio che a lungo termine. Per questo è necessario avere dei riferimenti precisi che il collegio Docenti ha individuato nei seguenti criteri:

·         Rispettare gli insegnanti, i compagni e tutto il personale scolastico

·         Rispettare l’ambiente scolastico (aule, laboratori, materiale didattico/sussidi, palestra)

·         Rispettare le regole dell’Istituto

·         Favorire lo svolgimento dell’attività scolastica

·         Provvedimenti disciplinari ( richiami sul libretto di comunicazione scuola-famiglia)

Sanzioni disciplinare in seguito a gravi e ripetuti azioni ai danni di persone e ambiente

Nella scuola primaria gli alunni saranno valutati dall’insegnante unico di riferimento.
La valutazione terrà conto del livello di conoscenza e del rendimento scolastico complessivo degli alunni nelle singole materie.

La voti numerici così come avviene in tutti i Paesi Europei.
Solo per l’insegnamento della giudizio sintetico formulato dal docente. I docenti di sostegno partecipano alla valutazione di tutti gli alunni.
Nella scuola elementare gli alunni potranno essere non ammessi alla classe successiva solo in casi eccezionali e motivati. In forza dell’autonomia didattica le singole istituzioni scolastiche possono individuare autonome modalità e criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa nazionale (
DPR 275/99, art 4, c 4)

del docente o dei docenti contitolari.

Scuola secondaria di I grado

Nella scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati nelle singole materie con lode dalla commissione con espressione unanime.

Il voto in condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto numerico che fa riferimento ad una precisa declinazione discorsiva dei comportamenti.
Voto in condotta alle scuole secondarie di primo e secondo grado

Con il Regolamento approvato oggi dal Consiglio dei Ministri il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione dei crediti scolastici.
Il
5 in condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare. Inoltre, l’insufficienza in condotta dovrà essere motivata con un giudizio e verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e finale.
Una sanzione disciplinare, quindi, sarà come un cartellino giallo, dopo il quale se i comportamenti gravi persisteranno il collegio dei docenti darà il cartellino rosso e cioè il 5 in condotta.
L’insufficienza nel voto di condotta (voto inferiore a 6) comporterà la non ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato.

Rispettare gli insegnanti, i compagni e tutto il personale scolastico

Rispettare l’ambiente scolastico (aule, laboratori, materiale didattico/sussidi, palestra)

Rispettare le regole dell’Istituto

Favorire lo svolgimento dell’attività scolastica

Provvedimenti disciplinari ( richiami sul libretto di comunicazione scuola-famiglia)

Sanzioni disciplinare in seguito a gravi e ripetuti azioni ai danni di persone e ambiente

Voto

Descrittori

 

10

Rispettare costantemente le persone, l’ambiente e stimolarne il rispetto tra i compagni. Rispettare le regole e favorire la loro diffusione all’interno del gruppo classe. Favorire lo svolgimento dell’attività didattica non solo mostrando attenzione e interesse, ma intervenendo in modo costruttivo e propositivo.

9

Rispettare costantemente persone, ambiente e regole Favorire lo svolgimento dell’attività didattica ( mostrando attenzione e interesse)

8

Rispettare generalmente persone, ambiente e regole Favorire lo svolgimento dell’attività didattica ( mostrando attenzione)

 

7

Rispettare generalmente persone e ambiente e regole Favorire lo svolgimento dell’attività didattica (anche se con sporadici episodi di distrazione) Avere qualche richiamo in merito alle inadempienze didattiche nel libretto di comunicazioni scuola-famiglia

 

6

Rispettare in modo discontinuo persone, ambiente e regole Mostrare un atteggiamento selettivo durante lo svolgimento dell’attività didattica. Avere frequenti richiami in merito alle inadempienze didattiche nel libretto di comunicazioni scuola-famiglia.

 

5

Non rispettare persone, ambiente e regole Non favorire lo svolgimento dell’attività scolastica Avere sanzioni disciplinari in seguito a gravi e ripetute azioni ai danni di persone e /o ambiente

DAGLI OBIETTIVI ALLE ATTIVITA'

I percorsi educativi e didattici elaborati dai tre ordini di scuola (Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado) che fanno capo all’Istituto Comprensivo "Padre Cesare Albisettii", se da un lato rispondono alle richieste delle Indicazioni per il Curricolo, dall’altro si richiamano agli obiettivi formativi specificamente individuati per il nostro Istituto sulla base delle caratteristiche e delle esigenze dell’utenza e sull’analisi delle risorse e dei bisogni del territorio in cui la scuola opera.

L’Istituto Comprensivo, oltre a garantire lo svolgimento dell’attività didattica prevista per promuovere al meglio le competenze degli allievi ed assicurare a tutti i cittadini l’unità del sistema educativo nazionale di istruzione e formazione, offre all’utenza una serie di attività (progetti ed insegnamenti) che ampliano e caratterizzano la propria offerta formativa.

ATTIVITà E PROGETTI PER LA REALIZZAZIONE DEL POF

 

Funzioni specifiche

Per operare al meglio e rendere esecutivi i contenuti progettuali del POF è necessario l’apporto di:

  • Un insieme di coordinatori orientati al servizio dell’efficacia e dell’efficienza del POF per far circolare informazioni unificate, chiare, non equivocabili.
  • Collaboratori del Dirigente Scolastico.

         Funzioni strumentali al POF.

         Coordinatori di classe e di modulo e di sezione.

         Funzioni specifiche Ata.

Istituzioni di gruppi di lavoro

Rendere coesa l’azione dei docenti, attraverso la reciproca conoscenza (programmi di lavoro, percorsi di formazione e aggiornamento comuni...)
Costruire percorsi didattici disciplinari di valutazione comuni, strutturati in orizzontale e costruire curricoli disciplinari verticali
Garantire i momenti di raccordo pedagogico, curricolare ed organizzativo tra i diversi ordini scolastici

  • Dipartimenti disciplinari
  • Commissioni Continuità tra ordini

 

Formazione

  • scuola dell’infanzia/primaria/secondaria: percorsi di formazione e aggiornamento sulla base dei bisogni formativi espressi

Continuità e orientamento

         Scuola dell’infanzia/scuola primaria: Accoglienza e progetti di continuità

         Scuola primaria/scuola secondaria: Verticalizzazione curricoli, laboratori comuni e accoglienza scuola

         Scuola secondaria: Orientamento in uscita

 

Laboratori

  • scuola dell’infanzia/primaria/secondaria: Didattica laboratoriali

 

Individuazione funzioni specifiche

Proseguire nell’azione di informatizzazione diffusa per docenti e alunni
Proseguire nell’azione di alfabetizzazione informatica per alunni, lavorando e operando per migliorare le dotazioni della scuola in termini hardware e software
Proseguire nello sforzo di annullare/accorciare le distanze fisiche tra i cinque plessi con tutti i mezzi possibili (nuove tecnologie, incontri di scambio, confronto su temi o problemi)

·         Funzione strumentale Immagine e comunicazione

·         Gruppo di Lavoro Referenti Informatica

 

Valorizzare, promuovere e portare a sintesi l’alterità e la diversità, coltivando e sviluppando sinergie con le altre agenzie educative e formative presenti sul territorio
Proseguire con percorsi didattici di accoglienza ed integrazione degli alunni stranieri nelle attività ordinarie o con progetti specifici
Promuovere la maturazione dell’identità personale

Interagire unitariamente con gli Enti Locali e con il territorio in generale

 

Star bene a scuola

• scuola dell’infanzia/primaria/secondaria:
• scuola primaria/secondaria: Istruzione domiciliare
• scuola secondaria: Contrasto alla dispersione

Attività didattiche di recupero


• scuola primaria: attività di plesso
• scuola secondaria: interventi di sostegno e di recupero

Integrazione culturale


• scuola dell’infanzia/primaria/secondaria: Laboratori di intercultura
• scuola primaria/secondaria: Integrazione alunni stranieri

Cittadinanza attiva


• scuola primaria: Educare alla legalità
• scuola secondaria: Consiglio Comunale dei Ragazzi

Garantire l’insegnamento della lingua inglese dalla Scuola dell’Infanzia alla Scuola Secondaria di primo grado, dai cinque anni ai tredici anni

Conversazione in lingua straniera

• scuola dell’infanzia: English for baby
• scuola primaria/secondaria: Laboratorio linguistico/madrelingua

Consolidare, ampliare, approfondire conoscenze, intese come il sapere

Biblioteca e centro di documentazione


• scuola dell’infanzia: Nati per leggere
• scuola primaria: Letture animate
• scuola secondaria: Incontro con l’autore

Consolidare, promuovere delle abilità, intese come il "saper fare", cioè il sapere, le ragioni e le procedure di questo fare (attività di drammatizzazione, musicali, di educazione motoria)

Feste e manifestazioni
• scuola dell’infanzia: Festa di Natale
• scuola primaria: Festa di Natale
• scuola secondaria: Concerto

Educazione Motoria
• scuola dell’infanzia: Psicomotricità, nuoto e musica;
• scuola primaria: Psicomotricità, minibasket, minivolley, attività propedeutica alla conoscenza degli strumenti
• scuola secondaria: Gruppo sportivo

Educazione Musicale
• scuola secondaria: Attività musicali, coro, concerto
• scuola dell’infanzia: Educazione all’ascolto, psicomotricità;

Promuovere attività rivolte allo "star bene a scuola e nella vita" con particolare attenzione alle educazioni
Promuovere la maturazione delle capacità di essere autonomi e responsabili
Far acquisire delle competenze, intese come "l’insieme delle buone capacità che rendono una persona capace di utilizzare conoscenze e abilità, che apprende e che possiede, per arricchire il personale modo di essere nel mondo e di affrontare le situazioni e risolvere i problemi"

Educazione alla salute e all’affettività
• scuola dell’infanzia: Le norme igieniche scoperte attraverso il gioco
• scuola primaria: Educazione al consumo consapevole
• scuola secondaria: Educazione allo star bene a scuola

Educazione all’ambiente
• scuola dell’infanzia/primaria: rispetto dell’ambiente, orto
• scuola primaria/scuola secondaria: Inquinamento elettromagnetico

Educazione stradale
• scuola dell’infanzia: Il bambino e la strada

• scuola primaria: Educazione stradale - A scuola a piedi

• scuola secondaria: Il patentino a scuola

 

 

 

 

 

Progetto per l’inclusione delle diverse abilità

 

 

Quelli che vanno nella mia scuola sono stupidi.

Solo che non mi è permesso dirlo anche se è vero.

Vogliono che dica che hanno delle difficoltà nell’apprendimento

o hanno delle esigenze particolari.

Il termine tecnico esatto è Gruppo H.

Questa sì che è una cosa stupida,

perché tutti hanno problemi dell’apprendimento,

perché imparare a parlare il francese

o capire il principio della relatività è difficile,

ed è altrettanto vero che ognuno ha delle esigenze particolari,

come mio padre che deve portarsi dietro delle pillole

di dolcificante da mettere

nel caffè per non ingrassare, oppure la signora Peters

che gira sempre con un apparecchio acustico color crema,

o Siobhan che ha degli occhiali talmente spessi

che ti fanno venire il mal di testa se li provi,

e nessuna di queste persone viene classificata come gruppo H,

anche se hanno delle esigenze particolari[1]

 

Tutto ciò che è detto, è detto da un osservatore.

(Maturana, Varela)

. Il Contesto

Negli ultimi anni all’interno del nostro Istituto Comprensivo il numero di alunni diversamente abili è andato aumentando in maniera progressiva. Sono presenti differenti tipologie di disabilità che vanno da lievi disturbi dell’apprendimento a gravi compromissioni sia psichiche che fisiche.

Di conseguenza anche il numero di docenti di sostegno e assistenti educatori è andato aumentando.

Vista la complessità della situazione e l’ampiezza del fenomeno, all’interno dei lavori della commissione disabilità è nato questo semplice documento alla cui redazione hanno partecipato tutti i componenti della commissione e gli assistenti educatori in servizio all’interno dell’Istituto comprensivo provenienti dalla Cooperativa Sociale "Lavorare Insieme". Il fine è stato quello di condividere un documento che potesse fotografare la situazione dell’istituto comprensivo a circa 30 anni dall’approvazione delle legge 517. La speranza e la certezza che abbiamo è che le nostre riflessioni siano in grado di diventare una sorte di sfondo integratore per tutti i componenti del corpo docente, che vengano fatte proprie e che stimolino la ricerca all’interno dei diversi moduli e dei consigli di classe affinché la presa in carico dell’alunno con disabilità sia sempre meno delegata al singolo insegnante di sostegno o assistente educatore e sempre più legata all’equipe di lavoro.

Infatti crediamo che lavorare con la disabilità' sia un po' come stare al margine, mettersi sul confine, non in senso negativo, ma positivo cercando sul confine di promuovere, mediare e fare incontrare linguaggi, logiche professionali, pedagogiche e organizzative diverse per ospitare ogni tipo di fragilità. Un ruolo complesso e difficile, ma che se svolto adeguatamente consente di accogliere e dare ospitalità all’interno delle diverse équipe alle differenti storie personali che anno dopo anno si presentano per imparare a conoscere, comprendere ed abitare la fragilità in tutti i suoi aspetti, da quelli più gravi alle forme più lievi; è la chiave per potersi orientare verso una dimensione narrativa che consente di riconoscere le modalità privilegiate da ognuno nel costruire conoscenza, di ascoltare le modalità di racconto personali, di scoprire le modalità di raccontare e raccontarsi dell’altro.

L’insegnante di sostegno non può comprendere e/o SO-STARE in questi contesti da solo ma ogni sua azione deve essere sostenuta dalle équipe di riferimento in cui l’alunno con disabilità è inserito. Solo così la sua azione sarà efficace ed appropriata e solo così il progetto di vita dell’alunno potrà essere significativo.

Inoltre progettare significa costruire il significato di quello che si sta facendo, significa mettere in gioco emozioni forti in quanto è un’attività simbolica e non tangibile, non lineare per causa ed effetto, ma che viaggia per approssimazione con rielaborazioni continue. Si tratta di un processo di ricerca- azione, un’indagine cooperativa in cui esplorare e ri- esplorare possibili orizzonti condivisi; una AZIONE SOCIALE, quindi, che bisogna condividere con qualcuno per renderla più efficace. Per questo le condivisioni all’interno delle equipe sono fondamentali.

 

Siamo parte danzante di una

più ampia danza di parti interagenti.

(G. Bateson)

L’organizzazione per l’integrazione

PREMESSA

In Italia si può certamente affermare che la fase dell’inserimento scolastico di tutti gli alunni diversamente abili si sia conclusa con successo: nelle nostre scuole, a partire da quelle per l’infanzia, gli studenti diversamente abili frequentano normalmente e nessuno o quasi se ne meraviglia più. Questo non significa però che questi alunni siano normalmente integrati.

In un mondo dove tutto è diventato più rapido e complesso, la valorizzazione delle risorse umane passa attraverso una condizione di agio e, nello specifico scolastico, attraverso lo stare bene nella classe, il sentirsi inclusi e parte attiva di una comunità educante. Nella costruzione di questo clima scolastico positivo ed inclusivo, un’attenzione particolare va riservata a chi è più debole e fragile degli altri: gli alunni diversamente abili. Questo concetto di inclusione (l’entrare in un gruppo alla pari degli altri mantenendo le proprie peculiarità ed identità) richiama subito altri due concetti, quello di normalità e quello di specialità.

      Normalità, che risponde al bisogno di appartenenza, di sentirsi considerati e trattati alla stessa stregua degli altri (in modo conforme alle regole che valgono per l’intero gruppo)

      Specialità, che risponde al bisogno di identità, di sentirsi diversi dagli altri, con caratteristiche proprie che rendono unico un soggetto rispetto ad un altro.

Prima di proseguire mi pare necessario delineare alcune coordinate attorno alle quali si muove il mio intervento educativo, in quanto ritengo possano essere utili per poi valutare i contenuti emersi dalla ricerca.

Integrazione per me significa crescere insieme, una crescita personale e sociale nella scoperta comune di modi più evoluti di vivere, nell’invenzione di più efficaci forme di relazione e di comunicazione, nella complementarietà dei contributi di ognuno alla ricerca ed alla attività da svolgere insieme.

L’integrazione è un processo, una progettualità che organizza le situazioni, modula le relazioni, fornisce stimoli, provoca comportamenti. Il processo di integrazione impegna la scuola a fare cultura e definirsi nel confronto.

L’integrazione rompe lo schema della relazione insegnamento/apprendimento sul piano del potere, dell’autorità e delle regole perché tutti hanno cose da imparare e cose da insegnare; pur nella differenziazione dei ruoli, le responsabilità sono reciproche.

Dall’integrazione all’inclusione

La differenziazione culturale e terminologica fra INTEGRAZIONE ED INCLUSIONE, ha preso campo solo ultimamente ed è al centro di un dibattito molto serrato fra i diversi orientamenti.

In Italia l’analisi e l’attenzione viene rivolta in particolare all’integrazione scolastica del disabile; in altre realtà, soprattutto in ambito anglosassone, l’attenzione si allarga ai bisogni speciali (special needs), che, oltre ai disabili, comprendono alunni che non hanno deficit, e a quell’inclusione il cui obiettivo è quello di abbattere tutte le barriere che impediscono la partecipazione e l’apprendimento di tutti gli allievi. Uno dei primi a parlare di "inclusione" nel 1997 è stato, come al solito, Andrea Canevaro, che nel 1997 al Convegno sull’integrazione scolastica organizzato dalla Erikson a Rimini sosteneva che l’integrazione: "… è strettamente connessa a integra, che richiama uno stato di completezza, una condizione intatta… Le ragioni per proporre inclusione indicano che è possibile pensare a un processo… che coinvolge tutti i soggetti, partiamo dal presupposto che tutti sono incompleti e hanno bisogno di completarsi integrando elementi che non avevano…"

L’approccio dei bisogni educativi speciali, poi, allarga la riflessione e l’intervento a tutti quegli alunni che, pur non avendo una certificazione di disabilità, incontrano difficoltà nel corso del processo di apprendimento: " Secondo questo approccio non sono solo gli alunni disabili che necessitano di interventi speciali.: in questa prospettiva ciò che è importante non è il deficit, ma il bisogno manifestato dall’alunno"[2]. Il tema dell’inclusione tende, infatti, a superare lo stretto riferimento alle persone con disabilità o DSA o svantaggi di tipo socio- economico- culturale a favore di una prospettiva delle abilità differenti in cui le differenze sono alla base del processo di insegnamento <-> apprendimento. Solo in questo caso il concetto di abilità differenti mette in crisi la dicotomia normalità/ anormalità, in quanto assume la differenza come situazione quotidiana, normale, come condizione ordinaria in cui si colloca l’esperienza di vita. Si aprono così nuove prospettive:

-) le disabilità non sono le differenze, ma ne rappresentano un aspetto: infatti queste costituiscono la normalità del vivere e ne definiscono l’essenza rappresentando l’interfaccia tra l’altro da noi e l’altro di noi.

-) le differenze… "in quanto abilità di riorganizzazione non banale di ogni sistema vivente evolutivo e quindi condizione di vita di ciascuno, non sono sottoponibili a dispositivi di cattura concettuali, metodologici tendenti a collocarle in un paesaggio patologico, premessa paradossale per una pratica sociale alienante"[3]

-) Il concetto di differenza non porta a negare le specificità che, al contrario, assumono un ruolo anche sociale in funzione del loro riconoscimento.

-) il paradigma delle differenze mette in scacco il concetto di integrazione. Da qui il passaggio a quello di inclusione che ha come elementi centrali i temi dei diritti e della cittadinanza.

Docente di sostegno

Come già affermato nella premessa, pensare alla dimensione narrativa come chiave di lettura del lavoro del docente di sostegno permette la legittimazione di spazi di ricerca e di possibile realizzazione di nuovi racconti individuali e collettivi, all’interno di uno specifico contesto educativo. Educare significa, infatti, condurre fuori (ex ducere), e indica la fatica di "tirar fuori", di dar origine a racconti che sono nel "soggetto" potenziali, ma che devono e possono essere, diversamente modulati e ri-modulati in funzione della specificità e degli incontri che si pongono lungo il percorso di strutturazione dell’identità da parte di ciascuno. Ciò che emerge in ogni incontro diventa frutto dell’incontro stesso, ma anche espressione di specificità, novità da cui far ripartire un nuovo cammino di scoperta.

Il contributo dell’approccio narrativo alla comprensione e definizione della funzione educativa rappresenta l’esplicitazione di una dimensione iscritta nell’idea stessa di relazione educativa, e che si caratterizza come avvicinamento, rapporto, incontro con situazioni, casi, problemi costantemente nuovi e che, quindi, sollecitano nuove risposte. Per chi si trova a svolgere la funzione di educatore o di insegnante l’attenzione alla propria capacità di ascoltare storie e di narrarle rinvia alla possibilità di inserirsi nelle storie di cui è temporaneamente e parzialmente co-autore e di scoprire al loro interno segni e segnali che possano essere occasioni per nuove narrazioni e diverse evoluzioni. Raccogliere e produrre segni tramite l’ascolto e l’incontro con la storia dell’altro significa costruire nuovi percorsi che consentano al soggetto di aprirsi a nuovi ed ulteriori orizzonti di ricerca e di pensiero.

L’assunzione della prospettiva narrativa nel processo educativo propone la specificità del lavoro educativo stesso come caratterizzata da una costante ricerca di significati, dalla costruzione di storie negoziate, dalla condivisione di senso e dalla instancabile ri-lettura e ri-visitazione di eventi e esperienze.

Questa sorta di racconto congiunto o co-costruito che può verificarsi nell’operare educativo richiede una continua rilettura e rivisitazione del senso del sapere costruito in modo tale da riproporre il dialogo tra pensiero paradigmatico e pensiero narrativo di cui si è già detto in precedenza.

Questo ancoraggio e ri-sollecitazione del sapere costruito è importante soprattutto nei confronti di un alunno con disabilità.

Con questo tipo di persone è infatti particolarmente importante sollecitare nuove e diverse modalità di racconto che possono nascere da un rinnovato ascolto che permetta l’emergere di significati meno noti, di percorsi o indizi trascurati che rendano possibili nuove letture.

La narrazione diviene così una risorsa in quanto strumento in grado di proporre, anche nella grave disabilità, nuovi e diversi percorsi di sviluppo per ri-comporre i frammenti delle esperienze pregresse, degli incontri avvenuti e negoziare nuovi possibili significati che consentano di ri-tradurre la storia del soggetto e ri-proporla non come definitiva, ma come una delle possibili narrazioni generate in un incontro e in una situazione contestuale specifica.

Le fasi del progetto di vita

Diagramma circolare

 

 

 

 

 

 

 

 

Le finalità

*         Formare ed orientare la persona nella sua totalità (educativo, didattico, relazionale, affettivo, sociale).

*         Capacità di esprimere i propri desideri e bisogni all’interno di un gruppo

*         Rendere l’individuo autonomo, capace di costruire relazioni significative all’interno di un gruppo, di compiere scelte, di esprimere le proprie capacità, di acquisire le competenze, di acquisire fiducia e stima in se stesso, di sentirsi parte integrante ed interagente all’interno di un gruppo.

In sintesi le finalità possono essere le seguenti:

APPRENDIMENTO

COMUNICAZIONE

RELAZIONI

SOCIALIZZAZIONE

AUTONOMIA

Orientamento alunni con disabilitaà

Premessa

Nel corso degli anni la visione della disabilità è mutata notevolmente e, solo recentemente, si è cominciato a considerarla come una delle forme di identità che compongono il nostro vivere sociale. In questa prospettiva la persona con disabilità, pur con grosse distanze da un’idea di normalità socialmente accettata, ha una sua organizzazione nel rapporto con la realtà, e quindi esprime una propria identità specifica. Si parla di biografie nella disabilità, ovvero della possibilità per le persone con disabilità di esprimere bisogni, risorse, potenzialità soggettive specifiche, di vivere in una sfera relazionale in cui si possano costruire legami di reciprocità intense, di accedere ad un percorso o progetto di vita che consenta la crescita ed il miglioramento del proprio benessere. E’ significativo, cioè, vivere una propria storia personale fatta di scelte, desideri, errori, pur in una situazione di fragilità strutturale e di dipendenza. Si tratta di una prospettiva basata su 3 aspetti fondamentali:

  • Il riconoscimento della persona disabile come una persona con una propria storia personale ed una identità e non solo come una somma di deficit o mancanze.
  • Le risorse e le potenzialità soggettive come punto di partenza per interventi a sostegno di un maggior benessere del soggetto e della sua famiglia.
  • La cura per le reti di relazioni che vengono costruite all’interno delle storie personali ed identitarie.

In sintesi si tratta di un modo di pensare all’handicap che pone al centro del suo pensiero l’idea, spesso negata a chi è visto come diverso e con gravi compromissioni, che le persone con disabilità abbiano le competenze e possano affermare la propria identità.

 

 

La scuola

La scuola può e deve dare spazio a queste affermazioni identitarie con un progetto sull’orientamento sensibile alle differenze dei singoli soggetti.

La scuola è il luogo dell’osservazione dei bisogni dell’alunno, dell’apprendimento di abilità, del potenziamento della comunicazione, dell’acquisizione di sicurezza e di conoscenza di sé, che consentano di affrontare situazioni sempre nuove e complesse.

L’uscita dallo stereotipo di una scuola autoreferenziale e i continui cambiamenti istituzionali e legislativi (L.328, L53), pongono inevitabilmente questioni rilevanti rispetto alla gestione di situazioni delicate e caratterizzate da estrema fragilità come l’orientamento degli alunni con disabilità.

Questa nuova visione dell’azione orientativa richiede che la scuola stessa sia in grado di governare il cambiamento verso un ruolo maggiormente consapevole e complesso caratterizzato da aperture verso l’esterno per costruire relazioni significative con gli altri enti coinvolti nella rete, in grado di promuovere contesti relazionali significativi, dinamici e flessibili ed in grado di costruire sistemi capaci di stabilire inter- relazioni con gli altri sistemi.

La scuola è inserita in un contesto e quindi sensibile alle sue valenze "reticolari", e sensibile alle provocazioni degli "imprevisti" che da queste diversità possono emergere.

Il Progetto di Vita

E’ in questa ottica che si parla sempre più spesso di progetto di vita. I consigli di classe, e gli insegnanti per poter gestire correttamente ed efficacemente il percorso di orientamento devono monitorare con continuità le diverse situazioni e ipotizzare percorsi possibili da condividere con le famiglie, con gli enti locali, con i servizi e le scuole del territorio.

La scuola deve così assumere un ruolo attivo, responsabile e propositivo e co-costruire con le risorse presenti sul territorio quelle inter- retro- azioni al fine di realizzare compiutamente, percorsi di vita possibili, biografie personali e significative.

Il percorso di Orientamento

Si tratta di un percorso condiviso e co-costruito per formulare ipotesi rispetto all’integrazione sociale del disabile.

Operativamente, poi, è il consiglio di classe o equipe pedagogica, che dopo aver terminato le fasi di, accoglienza, osservazione, raccolta di informazioni, e aggiornamento costante del fascicolo personale (PDF e PEI), ha il compito di:

-          Elaborare ipotesi sulla base della conoscenza dell’alunno e delle risorse che offre il territorio.

-          Confrontarsi con terapeuti o specialisti che seguono l’alunno

-          Confrontarsi e condividere la scelta con le famiglie

-          Ridefinire modificare o sostituire le ipotesi, se necessario

-          Attivare contatti con le agenzie formative che riceveranno gli alunni

-          Definire e ri- definire il PEI in funzione delle ipotesi concordate

-          Realizzare forme di conoscenza tra gli alunni e le agenzie che li accoglieranno (progetto ponte, reinserimento etc.)

-          Curare la redazione e trasmissione della documentazione necessaria all’agenzia formativa che accoglierà gli alunni.

Le fasi per l’orientamento degli alunni disabili

Si farà riferimento al protocollo d’intesa esistente con il comune di Bergamo che prevede le fasi seguenti

Classe 2° Scuola secondaria di primo grado

Tempi e fasi

Modalità

Interlocutori

Obiettivi

Strumenti

Febbraio

La scuola convoca, coordina, registra e conserva la documentazione

Famiglia

C.d.C. della scuola

U.O.N.P.I.A.

Comune

Provincia

Esplicitare:

aspettative scuola, famiglia, servizi.

Dati da tenere in considerazione da un punto di vista clinico

Informazioni esistenti già elaborate

Ricognizione delle risorse territoriali

Protocollo di intesa con ASL

P.D.F.

P.E.I.

Fascicolo personale

Marzo

La scuola convoca, coordina, registra e conserva la documentazione

a)

C.d.C. della scuola

U.O.N.P.I.A.

Servizi interessati

a)

elaborare delle linee di orientamento, ipotizzando percorsi possibili e praticabili

b)

Famiglia

b)

Presentazione dell’ipotesi alla famiglia e verifica delle convergenze

Classe 3° Scuola secondaria di primo grado

Tempi e fasi

Modalità

Interlocutori

Obiettivi

Strumenti

Ottobre

La scuola convoca la famiglia

Famiglia

Scuola

Definizione contratto per il progetto

Ipotesi scritta del progetto di orientamento

Dicembre

La scuola convoca gli interlocutori

La scuola convoca la famiglia

C.d.C.

U.O.N.P.I.A.

Servizi interessati

Famiglia

Esplicitazione dell’organizzazione del progetto

Progetto ponte\protocollo\ strumenti di osservazione

 

Programma informatico ORIENTARSI

Dicembre

La scuola convoca gli interlocutori

La scuola convoca la famiglia

C.d.C.

Comune

U.O.N.P.I.A.

Servizi interessati

Famiglia

Ratifica contratto per progetto

Contratto

Da gennaio a maggio

La scuola cura l’attuazione del progetto

Scuola

Servizi interessati

Realizzazione del progetto

Verifica del progetto

Strumenti di osservazione concordati

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 


LE FUNZIONI STRUMENTALI DI ISTITUTO

 

 

 


I responsabili delle Funzioni Strumentali vengono identificati dal Collegio Docenti Unitario in coerenza con il POF di Istituto.
All’interno dell’Istituto sono attivate otto Funzioni Strumentali che coordinano le seguenti aree.

Gestione POF

- revisione del POF per l’anno scolastico 20010-11
- revisione del Regolamento d'Istituto e della Carta dei Servizi
- valutazione delle attività del Piano dell’Offerta Formativa

Continuità
Scuola Infanzia- Scuola Primaria

- costruzione di rapporti di collaborazione tra i due ordini scolastici (continuità)
- coordinamento della programmazione didattica sulla base delle Indicazioni per il Curricolo

Continuità
Scuola Primaria - Scuola Secondaria
di primo grado

- costruzione di rapporti di collaborazione tra i due ordini scolastici (continuità)
- coordinamento della programmazione didattica sulla base delle Indicazioni per il Curricolo

Eventi sul Territorio

- coordinamento della commissione biblioteche e attività relative al centro di documentazione
- stesura di progetti per la partecipazione a concorsi e ad altre iniziative

Alunni extracomunitari

- progettazione e coordinamento per la realizzazione di per-corsi interculturali nell’Istituto
- consulenza ai docenti per l’insegnamento di L2
- accoglienza e alfabetizzazione di alunni stranieri e indicazioni metodologiche per mediatori linguistici

Qualità, valutazione e autovalutazione

- analisi dei bisogni formativi
- gestione del piano di formazione e aggiornamento
- accoglienza dei docenti nuovi assunti

Multimedialità

- gestione delle risorse informatiche dell’Istituto, hardware e software
- consulenza ai docenti per l’utilizzo di software didattici e applicativi

- gestione delle risorse informatiche in rete, con particolare attenzione all’aggiornamento del sito web dell’Istituto
- consulenza ai docenti per l’utilizzo delle reti Intranet e Internet
- diffusione ai media di comunicazioni sulle attività dell’Istituto

Funzione strumentale handicap

 

 

COMMISSIONI E GRUPPI DI LAVORO ATTIVATI IN ISTITUTO

Per il funzionamento dell’Istituto, volti ad ottimizzare l’organizzazione del lavoro, sono operativi e funzionanti i seguenti gruppi di lavoro:

Gruppo POF

- cura l’elaborazione del POF d’Istituto, i progetti della scuola autonoma e quelli curricolari ordinari
- cura la revisione del Regolamento d'Istituto e della carta dei servizi
- cura la redazione di questionari per monitorare e valutare il progetto formativo d’Istituto, si forma e forma in ordine a elaborazione dati e tecniche statistiche

Gruppo Lavoro Handicap (GLH)

- cura la documentazione educativa e didattica degli alunni portatori di handicap, ne elabora percorsi, verifiche, sintesi
- attiva modalità organizzative e di prassi didattica funzionali agli alunni portatori di handicap e alunni con disagio scolastico o sociale

Gruppi di Lavoro
per Dipartimenti Disciplinari

- danno indicazioni per un curricolo verticale, propongono obiettivi minimi in uscita dai vari ordini di scuola divisi per disciplina
- propongono attività di continuità tra i vari ordini scolastici

Gruppi Lavoro Continuità (GLC)

- elaborano percorsi, progetti, linee guida in ordine alle iniziative di continuità fra Scuola dell’Infanzia e Primaria, fra Primaria e Secondaria di primo grado
- elaborano progetti di orientamento sviluppati nell’arco del triennio di scuola secondaria di primo grado, anche per favo-rire il passaggio alla secondaria di secondo grado elaborano un curricolo unitario per l’insegnamento della lingua inglese dalla Scuola dell’Infanzia alla Secondaria di primo grado

Gruppo di Lavoro Referenti Informatica

- cura la gestione delle risorse informatiche d’Istituto
- coordina l’attività dei responsabili delle aule d’informatica d’Istituto
- propone nuovi acquisti di materiale

Servizio Prevenzione e Protezione (SPP)

- coordina i referenti del Servizio di Prevenzione e Protezione, cura l’osservanza delle prescrizioni di legge in materia di sicurezza, elabora e aggiorna i piani di evacuazione, cura la formazione in materia di D.Lgs. 81/08
- coordina l’attività degli addetti al nucleo antincendio e al primo soccorso d’Istituto

 

A seconda di esigenze emergenti o di necessità estemporanee, si aggregano e funzionano ulteriori gruppi di lavoro che, per evidenti motivi, non possono essere previsti allo stato attuale

 

 

PIANO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO

L’Istituto Comprensivo indirizzerà le risorse per l’aggiornamento con riguardo all’integrazione degli alunni diversamente abili, alla progettazione per competenze, alla valutazione delle competenze, alla didattica laboratoriale e la didattica della matematica e alla didattica multimediale (LIM)

 

REGOLAMENTI

I presenti regolamenti costituiscono riferimento e norma per il personale, per gli alunni, per l’utenza in genere dell’Istituto e hanno validità per tutti i plessi dell’Istituto.

                                                                                                                                  ·             ·             Regolamento Gite e Visite di Istruzione

·             Regolamento Mensa

·             Regolamento per la disciplina degli incarichi esperti esterni

 

ORGANI COLLEGIALI

1. Convocazione

1. L'iniziativa della convocazione di un organo collegiale è esercitata dal presidente dell’organo collegiale stesso o da un terzo dei suoi componenti.
2. L’atto di convocazione, emanato dal presidente, è disposto con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data prevista per la seduta e di almeno ventiquattro ore nel caso di riunioni d'urgenza. In tale ultimo caso la convocazione potrà essere fatta col mezzo più rapido.
3. La convocazione deve indicare gli argomenti da trattare, il giorno, l’ora, il luogo della riunione e deve essere affissa all’albo e sul sito della scuola.

4. Le riunioni devono avvenire in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni.

5. Le sedute del consiglio di istituto sono aperte a tutti i componenti della scuola iscritti negli elenchi elettorali dell’istituto senza diritto di parola odi voto.

2. Validità sedute

1. La seduta si apre all’ora indicata nell’avviso di convocazione e diventa valida a tutti gli effetti con la presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica.
2. Nel numero dei componenti in carica non vanno computati i membri decaduti dalla carica e non ancora sostituiti.
3. Il numero legale deve sussistere non solo al
principio della seduta, ma anche al momento delle votazioni.

3. Discussione ordine del giorno

1. Il presidente individua tra i membri dell’organo collegiale il segretario della seduta, fatta eccezione per i casi in cui il segretario è individuato per legge.
2. è compito del presidente porre in discussione tutti gli argomenti all’ordine del giorno nella successione in cui compaiono nell’avviso di convocazione.
3. Gli argomenti indicati nell’ordine del giorno sono tassativi. Se l’organo collegiale è presente in tutti i suoi componenti, si possono aggiungere altri argomenti con il voto favorevole di tutti i presenti.

4. Mozione d'ordine

1. Prima della discussione di un argomento all’ordine del giorno, ogni membro presente alla seduta può presentare una mozione d'ordine per il non svolgimento della predetta discussione ("questione pregiudiziale") oppure perché la discussione dell’argomento stesso sia rinviata ("questione sospensiva"). La questione sospensiva può essere posta anche durante la discussione.
2. Sulla mozione d'ordine possono parlare un membro a favore ed uno contro.
3. Sull’accoglimento della mozione si pronuncia l’organo collegiale a maggioranza con votazione palese.
4. L’accoglimento della mozione d'ordine determina la sospensione immediata della discussione dell’argomento all’ordine del giorno al quale si riferisce.si rimanda la discussione al punto in cui verrà inserita la mozione.

5. Diritto di intervento

1. Tutti i membri dell’organo collegiale, avuta la parola dal presidente, hanno diritto di intervenire, secondo l’ordine di iscrizione e per il tempo strettamente necessario, sugli argomenti in discussione.

2. Il presidente ha la facoltà di replicare agli oratori, quando sia posto in discussione il suo operato quale presidente e quando si contravvenga alle norme del presente regolamento.

6. Dichiarazione di voto

1. Dopo che il presidente ha dichiarato chiusa la discussione, possono aver luogo le dichiarazioni di voto, con le quali i votanti possono, brevemente, esporre i motivi per i quali voteranno a favore o contro il deliberando o i motivi per i quali si asterranno dal voto. La dichiarazione di voto deve essere riportata nel verbale della seduta.
2. Le votazioni sono indette dal presidente ed al momento delle stesse nessuno può più avere la parola, neppure per proporre ulteriori mozioni d'ordine.

7. Votazioni

1. Le votazioni si effettuano in modo palese per alzata di mano ovvero per appello nominale ad alta voce, quando lo richiede il presidente.
2. La votazione è segreta quando riguarda determinate o determinabili persone.
3. Le sole votazioni concernenti persone si prendono a scrutinio segreto mediante il sistema delle schede segrete.

4. La votazione non può validamente avere luogo, se i componenti non si trovano in numero legale.
5. I componenti che dichiarano di astenersi dal votare si computano nel numero necessario a rendere legale l’adunanza, ma non nel numero dei votanti.
6. Le deliberazioni sono adottate a maggioranza assoluta dei voti validamente espressi salvo che disposizioni speciali prescrivano diversamente. In caso di parità, ma solo per le votazioni palesi, prevale il voto del presidente.
7. La votazione, una volta chiusa, non può essere riaperta per il sopraggiungere di altri membri e non può nemmeno essere ripetuta, a meno che non si riscontri che il numero dei voti espressi è diverso da quello dei votanti.
8. Nel caso di approvazione di un provvedimento per parti con votazioni separate si procederà infine ad una votazione conclusiva sul provvedimento stesso nella sua globalità.

8. Processo verbale

1. Nella prima parte del verbale si dà conto della legalità dell’adunanza (data, ora e luogo della riunione, chi presiede, chi svolge la funzione di segretario, l’avvenuta verifica del numero legale dei presenti, i nomi con relativa qualifica dei presenti e degli assenti, questi ultimi se giustificati o no, l’ordine del giorno).
2. Per ogni punto all’ordine del giorno si indicano molto sinteticamente le considerazioni emerse durante il dibattito, quindi si dà conto dell’esito della votazione (numero dei presenti, numero dei votanti, numero dei voti favorevoli, contrari, astenuti e nulli).
3. Nel verbale sono annotate anche le eventuali dichiarazioni di voto e il tipo di votazione seguito.
4. I verbali delle sedute degli organi collegiali sono raccolti su appositi registri a pagine numerate, timbrate e firmate dal dirigente scolastico per vidimazione. I verbali sono numerati progressivamente nell’ambito della durata di validità del consiglio di istituto.
5. I verbali delle sedute degli organi collegiali possono:

- essere redatti direttamente sul registro;
- se prodotti con programmi informatici, essere incollati sulle pagine del registro e quindi timbrati e vidimati da segretario e presidente in ogni pagina;

- se prodotti con programmi informatici, essere rilegati per formare un registro le cui pagine dovranno essere timbrate e vidimate dal dirigente scolastico.
6. Copia del processo verbale viene inviata ad ogni singolo membro dell’organo collegiale con la convocazione della seduta successiva. Il processo verbale viene letto ed approvato al termine della seduta. Ove ciò non fosse possibile per ragioni di tempo si approverà prima dell’inizio della seduta immediatamente successiva.

9. Surroga di membri cessati

1. Per la sostituzione dei membri elettivi venuti a cessare per qualsiasi causa si procede secondo il disposto dell’art. 22 del d.p.r. 416/74.
2. Le eventuali elezioni suppletive si effettueranno, di norma, nello stesso giorno in cui si tengono quelle per il rinnovo degli organi di durata annuale e, comunque, entro il primo trimestre di ogni anno scolastico.
3. I membri subentranti cessano anch'essi dalla carica allo scadere del periodo di durata dell’organo collegiale.

10. Decadenza

1. I membri dell’organo collegiale sono dichiarati decaduti quando perdono i requisiti per l’eleggibilità o non intervengono per tre sedute successive senza giustificati motivi.
2. Spetta all’organo collegiale vagliare le giustificazioni addotte dagli interessati.

3. I consiglieri che non possono partecipare per giustificati motivi alla riunione del consiglio sono tenuti ad informare per iscritto o verbalmente la loro assenza alla dirigenza dell’istituto.

11. Dimissioni

1. I componenti eletti dell’organo collegiale possono dimettersi in qualsiasi momento. Le dimissioni sono date per iscritto. è ammessa la forma orale solo quando le dimissioni vengono date dinanzi all’organo collegiale.
2. L’organo collegiale può invitare il dimissionario a recedere dal suo proposito o prendere atto delle dimissioni. Una volta che l’organo collegiale abbia preso atto delle dimissioni, queste divengono definitive ed irrevocabili. Il membro dimissionario, fino al momento della presa d'atto delle dimissioni, fa parte a pieno titolo dell’organo collegiale e, quindi, va computato nel numero dei componenti l’organo collegiale medesimo.

12. Norme di funzionamento del consiglio dell’istituzione scolastica

1. La prima convocazione del consiglio d'istituto, immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri risultati eletti, è disposta dal dirigente scolastico.
2. Nella prima seduta, il consiglio d'istituto è presieduto dal dirigente scolastico ed elegge, tra i rappresentanti dei genitori membri del consiglio stesso, il pro-prio presidente. L’elezione ha luogo a scrutinio segreto. Sono candidati tutti i genitori membri del consiglio d'istituto. è considerato eletto il genitore che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti rapportata al numero dei componenti del consiglio d'istituto
3. Qualora non si raggiunga detta maggioranza nella prima votazione, il presidente è eletto a maggioranza relativa dei votanti, sempre che siano presenti la metà più uno dei componenti in carica. In caso di parità si ripete la votazione finché non si determini una maggioranza relativa.
4. Il consiglio d'istituto può deliberare di eleggere anche un vice presidente, da votarsi fra i genitori componenti il consiglio stesso con le stesse modalità previste per l’elezione del presidente. In caso di impedimento o di assenza del presidente ne assume le funzioni il vice presidente o, in mancanza anche di questi, il consigliere più anziano di età.
5. Il consiglio d'istituto è convocato dal presidente con le modalità stabilite dal precedente art. 1.
6. Il presidente del consiglio d'istituto è tenuto a disporre la convocazione del consiglio su richiesta del presidente della giunta esecutiva.
7. L’ordine del giorno è formulato dal presidente del consiglio d'istituto su proposta del presidente della giunta esecutiva.
8. A conclusione di ogni seduta del consiglio d'istituto, singoli consiglieri possono indicare argomenti da inserire nell’ordine del giorno della riunione successiva.
9. Il consiglio d'istituto può invitare esperti con funzione consultiva a partecipare ai propri lavori; può inoltre costituire commissioni.
10. Il consiglio d'istituto, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio.
11. Delle commissioni nominate dal consiglio d'istituto possono far parte i membri del consiglio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti esterni alla scuola.
12. Le commissioni possono avere potere deliberante nei limiti stabiliti dal consiglio d'istituto; svolgono la propria attività secondo le direttive e le modalità stabilite dall’organo stesso. Ad esso sono tenute a riferire, per il tramite del loro coordinatore, in merito al lavoro svolto ed alle conclusioni cui sono pervenute, nel termine di tempo fissato preventivamente. Delle sedute di commissione viene redatto sintetico processo verbale.
13. Le sedute del consiglio d'istituto, ad eccezione di quelle nelle quali si discutono argomenti riguardanti singole persone, sono pubbliche. Possono assistere, compatibilmente con l’idoneità del locale ove si svolgono, gli elettori delle componenti rappresentate e tutti gli altri previsti per legge.
14. La pubblicità degli atti del consiglio d'istituto avviene mediante affissione in apposito albo dell’istituto, della copia integrale, sottoscritta dal segretario del consiglio, del testo delle deliberazioni adottate dal consiglio.
15. L’affissione all’albo avviene entro il termine massimo di otto giorni dalla relativa seduta del consiglio. La copia della deliberazione deve rimanere esposta per un periodo non inferiore a 10 giorni.
16. I verbali e tutti gli atti preparatori delle sedute sono depositati nell’ufficio di segreteria dell’istituto e sono consultabili da chiunque ne abbia titolo su richiesta da esaudire entro due giorni dalla presentazione. Tale richiesta, indi-rizzata al dirigente scolastico, è orale per docenti, personale a.t.a. e genitori; è, invece, scritta e motivata in tutti gli altri casi.
17. Non sono soggetti a pubblicazione gli atti e le deliberazioni concernenti singole persone, salvo contraria richiesta dell’interessato.
18. Il consigliere assente per tre volte consecutive sarà invitato dalla presidenza a presentare per iscritto le giustificazioni dell’assenza.
19. Ove risultasse assente alla successiva seduta, sarà dichiarato decaduto dal consiglio d'istituto con votazione a maggioranza relativa. Le giustificazioni presentate saranno esaminate dal consiglio: ove le assenze siano ritenute ingiustificate dalla maggioranza assoluta del consiglio, il consigliere decade dalla carica. Ogni consigliere giustifica le sue assenze, attraverso la segreteria della scuola, al presidente del consiglio d'istituto.

13. Norme di funzionamento della giunta esecutiva del consiglio dell’istituzione scolastica

1. Il consiglio d'istituto nella prima seduta, dopo l’elezione del presidente, che assume immediatamente le sue funzioni, elegge nel suo seno una giunta esecutiva composta da un docente, un componente degli ata, due genitori, secondo modalità stabilite dal consiglio stesso e con voto segreto.
2. Della giunta esecutiva fanno parte di diritto il dirigente scolastico, che la presiede ed ha la rappresentanza dell’istituto, ed il dsga, che svolge anche la funzione di segretario della giunta stessa.
3. La giunta esecutiva prepara i lavori del consiglio d'istituto, predisponendo tutto il materiale necessario ad una corretta informazione dei consiglieri almeno tre giorni prima della seduta del consiglio.


14. Norme di funzionamento del collegio dei docenti

1. Il collegio dei docenti si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il piano annuale delle riunioni concordato ed approvato prima dell’inizio delle lezioni.
2. Le riunioni sono convocate dal dirigente scolastico in seduta ordinaria secondo calendario, in seduta straordinaria ogni qualvolta il dirigente scolastico ne ravvisi la necessità o quando almeno un terzo dei suoi componenti ne faccia richiesta.

3. Il collegio dei docenti, al fine di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine di speciali commissioni di lavoro e/o di studio.
4. Delle commissioni nominate dal collegio dei docenti possono far parte i membri del collegio stesso, altri rappresentanti delle varie componenti scolastiche ed eventuali esperti esterni alla scuola. Le commissioni eleggono un coordinatore. Le commissioni possono avanzare proposte relativamente all’oggetto per il quale sono state nominate.

15. Norme di funzionamento del comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti

1. Il comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti è convocato dal dirigente scolastico:
- in periodi programmati, ai sensi del precedente art. 11, per la valutazione del servizio richiesta da singoli interessati a norma dell’art. 448 del d.l.vo n. 297/94, per un periodo non superiore all’ultimo triennio;
- alla conclusione dell’anno prescritto, agli effetti della valutazione del periodo di prova degli insegnanti, ai sensi degli art. 438, 439 e 440 del d.l.vo n. 297/94;

- ogni qualvolta se ne presenti la necessità.

16. Norme di funzionamento dei consigli di classe, interclasse, intersezione

1. Il consiglio di classe è presieduto dal dirigente scolastico o da un docente, suo delegato, membro del consiglio ed è convocato, a seconda delle materie sulle quali deve deliberare, con la presenza di tutte le componenti ovvero con la sola presenza dei docenti.
2. Il consiglio di classe si insedia all’inizio di ciascun anno scolastico e si riunisce secondo il piano delle riunioni concordato ed approvato prima dell’inizio delle lezioni.

17. Norme di funzionamento dell’organo di garanzia

1. L'Organo di Garanzia interno della scuola è composto dal Dirigente Scolastico, che ne assume la presidenza, un docente, designato dal Collegio dei Docenti, e due genitori, indicati dal Consiglio di Istituto (uno per Terno e uno per Chignolo). Per la componente docenti e genitori è prevista la nomina di un componente supplente che interviene in caso di incompatibilità o dovere di astensione del componente titolare.
2. L’Organo di Garanzia decide, su richiesta di chiunque vi abbia interesse, sui conflitti che sorgano all’interno della scuola in merito all’applicazione del presente regolamento e dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti.
3. In particolare, l’Organo di Garanzia, in forza del disposto di cui all’art. 5 dello Statuto delle Studentesse e degli Studenti, è chiamato ad esprimersi sui ricorsi dei genitori degli allievi, o di chi dimostri interesse, contro le sanzioni disciplinari.
4. Qualora l’avente diritto avanzi ricorso (che deve essere presentato per iscrit-to), il Presidente dell’Organo di Garanzia, preso atto dell’istanza inoltrata, dovrà convocare mediante lettera i componenti l’Organo non oltre dieci giorni dalla presentazione del ricorso medesimo.
5. La convocazione dell’Organo di garanzia spetta al Presidente, che provvede a designare, di volta in volta, il segretario verbalizzante. L’avviso di convocazione va fatto pervenire ai membri dell’Organo, per iscritto, almeno cinque giorni prima della seduta.
6. Per la validità della seduta è richiesta la presenza della metà più uno del componenti. Il componente, impedito ad intervenire, deve far pervenire al Presidente dell’Organo di Garanzia, possibilmente per iscritto e prima della seduta, la motivazione giustificativa dell’assenza.
7. Ciascun componente dell’Organo di Garanzia ha diritto di parola e di voto; l’espressione del voto è palese. Non è prevista l’astensione. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
8. Il Presidente, in preparazione dei lavori della seduta, deve accuratamente assumere tutti gli elementi utili allo svolgimento dell’attività dell’Organo, finalizzata alla puntuale considerazione dell’oggetto all’ordine del giorno.
9. L’esito del ricorso va comunicato per iscritto all’interessato.

 

REGOLAMENTO ISCRIZIONI

Il Consiglio di Istituto individua, i criteri di priorità per le iscrizioni in modo da determinare, nella massima trasparenza, coloro le cui istanze non potranno essere accettate in quanto eccedono il numero massimo di iscrizioni accoglibili in relazione alla capienza dell’istituto, come previsto dal D. M. 18/12/75, dal Decreto del Ministero dell’Interno del 26/08/92, dal D.Lgs. 626/94, dal D.M. n. 331 del 24 luglio 1998, dal D.M. n. 141 del 3 giugno 1999 che stabiliscono i criteri per determinare la capienza di ciascuna classe.

Per quanto riguarda l’accoglimento degli alunni extracomunitari il Consiglio di istituto individua, con apposita delibera, i criteri di priorità per l’accoglimento delle iscrizioni nel caso di domande in eccesso, a norma della Circolare Ministeriale 2/10, individuando il numero degli alunni stranieri che frequentano le classi prime della scuola primaria e secondaria di I° che non può eccedere il 30% del numero degli iscritti in ciascuna classe; lo stesso limite vale per gli iscritti al primo anno della scuola dell’infanzia. Pertanto, per assicurare il rispetto di detto limite nella formazione delle classi, l’Istituto non potrà accettare iscrizioni di alunni stranieri ai primi anni di corso in numero superiore al 30% del totale degli alunni in ingresso. Deroghe in aumento o in diminuzione rispetto al limite del 30% potranno essere autorizzate dall’Ufficio scolastico regionale in casi eccezionali, debitamente documentati, secondo quanto previsto dalla stessa C.M. 2/10. I genitori, entro settembre, versano la quota annuale relativa all’assicurazione integrativa o dichiarano, dietro presentazione di copia di assicurazione personale, di essere già assicurati. Per quanto concerne le spese previste per le visite d’istruzione e le gite di fine anno, i genitori possono versare le quote di partecipazione in concomitanza di ogni singola iniziativa o versare un contributo, comprendente anche la quota assicurativa, secondo le modalità previste dalla delibera che il C. di I.  determina annualmente nel mese di giugno per l’anno scolastico successivo. A fine anno verrà chiusa la gestione del contributo e ai Genitori verrà data copia delle spese del proprio figlio; se la cifra versata non sarà sufficiente per coprire le spese, l’ I.C. ne chiederà l’ integrazione, se, invece, la cifra sarà in eccedenza, il genitore può decidere se essere rimborsato oppure considerare l’eccedenza quale acconto per l’anno successivo.

REGOLAMENTO ISCRIZIONI SCUOLA DELL’INFANZIA

L’art.7 comma 2 e 3 della L. n°133 del 6 Agosto 2008 stabilisce che: le sezioni di scuola dell’infanzia sono costituite di norma con un numero di bambini non inferiore a 18 e non superiore a 26.

Il numero degli alunni frequentanti è determinato dalla normativa vigente in rapporto al numero massimo di affollamento.

Specifica inoltre "le sezioni di scuola dell’infanzia che accolgono alunni con disabilità sono costituite di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica."

L’iscrizione alla scuola dell’Infanzia è facoltativa e viene richiesta alla dirigenza dai genitori o da chi fa le veci, mediante modulo prestampato al quale deve essere allegato il modello per la scelta dell’insegnamento della religione cattolica o dell’attività alternativa.

L’Istituto Comprensivo, informa tutte le famiglie del Comune, con bambini in età prescolare, sui tempi di iscrizione e la data termine iscrizione deve essere considerata vincolante.

Possono iscriversi alla scuola d’infanzia i bambini che abbiano compiuto o compiano, entro il 31 dicembre 2010 i tre anni di età.

Possono altresì essere iscritti, i bambini e le bambine che compiano i tre anni dopo il 31 dicembre 2010 e, comunque, entro il 30 aprile 2011.

Al fine di garantire qualità pedagogica, flessibilità e specificità all’offerta educativa in coerenza con la particolare fascia di età interessata, l’ammissione dei bambini alla frequenza anticipata è condizionata, ai sensi dell’art. 2 comma 2 del Regolamento:

         alla disponibilità dei posti e all’esaurimento di eventuali liste di attesa;

         alla disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell’agibilità e funzionalità, tali da rispondere alle diverse esigenze dei bambini di età inferiore a tre anni;

         alla valutazione pedagogica e didattica, da parte del collegio dei docenti, dei tempi e delle modalità dell’accoglienza.

Specifica inoltre "le sezioni di scuola dell’infanzia che accolgono alunni con disabilità sono costituite di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica."

L’Istituto Comprensivo, informa tutte le famiglie del Comune, con bambini in età prescolare, sui tempi di iscrizione e la data termine iscrizione deve essere considerata vincolante.

Iscrizione bambini di tre anni al riposo pomeridiano

la Scuola d’Infanzia non può garantire, a priori, il riposo pomeridiano per tutti i bambini iscritti al primo anno, data la capienza dei due dormitori che non assicurano i normali livelli di sicurezza.

Il servizio sarà organizzato:

         per i bambini i cui genitori dimostreranno, attraverso dichiarazione del datore di lavoro, di essere entrambi impegnati in attività lavorativa dalle ore 14.00 alle ore 16.00.

         Situazioni di disagio o difficoltà segnalate da Servizi sociali comunali.

         I bambini anticipatari potranno partecipare al riposo pomeridiano al compimento dei tre anni e sempre in base alla disponibilità di posti e secondo i sopracitati criteri.

         In relazione alla eventuale disponibilità si procede all’inserimento tenendo conto dell’età.

Criteri per la formazione della graduatoria alunni residenti

Nel caso il numero delle iscrizioni sia superiore al numero dei posti disponibili saranno formate le liste d’attesa e seguiranno i seguenti criteri di priorità:

1) Residenza

2) Età anagrafica

3) Gli alunni, diversamente abili e residenti hanno diritto di precedenza assoluta

sui nuovi iscritti a prescindere dall’età.

4) Alunni residenti che presentano situazioni personali e familiari particolari segnalate e documentate dai Servizi Socio Sanitari del Comune, a prescindere dall’età.

Situazioni particolari

Possono essere accolti eccezionalmente, pur avendo presentato domanda di iscrizione oltre il termine, con il seguente ordine di priorità:

  1. Bambini residenti in situazione di eccezionale gravità, segnalati e documentati dai servizi sociali;
  2. Bambini che vengono a risiedere nel comune di Terno d’Isola (previa presentazione della necessaria documentazione) dopo il termine di iscrizione stabilito.
  3. Bambini iscritti senza particolare documentazione.

Il loro accoglimento è però vincolato:

A.      dalla disponibilità di posti (ossia totale esaurimento della lista d’attesa, dei residenti iscritti nei termini previsti dalla legge che compiono i 3 anni entro il 31 dicembre).

B.      dall’età del soggetto che deve essere compatibile possibilmente con il gruppo sezione.

Alunni non residenti

1)      I nuovi alunni portatori di handicap non residenti hanno diritto di precedenza sui bambini non residenti in relazione alla disponibilità numerica interna alle sezioni e senza che venga compromesso il diritto di precedenza dei bambini residenti già iscritti, con assistente educatore ove previsto a carico del comune di residenza.

2)      Hanno diritto di precedenza i bambini non residenti di maggiore età (5, 4, 3 anni).Hanno diritto di precedenza i bambini non residenti che presentano situazioni familiari o personali particolari segnalate e documentate dai Servizi Socio-Sanitari di competenza.

3)      Costituisce titolo di precedenza la frequenza di un fratello nella scuola. Hanno diritto di precedenza i bambini domiciliati ( i cui genitori lavorano nel Comune dove è situata la scuola) o con dimora temporanea ( custoditi da persona residente nel Comune) previa certificazione.

4)      Per i domiciliati è necessaria la dichiarazione dal datore di lavoro che attesti la condizione sopra descritta; per la dimora temporanea è necessaria una dichiarazione di colui che ha in custodia il bambini.

Iscrizioni anticipatari

Per l‘anno scolastico 2010/11 la circolare n°4 del 15 Gennaio 2010 dice "possono essere iscritti alla scuola dell’infanzia le bambini e i bambini che abbiano compiuto o compiano entro il 31 Dicembre 2010, il terzo anno di età; possono, altresì chiedere l’iscrizione alla scuola dell’infanzia le famiglie le cui bambine e i cui bambini compiano 3 anni di età entro il 30 Aprile. Per questi ultimi, l’ammissione alla frequenza, sentiti i competenti organi collegiali, può essere disposta alle seguenti condizioni:

1)      Disponibilità di posti;Accertamento dell’avvenuto esaurimento di eventuali liste di attesa;

2)      Disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell’agibilità e della funzionalità tali da rispondere alle specifiche esigenze dei bambini di età inferiore a tre anni;

3)      Valutazione pedagogica e didattica da parte del Collegio dei Docenti dei tempi e delle modalità dell’accoglienza.

I bambini anticipatari potrebbero l’anno scolastico successivo essere spostati dalla sezione di appartenenza per essere accolti con i pari di età.

Per gli anni successivi si dovrà fare riferimento alle nuove circolari emanate dal Ministero della Pubblica Istruzione.

 

Criteri per la formazione delle sezioni

Le sezioni della scuola dell’Infanzia sono costituite di norma da un numero massimo di 25 bambini iscritti.

Il numero massimo degli alunni frequentanti è stabilito dalle normative vigenti in rapporto al numero massimo di affollamento.

Il numero minimo dei bambini iscritti per ogni sezione è fissato in 15 unità.

I suddetti limiti sono ridotti rispettivamente a 20 e a 10 unità per le sezioni che accolgono bambini portatori di handicap.

Preso atto della graduatoria definitiva dei bambini iscritti alla scuola dell’infanzia, dopo aver analizzato la realtà della nostra scuola, si procede alla formazione delle sezioni tenendo conto dei seguenti criteri:

  1. classi eterogenee per due età, se possibile
  2. ripartizione equilibrata fra le sezioni dei bambini disabili e/o con segnalazione di disagio provenienti dagli organi competenti
  3. nella formazione di sezioni eterogenee le due fasce di età devono essere numericamente equilibrate, se possibile;
  4. Nel limite del possibile, corretta proporzione tra maschi e femmine
  5. Nel limite del possibile, corretta ripartizione sulle sezioni fra bambini italiani e di nazionalità diversa; i bambini con nome straniero ma nati in Italia sono considerati italiani;
  6. ripartizione dei bambini nati nello stesso anno, tenendo in considerazione il mese di nascita
  7. accoglienza di fratelli e gemelli in sezioni distinte previa autorizzazione dei genitori se consenzienti i genitori;
  8. In ultima analisi, la competenza spetta al Dirigente Scolastico
  9. Perde il diritto alla frequenza chi supera i 30 giorni di assenza ingiustificata.

 

Orario scolastico

Entrata: dalle 8,30 alle 9,15

Uscita: dalle 16,10 alle 16,30

Dalle ore 13,10 alle ore 13,30 possono essere ritirati quei bambini che per motivi di famiglia o di carattere personale devono lasciare la scuola anticipatamente , previo avviso alle insegnanti e dichiarazione scritta.

Il minore può essere affidato solo ai genitori o ad un loro sostituto di età non inferiore ai 18 anni, purché munito di delega scritta.

I genitori i cui bambini usufruiscono del pulmino devono essere presenti all’arrivo dello stesso.

Per motivi di sicurezza non saranno accolti i bambini che arrivano a scuola oltre le ore 9,15.

Criteri generali per la formazione classi

          comportamentale;

          distribuzione equa dei casi particolari dal punto di vista relazionale – comportamentale;

          distribuzione equa dei casi problematici dal punto di vista dell’apprendimento;

          distribuzione equa di casi di alunni diversamente abili;

          distribuzione equi-eterogenea degli alunni tenendo presente la fascia livello (Alta - Media - Bassa), il sesso e, per quanto possibile, le richieste dei genitori;

          distribuzione degli eventuali alunni ripetenti;

Alla presenza del dirigente e del presidente del Consiglio di Istituto si abbinerà, per sorteggio, il gruppo alla sezione.

E’ opportuno considerare che sulla base delle ultime direttive ministeriali, il modello orario su cui progettare l’azione didattica dipende dalle scelte effettuate dai genitori.

 

Criteri per l’assegnazione dei docenti alle classi e alle sezioni

L’assegnazione dei docenti alle classi è una forma di utilizzazione del personale effettuata dal Dirigente Scolastico nel rispetto del contratto decentrato nazionale sulla mobilità, della procedura prevista dall’art. 396 DLgs. 297/94, che prevede la definizione, da parte del Consiglio di Istituto sulla base delle proposte del Collegio dei docenti, dei criteri generali di assegnazione.

Si individuano le seguenti priorità e articolazioni:

            garanzia della continuità didattica che, a seconda dei vari gradi di scuola, assume aspetti diversi e precisamente:

-        nella scuola d'Infanzia, continuità su sezione

-        nella scuola Primaria, continuità sulla classe ed ambiti

-        nella scuola Secondaria di primo grado, continuità su classe

            mobilità volontaria a domanda, secondo i seguenti criteri:

-      copertura di cattedra resasi vacante o di nuova istituzione; in caso di più domande si dà precedenza in base all’anzianità di servizio ed alla specifica professionalità già acquisita nella tipologia di cattedra

-richiesta motivata di assegnazione ad altra classe, interrompendo la continuità didattica, finalizzata ad un miglioramento della qualità del servizio

Il D.S., in situazioni particolari ed eccezionali, valuterà, sentito il parere non vincolante delle R.S.U., diversi criteri di assegnazioni.

Assegnazioni ai plessi

L’assegnazione dei docenti a classi ubicate in plessi diversi e/o a sezioni staccate, avviene tenendo conto nell’ordine, dei seguenti criteri generali (per quanto attiene l’organico funzionale della scuola elementare):

         continuità didattica;

         anzianità di servizio;

         attuazione di progetti di scuola.

Il D.S., in situazioni particolari ed eccezionali, valuterà, sentito il parere non vincolante delle R.S.U., diversi criteri di assegnazioni

 

REGOLAMENTO ISCRIZIONI SCUOLA PRIMARIA e SECONDARIA

Formazione delle classi prime scuola primaria

 

L’introduzione della nuova normativa del decreto legislativo 135/08, affidando ai genitori la scelta del tipo di scuola da far frequentare ai figli, di fatto, limita la possibilità di creare gruppi classe che rispettino il criterio della omogeneità.

Le classi verranno formate nel mese di giugno, al termine delle attività didattiche, dalla Commissione Continuità allargata, se possibile, ai docenti delle future classi prime e a quelli della scuola dell’infanzia per il necessario passaggio delle informazioni.

La formazione della tipologia della classe (settimana corta o lunga) sarà soggetta al raggiungimento del numero minimo previsto dalla vigente normativa.

Formazione delle classi prime scuola secondaria

 

          Formazione delle classi prime Scuola Secondaria di 1° grado

La formazione delle classi prime segue un criterio che prevede una duplicità di interventi. Il primo, di carattere descrittivo della personalità degli alunni, si basa sull’ utilizzazione delle informazioni delle maestre titolari delle classi quinte in uscita (Commissione continuità); il secondo, di carattere analitico delle loro reali capacità, riguarda la somministrazione di batterie di test di valutazione delle abilità in L1, L2 e Matematica.( prove Invalsi).

Ai risultati di queste due operazioni saranno applicati i criteri d’Istituto esposti in apertura e la loro sintesi porterà alla formazione dei gruppi-classe a cui sarà attribuito, per sorteggio, il corso di appartenenza.

A settembre, prima dell’inizio dell’anno scolastico, in questi gruppi verranno inseriti gli esterni, sulla base delle informazioni deducibili dalle schede di valutazione.

          Iscrizioni classe prima Scuola Secondaria di 1° grado sezione musicale

Secondo il decreto ministeriale per accedere alla classe prima della scuola sec.1° gr. ad indirizzo musicale gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Terno d'Isola e/o di altri Istituti devono sostenere delle prove orientativo-attitudinali e di capacità logica a seguito delle quali i candidati avranno indicazioni circa l’opportunità di frequentare un corso ad indirizzo musicale e l’indicazioni sullo strumento a cui dedicarsi.

La prova orientativo-attitudinale tende ad accertare attitudini e capacità come: l’immaginazione e la percezione dei suoni, l’intonazione e il senso ritmico, la predisposizione fisica allo strumento ed il grado di maturazione logico-astrattiva e psicomotoria.

Al momento dell’iscrizione il genitore indica il grado di preferenza in riferimento agli strumenti musicali proposti.

L’opzione ha valore indicativo, perché la scelta definitiva verrà effettuata dalla commissione in base alle attitudini specifiche dei ragazzi.

L’iscrizione terrà conto della graduatoria formulata da specifica commissione; in caso di rinuncia sarà possibile l’integrazione di ulteriori alunni se dichiarati, comunque, idonei.

 

Regolamento assegnazione docenti a classi e plessi

L’assegnazione dei docenti alle classi è una forma di utilizzazione del personale effettuata dal Dirigente Scolastico nel rispetto del contratto decentrato nazionale sulla mobilità, della procedura prevista dall’art. 396 DLgs. 297/94, che prevede la definizione, da parte del Consiglio di Istituto sulla base delle proposte del Collegio dei docenti, dei criteri generali di assegnazione.

Si individuano le seguenti priorità e articolazioni:

          garanzia della continuità didattica che, a seconda dei vari gradi di scuola, assume aspetti diversi e precisamente:

-            nella scuola d'infanzia, continuità su sezione

-            nella scuola Primaria, continuità su team ed ambiti

-            nella scuola Secondaria di primo grado, continuità su classe, sulla quale si è svolto negli anni precedenti attività didattica, fatte salve le situazioni particolari ed eccezionali valutate dal D.S.

          mobilità volontaria a domanda, secondo i seguenti criteri:

-            copertura di cattedra resasi vacante o di nuova istituzione; in caso di più domande si dà precedenza in base all’anzianità di servizio ed alla specifica professionalità già acquisita nella tipologia di cattedra

          richiesta motivata di assegnazione ad altra classe, interrompendo la continuità didattica, finalizzata ad un miglioramento della qualità del servizio

Assegnazioni a plessi

L’assegnazione dei docenti alle classi ubicate in plessi, sezioni staccate, avviene tenendo conto nell’ordine, dei seguenti criteri generali (per quanto attiene l’organico funzionale della scuola primaria):

         continuità didattica;

         attuazione di progetti di scuola;

         anzianità di servizio.

Il dirigente scolastico, comunque, informate le R.S.U., dispone l’assegnazione dei docenti alle classi o ai plessi a suo insindacabile giudizio per casi necessari.

 

REGOLAMENTO ALUNNI

1. Ingresso e accoglienza

1. Gli alunni devono arrivare puntualmente a scuola dove sono accolti dai docenti a seconda delle disposizioni previste nei singoli plessi ed emanate con specifiche circolari ad inizio anno scolastico.

2. Comunicazioni scuola - famiglia

1. Gli alunni devono portare quotidianamente il diario scolastico, per la scuola primaria, e il libretto personale, per la scuola secondaria, che rappresentano il mezzo di comunicazione costante tra scuola e famiglia. Rientrano nei doveri dei genitori controllare il diario, le lezioni assegnate, le eventuali annotazioni degli insegnanti, le comunicazioni della scuola e ad apporre la propria firma per presa visione.

Il costo del libretto personale, in caso di smarrimento, sarà a carico della famiglia.

3. Ritardi - assenze

1. I ritardi verranno annotati sul registro di classe e dovranno essere giustificati dai genitori il giorno successivo, tramite il diario o il libretto personale.
2. Le assenze devono essere giustificate dai genitori tramite il diario (scuola primaria) o l’apposito libretto (scuola secondaria di primo grado) e devono essere presentate al rientro in classe, all’inizio della prima ora di lezione all’insegnante che provvederà a controfirmare e a prendere nota sul registro.

4. Uscite anticipate

1. Non è consentito agli alunni di uscire dall’edificio scolastico prima del termine delle lezioni. In caso di necessità i genitori dovranno preventivamente avvertire la scuola tramite richiesta scritta sul diario o sul libretto e prelevare personalmente, a scuola, lo studente (o delegare per iscritto un'altra persona maggiorenne che dovrà essere munita di documento di riconoscimento).

5. Esoneri

1. Gli alunni che per motivi di salute non potranno seguire le lezioni di educazione fisica, dovranno presentare al dirigente scolastico la domanda di esonero firmata dal genitore e corredato di relativo certificato medico.
2. Per la pratica dell’attività sportiva integrativa, per la partecipazione al gruppo sportivo scolastico e per l’iscrizione a corsi di nuoto, dovrà essere presentato il certificato di stato di buona salute.

6. Assistenza e vigilanza in orario scolastico

1. Gli alunni possono lasciare l’aula per recarsi ai servizi igienici uno per volta per ciascuna classe. Non è consentito utilizzare gli alunni per svolgere incarichi relativi al funzionamento scolastico (fotocopie, recupero materiale, ecc.) cui è destinato il personale ausiliario.
2. Al cambio di insegnante nella classe non è consentito agli alunni di uscire dall’aula e/o disturbare il regolare svolgimento dell’attività didattica nelle altre classi.

3. Durante gli intervalli sia all’interno dell’edificio sia nei vari cortili, gli alunni dovranno seguire le indicazioni degli insegnanti preposti all’assistenza secondo le regole vigenti nei diversi plessi dell’istituto in modo da evitare ogni occasione di rischio e di pericolo.

4. Non è consentito utilizzare i servizi igienici subito prima o dopo l’intervallo, se non in casi eccezionali valutati dal docente di classe.

7. Norme di comportamento

1. Gli alunni sono tenuti ad avere nei confronti del Dirigente Scolastico, di tutto il personale e dei compagni, lo stesso rispetto, anche formale, consono ad una convivenza civile. Sono inoltre tenuti a rispettare il lavoro e a seguire le indicazioni dei collaboratori scolastici che assicurano, con i docenti, il buon funzionamento della scuola ed in alcuni momenti possono essere incaricati della sorveglianza di una classe o di un gruppo di alunni.
2. Tutti devono poter frequentare la scuola con serenità senza dover subire le prepotenze altrui; saranno pertanto puniti con severità tutti gli episodi di violenza o di prevaricazione che dovessero verificarsi tra gli alunni sia all’interno della scuola sia fuori.
3. Gli alunni sono tenuti a portare a scuola solo l’occorrente per i compiti e le lezioni e l’eventuale merenda. Non è consigliabile portare somme di denaro e oggetti di valore (cellulare, MP3, I-pod, ecc.). La scuola, in ogni caso, non risponde di eventuali furti.
4. è comunque vietato utilizzare telefoni cellulari o altre apparecchiature elettroniche durante lo svolgimento delle attività didattiche. Per qualsiasi comunicazione di emergenza tra alunno e famiglia è a disposizione il telefono della scuola.
5. Ogni studente è responsabile dell’integrità degli arredi e del materiale didattico che la scuola gli affida: coloro che provocheranno guasti al materiale o danni alle suppellettili della scuola o del Comune saranno tenuti a risarcire i danni.
6. I servizi vanno utilizzati in modo corretto e devono essere rispettate le più elementari norme di igiene e pulizia. Nelle aule e nei cortili ci sono appositi contenitori per i rifiuti; è necessario utilizzarli correttamente.
7. L’abbigliamento degli alunni deve essere consono all’ambiente scolastico e adeguato alle attività proposte.
8. Durante la mensa gli alunni devono rispettare le indicazioni contenute nel regolamento specifico e mantenere un comportamento corretto, che consenta di vivere come momento educativo anche quello del pasto.

Frequenza scolastica

In linea con quanto previsto dal dettato costituzionale che ritiene quello dell’istruzione un "Diritto-Dovere "di ogni cittadino, l’orientamento della normativa nazionale tende a prevenire i fenomeni di dispersione scolastica e ad assicurare la realizzazione del servizio di istruzione e formazione per ciascuno. In tale ottica essa si connota come strumento di promozione del successo scolastico e formativo e, allo stesso tempo, come uno strumento di coesione sociale. Le attività didattiche proposte sono rivolte alla prevenzione e al contrasto del disagio e dell’emarginazione giovanile, alla lotta alla dispersione scolastica - anche attraverso l’integrazione degli alunni delle aree a rischio di devianza sociale - attraverso l’accoglienza e l’alfabetizzazione degli alunni stranieri.

La frequenza minima prevista dall’ordinamento vigente, tale da garantire il raggiungimento degli obiettivi utili al passaggio alla classe superiore, è di un numero di giorni pari ad 3/4 del totale del calendario nazionale.

Tuttavia in situazioni particolari dovute ad impedimento per malattia o a gravi disagi socio-culturali del discente, il Consiglio d’Istituto, in deroga alla normativa nazionale, ha stabilito che i criteri per l’ammissione alla classe successiva, ovvero agli esami di licenza media, possano essere emendati della loro rigidità se integrati da adeguata documentazione quale:

Certificazione ASL;

Certificazione dei servizi di assistenza sociale del Comune;

Certificazione medica

Doveri degli studenti

Nell’accompagnare l’alunno lungo il suo processo di crescita, l’I.C. "C.Albisetti non dimentica che parte essenziale della sua missione è quella di porre le basi del futuro cittadino. Ne consegue che il momento educativo e quello formativo, viaggino in sintonia su binari paralleli, poiché è la persona corretta e responsabile quella su cui è possibile impiantare l’innesto dell’impegno scolastico, della partecipazione civile e della progettualità sociale. A tal fine l’I.C. ha stilato un vademecum sui comportamenti da tenere in ambito scolastico, e non solo, per il cui rispetto la scuola chiede una fattiva e convinta collaborazione delle famiglie poiché solo e soltanto dalla sinergia di queste due agenzie educative potrà scaturire il successo, non solo scolastico, dei ragazzi. Quello che essi sono chiamati ad osservare  non è una ferrea disciplina da caserma ma semplici regole che, se rispettate da tutti, contribuiranno allo svolgimento armonico, sereno e proficuo della vita scolastica. Pertanto si chiede agli alunni di: ▪ Partecipare con serietà e responsabilità a tutte le attività che la scuola propone e che hanno lo scopo di arricchire il bagaglio culturale ed educare alla convivenza civile.
inconsulti che ostacolino il raggiungimento e le finalita' educative e didattiche perseguite dalla Scuola.

Preparare con cura la propria cartella e portare sempre il materiale scolastico necessario per le lezioni del giorno (libri, quaderni, strumenti ecc.).

Se per l’acquisizione di tali stili comportamentali si farà affidamento allo strumento dialettico della persuasione, sarà viceversa soggetto a sanzioni di gravità adeguata alla scorrettezza commessa:

con atteggiamenti non consoni al luogo e al contesto.
intimidire o arrecare offesa alla persona (con riferimenti alle sue idee, alla religione, all’appartenenza etnica, alla sua condizione), alle istituzioni ( con oltraggio ad immagini o simboli) o all’ambiente ( con atti di violenza, deturpamenti, scritte e lordure).

le disposizioni organizzative e di sicurezza del regolamento di Istituto arrecando con ciò danni al patrimonio scolastico.
▪ Appropriarsi indebitamente di beni appartenenti alla scuola o trafugare effetti personali di qualsivoglia natura, ai compagni.


 

 

 

Diritti degli studenti

Dal testo dello "statuto degli studenti" approvato in via definitiva il 29/05/1998 dal Consiglio dei Ministri.

Art 1 (Vita della comunità scolastica)

La scuola è luogo di formazione e d’educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.

La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca e d’esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e con i principi generali dell’ordinamento italiano.

La comunità scolastica, interagendo con la più vasta comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l’educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell’identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento d’obiettivi culturali e professionali adeguati all’evoluzione delle conoscenze e all’inserimento nella vita attiva. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà d’opinione ed espressione, sulla libertà religiosa, sul rispetto reciproco di tutte le persone che compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio d’ogni barriera ideologica, sociale e culturale.

 

Art. 2 (Diritti)

Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l’orientamento, l’identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell’apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso un’adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste e di sviluppare temi liberamente scelti.

La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza. L’alunno ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola.

Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento d’Istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo. Lo studente ha inoltre diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo d’autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.

Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull’organizzazione della scuola gli studenti, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione; analogamente negli stessi casi e con le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola o i loro genitori.

 

 

Gli studenti hanno diritto alla libertà d’apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di scelta tra le attività culturali integrative e tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola. Le attività didattiche curriculari e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e modalità che tengono conto dei ritmi d’apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.

Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all’accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione d’attività interculturali.

La scuola s’impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:

                un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità;

                offerte formative aggiuntive e integrative;

                iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica;

                la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti, anche con handicap;

                la disponibilità di un adeguata strumentazione tecnologica;

                servizi di sostegno e promozione della salute e d’assistenza psicologica.

 

Art. 3 (Doveri)

Gli studenti sono tenuti a:

        frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente gli impegni di studio;

        avere nei confronti del capo d’istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi;

        nell’esercizio dei loro diritti e nell’adempimento dei loro doveri gli studenti, a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui all’art.1.;

        osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti;

        utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola.

Inoltre gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l’ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola.

 

Art. 4 (Disciplina)

I regolamenti delle singole istituzioni scolastiche individuano i comportamenti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati all’art. 3, al corretto svolgimento dei rapporti all’interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche d’ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, secondo i criteri di seguito indicati. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica.

La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione d’opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità.

Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica.

Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono sempre adottati da un organo collegiale. Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori a quindici giorni.

Nei periodi d’allontanamento deve essere previsto, per quanto possibile, un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.

L’allontanamento dello studente dalla comunità può essere disposto anche quando siano stati commessi reati o vi sia pericolo per l’incolumità delle persone. In tal caso la durata dell’allontanamento è commisurata alla gravità del reato al permanere della situazione di pericolo. Si applica per quanto possibile il disposto del comma 8.

Per i casi particolari si fa riferimento al regolamento di Istituto.

Art. 5 (Impugnazioni)

Per l’irrogazione delle sanzioni di cui all’art. 4, comma 7, e per relativi ricorsi si applicano le disposizioni di cui all’art. 328, commi 2 e 4, del decreto 16 aprile 1994, n.297.

Contro le sanzioni disciplinari diverse da quelle di cui al comma 1 è ammesso il ricorso, da parte degli studenti nella scuola secondaria superiore e da parte dei genitori nella scuola media, entro 15 giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola, istituto e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte almeno un rappresentante degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola media.

L’organo di garanzia di cui al comma 2 decide, su richiesta degli studenti della scuola secondaria superiore o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all’interno della scuola in merito all’applicazione del presente regolamento.

Il dirigente dell’Amministrazione scolastica periferica decide in via definitiva sui reclami proposti dagli studenti della scuola secondaria superiore o da chiunque abbia interesse, contro le violazioni del presente regolamento, anche sui contenuti nei regolamenti degli istituti. La decisione è assunta previo parere vincolante di un organo di garanzia, composto per la scuola secondaria superiore da due studenti designati dalla consulta provinciale, e presieduto da una persona d’elevate qualità morali e civili nominata dal dirigente dell’Amministrazione scolastica periferica. Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri due genitori.

 

Art. 6 (Disposizioni finali)

I regolamenti delle scuole e la carta servizi previsti dalle disposizioni vigenti in materia sono adottati o modificati previa consultazione degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola media.

Il presente regolamento e i documenti fondamentali d’ogni singola istituzione scolastica sono pubblicati sul sito della Scuola.

 

REGOLAMENTO DOCENTI

1. Ingresso e accoglienza

1. I docenti devono accogliere gli alunni, trovandosi nel luogo predisposto secondo i regolamenti dei singoli plessi, almeno cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni.

2. Compilazione registri

1. Il docente della prima ora deve segnalare sul registro di classe gli alunni assenti, controllare quelli dei giorni precedenti e segnare l’avvenuta o la mancata giustificazione (scuola primaria e secondaria). Il docente, qualora un alunno dopo tre giorni dal rientro continui ad essere sprovvisto di giustificazione, segnalerà il nominativo al dirigente scolastico.
2. In caso di ritardo di un alunno occorre segnare l’orario di entrata, la giustificazione o la richiesta di giustificazione e ammetterlo in classe.
3. Se un alunno richiede, con permesso scritto di un genitore, di uscire anticipatamente, il docente dovrà annotare l’uscita sul registro di classe ed accertarsi che l’alunno sia prelevato dal genitore stesso o da persona delegata per iscritto che dovrà presentare un documento di riconoscimento.
4. I docenti della scuola secondaria di primo grado devono indicare sempre sul registro di classe le verifiche assegnate e gli argomenti svolti. I registri del docente, pur se personali, devono essere sempre a disposizione del dirigente per gli opportuni controlli e non potrà essere portato a casa per gli ovvi motivi di privacy.

3. Assistenza e vigilanza in orario scolastico

1. Durante l’attività didattica la classe non può essere abbandonata per alcun motivo dal docente titolare se non in presenza di un altro docente o di un collaboratore scolastico che svolga attività di vigilanza e, comunque, solo in caso di improrogabile necessità.
2. Durante l’intervallo i docenti vigilano sugli alunni, rispettando le indicazioni ed i prospetti predisposti dai coordinatori di plesso. I docenti in servizio di assistenza si dispongono negli spazi destinati agli alunni in posizione strategica in maniera tale da poter controllare e prevenire situazioni di pericolo. Se un docente con turno di assistenza dovesse essere sostituito, il collega supplente si farà carico anche del turno di assistenza.
3. Durante le ore di lezione non è consentito fare uscire dalla classe più di un alunno per volta, fatta eccezione per i casi seriamente motivati.
4. Alla fine di ogni periodo di lezione, il docente affida la classe al collaboratore scolastico, se possibile, e si trasferisce con la massima sollecitudine nella nuova classe.
5. In occasione di uscite o per trasferimenti in palestra o nelle aule speciali (laboratori), il docente si deve accertare che tutti gli alunni siano pronti ed ordinatamente disposti prima di iniziare il trasferimento.
6. I docenti di assistenza in mensa provvederanno a riunire in un unico spazio gli alunni prima di iniziare lo spostamento che è disciplinato dalle indicazioni fornite dai coordinatori di plesso. I docenti non impegnati nell’assistenza in mensa accompagneranno all’uscita gli alunni che non usufruiscono del servizio mensa.
7. Al termine delle attività didattiche giornaliere i docenti accompagnano gli alunni della classe fino all’uscita dell’edificio, verificando che nel tragitto gli alunni rimangano ordinati. Gli alunni che fruiscono del trasporto tramite scuolabus, qualora il mezzo non sia ancora disponibile, rimangono nello spazio di pertinenza della scuola sotto il controllo del collaboratore scolastico preposto.

4. Norme di comportamento

1. I docenti devono prendere visione dei piani di sfollamento dei locali della scuola e devono sensibilizzare gli alunni sulle tematiche della sicurezza. Devono inoltre conoscere le fondamentali norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
2. Se il docente è impossibilitato, per legittimo impedimento, a presentarsi a scuola, deve preavvisare tempestivamente la segreteria.
3. I docenti hanno facoltà di richiedere colloqui con le famiglie nell’ottica di un rapporto scuola-famiglia più trasparente ed efficace; devono comunque essere disponibili ad eventuali incontri richiesti dalle famiglie.
4. Ogni docente deve apporre la propria firma per presa visione delle circolari e degli avvisi. In ogni caso tutte le circolari e gli avvisi affissi all’albo della scuola o inseriti nell’apposito registro si intendono regolarmente notificati.
5. I docenti non devono utilizzare telefoni cellulari durante le attività didattiche come previsto anche dalla c. M. 25 agosto 1998, n. 362, sia per consentire un sereno ed efficace svolgimento delle attività, sia per offrire agli alunni un modello educativo di riferimento esemplare da parte degli adulti.
6
. I registri (personale e di classe) devono essere debitamente compilati in ogni loro parte e rimanere nel cassetto personale a disposizione del dirigente scolastico.

GENITORI

1. Patto educativo di corresponsabilità

1. I genitori sono i responsabili più diretti dell’educazione e dell’istruzione dei propri figli e pertanto hanno il dovere di condividere con la scuola tale importante compito.
2. Per una proficua collaborazione tra scuola e famiglia si richiede ai genitori di sottoscrivere il seguente patto educativo di corresponsabilità

1.dagli articoli 12 e 15 del testo unico del 16 aprile 1994, n.297.
2.

3.1.'assemblea di classe/sezione è presieduta da un genitore eletto nel consiglio di interclasse, intersezione, classe.
2.
3.
4.5.
6.7. 

4. Assemblea dei genitori del plesso

1'assemblea di plesso è presieduta da uno dei genitori, componenti il consiglio di interclasse, intersezione, classe, eletto dall’assemblea.
2.3.
- da un quinto delle famiglie degli alunni del plesso/scuola.

4.5.'assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti.

6.78. 

5. Assemblea dell’istituzione scolastica

1.'assemblea dell’istituzione scolastica è presieduta da uno dei genitori, componenti il consiglio di istituto, il consiglio d'interclasse, intersezione, classe, eletto dall’assemblea.
2.3.
- dal consiglio d'istituto;
4.
5.6.7.8.6. Accesso dei genitori ai locali scolastici

1.2.3.1. I laboratori e le aule speciali sono assegnati dal Dirigente Scolastico all’inizio di ogni anno alla responsabilità di un docente che svolge funzioni di subconsegnatario ed ha il compito di mantenere una lista del materiale disponibile, tenere i registri del laboratorio, curare il calendario d'accesso allo stesso, proporre interventi di manutenzione, ripristino, sostituzione di attrezzature, ecc...
2. In caso di danni, manomissioni, furti alle attrezzature o ai locali il responsabile del laboratorio o il docente di turno, sono tenuti ad interrompere le attività se le condizioni di sicurezza lo richiedono e a segnalare la situazione tempestivamente in Dirigenza per l’immediato ripristino delle condizioni di efficienza e al fine di individuare eventuali responsabili.
3. Le responsabilità inerenti all’uso dei laboratori e delle aule speciali, sia per quanto riguarda la fase di preparazione delle attività sia per quella di realizzazione delle stesse con gli allievi, competono all’insegnante nei limiti della sua funzione di sorveglianza ed assistenza agli alunni.
4. I laboratori e le aule speciali devono essere lasciate in perfetto ordine. Al fine di un sicuro controllo del materiale, l’insegnante prenderà nota della postazione e degli strumenti assegnati allo studente o al gruppo di studenti.
5. L’insegnante avrà cura, all’inizio ed alla fine di ogni lezione, di verificare l’integrità di ogni singola postazione e di ogni singolo strumento utilizzato. L’insegnante, qualora alla fine della lezione dovesse rilevare danni che non erano presenti all’inizio, è tenuto a darne tempestiva comunicazione al Dirigente Scolastico.
6. Ogni laboratorio o aula speciale è dotata di registro dove ogni insegnante annota le esercitazioni svolte con la classe ed ogni evento inerente alle stesse per permettere un monitoraggio puntuale dei contenuti visitati sul web.

2. Sussidi didattici

1. La scuola è fornita di sussidi per il lavoro educativo-didattico e di materiale il cui elenco è consultabile presso ogni plesso scolastico. Tale elenco ne specifica anche l’uso e i possibili utilizzatori. I docenti, i non docenti, gli alunni sono tenuti a curare il buon uso, la conservazione e la piena efficienza dei sussidi.

3. Diritto d'autore

1.

4. Uso esterno della strumentazione tecnica (fotocamere,videocamere, riproduttori vcr e dvd, videoproiettori, computer portatili, sussidi vari)

1. L'utilizzo esterno della strumentazione tecnica in dotazione alla scuola è autorizzato dal Dirigente Scolastico; va segnalato nell’apposito registro, ove verranno riportati tutti i dati richiesti a cura del responsabile. Alla riconsegna dell’attrezzatura, l’incaricato provvederà alla rapida verifica di funzionalità degli strumenti, prima di deporli. Si riporterà inoltre sull’apposito registro la data dell’avvenuta riconsegna e le eventuali segnalazioni di danno.

5. Distribuzione materiale informativo e pubblicitario

1. Nessun tipo di materiale informativo o di pubblicità varia potrà essere distribuito nelle classi, o comunque nell’area scolastica, senza la preventiva autorizzazione del Dirigente Scolastico.

2. è garantita la possibilità di scambio e di circolazione di ogni tipo di materiale utilizzabile nel lavoro scolastico (giornali, ecc. ...) e di quello frutto del lavoro della scuola stessa e delle classi (giornalino, mostre, ricerche).

3. è garantita la possibilità di informazione ai genitori da parte di Enti, Associazioni culturali, ecc. ...

4. La scuola non consentirà la circolazione di informazione pubblicitaria a scopo economico e speculativo.
5. Il Dirigente Scolastico disciplinerà la circolazione del materiale.

6. Per gli alunni si prevede di:
- distribuire tutto il materiale che riguarda il funzionamento e l’organizzazione della scuola;
- autorizzare la distribuzione del materiale relativo alle attività sul territorio a livello Comunale e Comprensoriale, inviato da Enti istituzionali;

- autorizzare la distribuzione di materiale che si riferisca ad iniziative od attività sul territorio, gestite da Enti, Società, Associazioni private che abbia-no stipulato accordi di collaborazione con la Scuola, purché l’iniziativa non persegua fini di lucro.

 

D- REGOLAMENTO DI DISCIPLINA

 

 

D.1. Valutazione del comportamento degli studenti


D.L. 1 settembre 2008, n. 137, art. 2 - Valutazione del comportamento degli studenti

1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.
2. A decorrere dall’anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento è effettuata mediante l’attribuzione di un voto numerico espresso in decimi.
3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo. Ferma l’applicazione della presente disposizione dall’inizio dell’anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravità del comportamento al voto inferiore a sei decimi, nonché eventuali modalità applicative del presente articolo.

D.2. Sanzioni disciplinari

1. Viste le norme relative al comportamento che gli alunni devono tenere nel contesto scolastico, visti gli obblighi di sorveglianza dei docenti, visto lo statuto degli studenti e delle studentesse, visto il patto formativo condiviso con le famiglie degli alunni, l’Istituto stabilisce le sanzioni disciplinari da irrogare agli alunni in caso di comportamento non conforme:

comportamento sanzionabile

organo
competente

sanzione
prevista

in caso di reiterazione

ritardo non giustificato
assenza non giustificata

insegnante

annotazione sul registro di classe

annotazione sul registro di classe e comunicazione scritta ai genitori e al dirigente scolastico

mancanza del materiale

insegnante

ammonizione verbale ed eventuale attività alternativa

annotazione scritta sul libretto personale

mancato svolgimento dei compiti

insegnante

ammonizione verbale ed eventuale carico di lavoro aggiuntivo

alla terza volta, comunicazione scritta ai genitori
alla quinta volta, convocazione dei genitori

disturbo al regolare svolgimento delle lezioni

insegnante
dirigente scolastico

annotazione scritta sul libretto personale

annotazione sul registro di classe e convocazione scritta dei genitori

mancato rispetto delle regole interne

insegnante
dirigente scolastico
consiglio di classe

annotazione sul registro di classe
comunicazione ai genitori

provvedimento del consiglio di classe in funzione della gravità

uso di telefoni cellulari o di altri dispositivi elettronici

insegnante
dirigente scolastico

ritiro temporaneo del telefono cellulare e annotazione sul libretto personale

ritiro del telefono cellulare, annotazione sul registro di classe, convocazione dei genitori e restituzione del cellulare. Dopo la seconda volta, ritiro e restituzione della SIM ai genitori, del telefono alla fine dell’anno scolastico

danneggiamento delle cose proprie o altrui

Insegnante,
consiglio di classe e DS

annotazione sul registro di classe, comunicazione ai genitori e riparazione economica del danno

annotazione sul registro di classe, comunicazione ai genitori, riparazione economica del danno.

danneggiamento a strutture o attrezzature scolastiche

Insegnante,
consiglio di classe e DS

annotazione sul registro di classe, comunicazione ai genitori e riparazione economica del danno

annotazione sul registro di classe, comunicazione ai genitori, riparazione economica del danno con provvedimento di sospensione

comportamento lesivo della propria o altrui incolumità

insegnante
consiglio di classe
dirigente scolastico

annotazione sul registro di classe e convocazione dei genitori

annotazione sul registro di classe, convocazione dei genitori con provvedimento di sospensione

scorrettezze, offese o molestie verso i compagni

insegnante
consiglio di classe
dirigente scolastico

annotazione sul registro di classe e richiamo scritto del consiglio di classe

provvedimento di sospensione

scorrettezze, offese verso gli insegnanti o il personale ata

insegnante
consiglio di classe
dirigente scolastico consiglio d'istituto

annotazione sul registro di classe con provvedimento di sospensione

provvedimento di sospensione anche superiore ai quindici giorni

violenza intenzionale, offese gravi alla dignità delle persone (turpiloquio, blasfemia)

insegnante
consiglio di classe
dirigente scolastico consiglio d'istituto

annotazione sul registro di classe con provvedimento di sospensione anche superiori ai quindici giorni

provvedimento di sospensione superiore ai quindici giorni con eventuale esclusione dallo scrutinio finale

 

2. Le sanzioni disciplinari comminate allo studente verranno segnalate nel fascicolo personale dello stesso e lo seguiranno nel suo iter scolastico.
3. Contro le sanzioni disciplinari è ammesso ricorso da parte di chiunque vi abbia interesse entro quindici giorni dalla comunicazione ad un apposito Organo di Garanzia d'Istituto che dovrà esprimersi nei successivi dieci giorni.

4. le sospensioni fino a tre giorni sono di competenza del DS, per un numero di giorni superiore, del Consiglio di Classe e del Consiglio di Istituto.

 

 

 

REGOLAMENTO GITE E VISITE D’ISTRUZIONE

Riferimenti normativi

i criteri qui fissati trovano il loro necessario riferimento nelle circolari ministeriali vigenti che disciplinano le disposizioni generali circa l’organizzazione e l’effettuazione delle visite guidate e viaggi d’istruzione.

Finalita’

le visite e i viaggi d’istruzione sono attività integranti e complementari della normale attività della scuola nel contesto della programmazione educativa, didattica e culturale

Tipologia, mezzo di trasporto

si definiscono varie tipologie di uscite didattiche:

a.         visite guidate sul territorio, senza alcun costo;

b.         viaggi e visite di istruzione;

c.          viaggi connessi ad attività sportive.

 

il mezzo di trasporto deve essere affidato a ditte di trasporto in regola con la normativa vigente in tema di sicurezza; solo per le classi terze della scuola secondaria, per motivi di sicurezza, è possibile effettuare viaggi in treno solo se prenotato e riservato

 

Durata dei viaggi e periodi di effettuazione

per la scuola dell’infanzia e per le classi 1^, 2^ della scuola primaria sono previste: una gita della durata di una intera giornata, e due visite sul territorio comunale, senza alcun costo, da svolgersi in orario scolastico. per le classi 3^,4^,5^ della scuola primaria sono previste: tre visite guidate sul territorio comunale, senza alcun costo, da svolgersi in orario scolastico e due gite della durata di una giornate nel caso di visite a parchi naturali. per tutte le classi della scuola primaria, per le gite di fine anno è prevista, di norma la presenza di un accompagnatore ogni 15 alunni più il docente di sostegno se è presente l’alunno disabile grave. è fatto divieto di effettuare visite e viaggi nell’ultimo mese delle lezioni;

per la scuola secondaria di primo grado:

d.         appare adeguato indicare fino ad un massimo di sei i giorni complessivi sfruttabili per visite, viaggi d’istruzione e per attività sportive, nell’arco dell’a.s.

e.         è fatto divieto di effettuare visite e viaggi nell’ultimo mese delle lezioni; si può derogare solo per l’effettuazione di viaggi connessi ad attività sportive scolastiche nazionali ed internazionali o per attività connesse con l’educazione ambientale, considerato che tali attività all’aperto non possono, nella maggior parte dei casi, essere svolte prima della tarda primavera.

f.           nell’ultimo mese di lezioni saranno consentite visite e viaggi se generati dalla vincita di concorsi e quindi non programmabili ad inizio anno scolastico

 

Programmazione

g.         compiti dei consigli di classe, interclasse e intersezione

ciascun consiglio di classe, interclasse e intersezione predispone le visite e i viaggi d’istruzione inerenti gli obiettivi della programmazione di classe.

I viaggi di istruzione all’estero devono prevedere tra gli accompagnatori:

·           un docente di lingua straniera (o con buona conoscenza delle lingue);

·           un docente dell’area tematica cui la visita di istruzione faccia riferimento;

·           un docente "riserva";

·           ds e dsga per la fase istruttoria.

 

le visite guidate, i viaggi d’istruzione, i viaggi connessi ad attività didattiche e sportive e teatrali(compresi i giochi sportivi studenteschi), devono essere programmati secondo le seguenti scadenze per la naturale delibera del collegio docenti e del consiglio di istituto:

·          entro il mese di dicembre, deliberate dai consigli di classe, interclasse e intersezione alla presenza dei genitori quelle che si intendono effettuare dal mese di gennaio fino al termine dell’anno scolastico.

le visite guidate e i viaggi di istruzione devono essere inseriti nella programmazione annuale dei consigli di classe/interclasse e intersezione.

h.         compiti del collegio dei docenti

il collegio dei docenti approva il piano delle visite e dei viaggi di istruzione.

i.           compiti dei consiglio di istituto

il consiglio di istituto:

·           delibera i criteri generali per la programmazione e l’effettuazione delle visite guidate e dei viaggi di istruzione sulla base degli orientamenti programmatici del collegio dei docenti, nel rispetto della normativa vigente;

·           delibera eventuali modifiche e/o integrazioni al regolamento sulla base delle proposte del collegio dei docenti o dei componenti del consiglio stesso;

·           approva, entro il mese di dicembre e comunque non oltre il 15 gennaio, il piano annuale delle visite guidate e dei viaggi di istruzione e dei trasporti connessi ad attività didattiche/sportive;

j.           compiti dei docenti organizzatori e/o coordinatori

·           predispone, su apposito modulo, le informazioni relative alla richiesta di visita o viaggio di istruzione, da consegnare presso la segreteria per la procedura relativa all’organizzazione;

·           predispone l’assegnazione di almeno 15 alunni ad insegnante per la sorveglianza;

·           relaziona, su apposito modulo, in merito ad esso al rientro dalla visita o viaggio d’istruzione.

·           indica la partecipazione di alunni diversamente abili e chiede all’amministrazione di verificare che i mezzi di trasporto, i percorsi di visita, le strutture alberghiere siano attrezzati adeguatamente per le esigenze di suddetti alunni. i docenti stessi, a priori devono proporre itinerari compatibili con tali esigenze.

·           controlla che il comportamento dell’autista non comprometta il normale andamento della gita.

·           al termine della visita compila il documento di relazione finale.

k.         compiti dell’amministrazione scolastica

l’amministrazione scolastica, nelle persone del d.s. e d.s.g.a, ha il compito di:

·           verificare la regolarità della documentazione relativa ad ogni singola visita o viaggio d’istruzione e, quindi, autorizzarle;

·           verificare la corrispondenza della capienza omologata del mezzo di trasporto al numero dei partecipanti alla visita o viaggio;

·           sottoporre al collegio dei docenti il piano annuale delle visite e viaggi d’istruzione;

·           presentare al consiglio di istituto il piano, dopo l’approvazione da parte del collegio dei docenti, corredato dai preventivi delle ditte di trasporto e delle agenzie di viaggio per l’approvazione;

·           provvedere all’esecuzione degli adempimenti connessi (affidamento dell’incari-co di vigilanza e di responsabilità dei docenti accompagnatori; alla stipula dei contratti con le ditte e agenzie; alla prenotazione di eventuali ingressi a musei, parchi, …; alla raccolta delle quote di partecipazione e delle autorizzazioni dei genitori; al versamento in bilancio delle quote di partecipazione).

 

Partecipanti

per la partecipazione degli alunni alle visite ed ai viaggi di istruzione, si stabiliscono i seguenti criteri:

l.           deve essere assicurata la partecipazione dei 2/3 degli alunni di ciascuna delle classi interessate a viaggi di una o più giornate, mentre per le visite guidate in orario scolastico dovrà essere assicurata la partecipazione dell’85%. in entrambi casi è possibile l’arrotondamento qualora il numero dei partecipanti risultasse inferiore per decimi al numero richiesto; il c.di i. può derogare a questi limiti con delibera speciale. per favorire la partecipazione degli alunni il criterio dei 2/3 può essere applicato alla somma degli alunni partecipanti alla stessa tipologia di gita accorpando più classi.

m.       per le visite e i viaggi di istruzione, in particolare per quelli a carico delle famiglie, è consigliabile l’abbinamento di almeno due classi, preferibilmente parallele o dello stesso corso o dello stesso modulo, al fine di contenere i costi;

n.         prima di procedere all’effettiva organizzazione della visita o viaggio, si dovrà accertare l’adesione degli alunni e la riscossione della quota pro capite;

o.         gli alunni che non partecipano alla visita di istruzione della loro classe sono tenuti a frequentare le lezioni e saranno aggregati ad altre classi.

p.         non è consentita la partecipazione dei genitori se non per particolari esigenze di salute di alunni

 

Capo comitiva e docenti accompagnatori

q.         per ogni visita e viaggio il d.s. individuerà un docente capo comitiva che ha l’obbligo di verificare la corrispondenza tra il numero dei partecipanti e i posti a sedere del pullman; in caso di difformità il docente capo comitiva è tenuto ad informare il d. s. e il d.s.g.a.;

r.          il docente accompagnatore deve essere individuato tra i docenti della classe, preferibilmente di materia attinente alle finalità della visita o del viaggio, previo l’accertamento della loro effettiva disponibilità;

s.          gli accompagnatori, a titolo orientativo, sono previsti nel rapporto di uno ogni 15 alunni a cui si aggiunge il docente di "riserva";

t.           in presenza di alunni disabili, dovrà essere assicurata le presenza del docente di sostegno (o, in alternativa, di un altro docente) per alunno; commisurata alla gravita dell’handicap può essere prevista la presenza di ulteriore personale (assistente educatore, collaboratore scolastico, …;

u.         deve essere garantita la rotazione tra docenti accompagnatori, così da evitare che lo stesso docente partecipi a più viaggi nello stesso anno scolastico;

v.         gli insegnanti dichiaratisi disponibili a svolgere il ruolo di accompagnatore non possono sottrarsene successivamente salvo per comprovati motivi e con la possibilità di sostituzione;

w.        l’incarico di accompagnatore costituisce particolare prestazione di servizio per la quale spetta la corresponsione dell’indennità di missione nella misura prevista dalla normativa vigente soltanto per le gite all’estero;

x.          il d.s., in presenza di situazioni particolari o motivi di sicurezza, si riserva la facoltà di modificare la lista degli accompagnatori; considerando anche la possibilità della presenza del personale ata o la presenza del dirigente stesso.

y.         ai viaggi e visite d’istruzione è consentita la partecipazione esclusivamente del personale scolastico. ai genitori è consentita la partecipazione, previa autorizzazione esclusiva del d.s., solo per gravi motivi di salute dell’alunno o per motivi disciplinari.

Quote di partecipazione

z.          la quota di partecipazione è interamente a carico delle famiglie, salvo quella prevista nei fondi del piano per il diritto allo studio o del bilancio dell’istituto;

aa.      la quota di partecipazione dovrà essere versata presso l’ufficio postale o la banca indicata nelle circolari specifiche, unitamente al modulo di autorizzazione della famiglia e non potrà essere garantita la restituzione in caso di mancata partecipazione; nel caso di ritiro per comprovati motivi potrà essere garantita la restituzione solo della quota relativa all’ingresso a musei, parchi, … , purché non comporti un ulteriore aggravio di spesa per gli altri alunni;

bb.      per i viaggi di istruzione di più giorni potrà essere richiesto, se previsto nel contratto con l’agenzia di viaggio, un anticipo sul totale della quota.

cc.       il c.i. è tenuto a fissare, annualmente, un tetto di spesa per i vari ordini di scuola.

Viaggi di istruzione di più giorni

 

dd.      per l’effettuazione di viaggi di più giorni, si fa riferimento alla terna delle offerte delle agenzie di viaggio in possesso dei requisiti previsti per legge;

ee.      nel caso di rinvio della data di effettuazione del viaggio per cause di forza maggiore, potrà essere fissata una seconda data (senza ulteriore richiesta di autorizzazione delle famiglie che comunque saranno informate per iscritto dello spostamento del viaggio).

 

2.         viaggi di istruzione all’estero - scuola sec. di 1^grado -

per i viaggi di istruzione all’estero, rivolti alle classi finali e alle classi 2^, è opportuno che i consigli di classe concordino mete comuni, sempre coerente con la programmazione didattica/educativa, al fine di contenere i costi e semplificare le procedure di organizzazione

3.         visite guidate sul territorio, senza alcun costo

le visite guidate nel territorio del comune, possono essere effettuate in qualsiasi periodo dell’anno, previa presenza agli atti dell’autorizzazione alle uscite per tutto l’anno scolastico da parte delle famiglie

Organizzazione delle visite e gite di istruzione

per garantire un’idonea organizzazione si stabiliscono le seguenti procedure:

a.         le proposte di visita dovranno essere inserite nella programmazione didattica della classe;

b.         la proposta, formulata su apposito modulo, dovrà essere approvata dal consiglio di classe/di interclasse/di intersezione con la presenza dei genitori, entro il mese di novembre;

c.          successivamente il collegio dei docenti e il c.i. approveranno le proposte per le gite di istruzione da settembre a dicembre entro giugno e per quelle da gennaio a maggio, entro dicembre.

d.         il d.s. e il dsga cureranno i rapporti con le agenzie di viaggio o le società di trasporto, avendo cura di vagliare attentamente i pacchetti proposti e i costi di trasporto e di richiedere, per iscritto, tutte le garanzie dal punto di vista tecnico-legislativo;

e.         il dsga raccoglierà quindi i preventivi secondo la normativa vigente e li presenterà, su tabella comparativa, alla giunta esecutiva entro il mese di gennaio;

f.           nella prima seduta del consiglio di istituto, successiva alla riunione della g. e., il d.s. presenterà le proposte di viaggio; il consiglio le approverà nel rispetto delle norme vigenti e del presente regolamento, dopo averne vagliate la compatibilità economica, le garanzie di sicurezza e di serietà e la completezza della documentazione;

g.         il d.s., sulla base della delibera del c. i., concederà l’autorizzazione formale al viaggio;

h.         i partecipanti al viaggio devono uniformarsi al presente regolamento e alle disposizioni impartite dagli organizzatori del viaggio. gli alunni dovranno tenere un comportamento corretto durante tutta la durata del viaggio di istruzione. le infrazioni disciplinari saranno punite ai sensi delle vigenti norme;

i.           i danni causati a cose saranno rifusi dal responsabile del danno o, se questi non sarà stato individuato, dall’intero gruppo di alunni;

j.           i docenti accompagnatori godranno del trattamento di missione a norma delle disposizioni di legge. le eventuali richieste di personale confort (stanza singola) non previste dal pacchetto offerto dall’agenzia di viaggio, saranno a carico dell’interessato;

k.         gli alunni in difficoltà economiche potranno presentare domanda di contributo alle proprie amministrazioni comunali, corredata da adeguata documentazione. la domanda si ritira presso l’ufficio di segreteria della i.c..

 

Rimborsi

 

gli alunni che siano costretti, per qualsiasi motivo, a rinunciare al viaggio di istruzione dopo aver versato l’intera quota, possono richiedere il rimborso parziale della quota stessa; per le gite di più giorni la quota è determinata dall’agenzia di viaggio. la richiesta di rimborso va indirizzata al dirigente scolastico.

Disposizioni finali

 

a.         il presente regolamento ha valore permanente fatte salve eventuali modifiche e integrazioni richieste secondo le modalità indicate;

b.         per tutto quanto non previsto dal presente regolamento vale le normativa ministeriale vigente.

REGOLAMENTO PREVENZIONE E SICUREZZA

1. accesso di estranei ai locali scolastici

1. qualora i docenti ritengano utile invitare in classe altre persone in funzione di "esperti" a supporto dell’attività didattica chiederanno, di volta in volta, l’autorizzazione al dirigente scolastico. gli "esperti" permarranno nei locali scolastici per il tempo strettamente necessario all’espletamento delle loro funzioni. in ogni caso la completa responsabilità didattica e di vigilanza della classe resta del docente.
2. nessun'altra persona estranea e comunque non fornita di autorizzazione rilasciata dal dirigente scolastico o suo delegato può entrare nell’edificio scolastico dove si svolgono le attività didattiche.
3. dopo l’entrata degli alunni verranno chiuse le porte d'accesso esclusa quella in cui presta servizio di vigilanza il collaboratore scolastico addetto.
4. chiunque ha libero accesso, durante le ore di apertura della scuola, al locale dove si trova l’albo d'istituto per prendere visione degli atti esposti e può accedere all’ufficio di dirigenza e di segreteria durante l’orario di apertura dei medesimi.
5. i signori rappresentanti ed agenti commerciali devono qualificarsi e possono conferire con i docenti solo durante le loro ore libere.

2. accesso e sosta

1. è consentito l’accesso con la macchina nel cortile dei plessi scolastici ai genitori o chi ne fa le veci di alunni portatori di handicap per un ingresso e una uscita più agevoli e lontani dal flusso degli altri alunni previa autorizzazione del dirigente scolastico.
2. le biciclette devono essere sistemate in modo ordinato solo ed esclusivamente nelle aree destinate a raccogliere tali mezzi.
3. i parcheggi di cui sopra sono incustoditi e pertanto la scuola, non potendo garantire la custodia dei mezzi di cui trattasi, non assume responsabilità di alcun genere per eventuali danni o furti a carico dei mezzi medesimi.
4. i mezzi devono procedere a passo d'uomo e con prudenza allorché transitano su aree interne di pertinenza della scuola.
5. i veicoli degli operatori che devono effettuare interventi di manutenzione nella struttura scolastica ed i veicoli per la mensa sono autorizzati ad entrare nelle aree procedendo a passo d'uomo e con prudenza.

3. rischio ed emergenza

1. tra il personale di ogni plesso, deve essere individuato il componente del servizio di prevenzione/protezione dell’istituto con il compito di:

- individuare le situazioni di possibile rischio/pericolo sia all’interno dell’edificio sia nell’area di pertinenza/utilizzo esterna e segnalarle al dirigente scolastico;
- collaborare alla stesura del documento valutazione rischi;
- predisporre ed affiggere all’albo il piano per l’uscita in caso di emergenza ed attuare/verificare tutti gli adempimenti ad esso collegati;
- collocare vicino al telefono i numeri telefonici per il pronto intervento;
- verificare che i dispositivi antincendio siano soggetti ai previsti controlli;
- curare che le uscite di emergenza siano sempre sgombre e funzionanti. eventuali chiavi, pur collocate in modo non accessibile agli alunni, devono essere di presa immediata;
- accertarsi che materiali/sistemi necessari per le uscite di emergenza siano sempre a disposizione degli addetti;
- coordinare annualmente due esercitazioni di simulata uscita in emergenza (di norma, all’inizio dell’anno scolastico e in primavera);
- tenere i necessari contatti con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione dell’istituto.

4. obblighi dei lavoratori

1. tutto il personale deve operare con riguardo alla tutela della propria sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui possono ri-cadere gli effetti delle sue azioni o omissioni. ogni lavoratore deve:
- osservare le disposizioni e le istruzioni impartite dai preposti;
- utilizzare correttamente i materiali, le apparecchiature, gli utensili, le attrezzature e gli eventuali dispositivi di sicurezza;
- segnalare ai preposti eventuali deficienze nelle attrezzature/ apparecchiature e ogni condizione di pericolo di cui venga a conoscenza;

- adoperarsi in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità, per eliminare o ridurre la situazione di pericolo, dandone tempestivamente informazione ai preposti e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza;

- non rimuovere o modificare senza autorizzazione dispositivi di sicurezza o segnaletici;

- non compiere di propria iniziativa atti o operazioni di non competenza che possano compromettere la propria o l’altrui sicurezza;

- contribuire, insieme al datore di lavoro e ai preposti, all’adempimento di tutti gli obblighi imposti dall’autorità competente o comunque necessari per tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro.

5. sicurezza degli alunni

1. la sicurezza fisica degli alunni è la priorità assoluta. gli insegnanti devono vi-gilare e prestare la massima attenzione in ogni momento della giornata scolastica e durante ogni tipo di attività (didattica, ludica, accoglienza, refezione, ecc.), perché venga previsto ed eliminato ogni possibile rischio. in particolare devono:

- rispettare rigorosamente l’orario di assunzione del servizio;
- controllare scrupolosamente la classe/sezione sia negli spazi chiusi sia in quelli aperti;
- stare fisicamente vicino agli alunni, perché la vigilanza sia effettiva;
- applicare le modalità di plesso per accoglienza/uscita/gestione delle pause nella didattica/cambio docenti;
- programmare/condurre le attività in modo che sia effettivamente possibile un reale controllo ed un tempestivo intervento;

- valutare la compatibilità delle attività che si propongono con tempi/spazi/ambiente;
- porre attenzione alla disposizione degli arredi e all’idoneità degli attrezzi;

- non consentire l’uso di palle/palloni in vicinanza di vetri/lampioni o in altre situazioni a rischio;

- porre attenzione a strumenti/materiali (sassi, legni, liquidi…) che possono rendere pericolose attività che di per se stesse non presentano rischi particolari;
- in particolare nella scuola dell’infanzia, evitare da parte dei bambini l’uso di oggetti appuntiti; evitare l’uso di oggetti, giochi, parti di giochi troppo piccoli, facili da mettere in bocca e di oggetti fragili o facili a rottura;
- richiedere agli alunni l’assoluto rispetto delle regole di comportamento.

2. il personale collaboratore, oltre a quanto previsto nelle altre parti del presente regolamento, in relazione alla sicurezza, deve:

- svolgere mansioni di sorveglianza degli alunni in occasione di momentanea assenza degli insegnanti;
- tenere chiuse e controllate le uscite;

- controllare la stabilità degli arredi;
- tenere chiuso l’armadietto del pronto soccorso;
- custodire i materiali per la pulizia in spazio chiuso, con le chiavi collocate in luogo non accessibile agli alunni;
- pulire e disinfettare scrupolosamente i servizi igienici;
- tenere asciutti i pavimenti.

6. somministrazione dei farmaci

1. nell’ambiente scolastico devono essere disponibili solo i parafarmaci per le eventuali medicazioni di pronto soccorso.
2. per casi particolari relativi a motivi terapeutici di assoluta necessità, che richiedano da parte degli alunni l’assunzione di farmaci durante l’orario di frequenza, i genitori devono fare richiesta al dirigente scolastico allegando i seguenti documenti:
- dichiarazione del medico curante che l’assunzione del farmaco è assolutamente necessaria negli orari richiesti, con chiara indicazione, da parte del medico stesso, della posologia, delle modalità di somministrazione e di qualunque altra informazione e/o procedura utile o necessaria.
- richiesta scritta per la somministrazione, firmata da entrambi i genitori o da chi esercita la potestà genitoriale, con esonero di responsabilità riferita alla scuola e agli insegnanti.
3. è ammessa soltanto la somministrazione di farmaci che devono essere assunti per bocca (compresse, sciroppi, gocce, capsule)

1. per ovvi motivi di sicurezza e di educazione alla salute, come da normativa vigente, è assolutamente vietato fumare in ogni spazio degli edifici scolastici alla presenza degli alunni.

8. uso del telefono

1. l'uso del telefono è riservato a necessità relative al servizio. le telefonate devono essere rapide e concise per non occupare la linea oltre il tempo strettamente necessario e quindi interferire con eventuali altre comunicazioni urgenti.
2. l’utilizzo del telefono cellulare durante le ore di attività didattica da parte del personale docente e non docente non può essere consentito in quanto si traduce in una mancanza di rispetto nei confronti degli alunni e reca un obiettivo elemento di disturbo al corretto svolgimento dei propri compiti.
3. è vietato a tutti gli studenti l’uso dei telefoni cellulari all’interno dell’istituto e pertanto questi dovranno essere spenti. gli studenti che venissero sorpresi all’interno dell’istituto ad usare il telefono cellulare o con un telefono cellulare acceso subiranno la requisizione temporanea dello stesso (la prima volta fino al termine delle attività didattiche quotidiane, la seconda volta verrà riconsegnato dal dirigente al genitore la terza volta sarà riconsegnato al termine dell’anno scolastico). la sim card verrà invece immediatamente consegnata allo studente.

rappresentanti di classe degli studenti

la scuola prevede che unitamente alle elezioni degli organi collegiali annuali previsti per legge, siano eletti, nella scuola media, anche due rappresentanti di classe degli alunni.

l’elezione sarà fissata per tutte le classi nello stesso giorno secondo le modalità decise dalla classe e sarà seguita da un’assemblea presieduta dall’insegnante in servizio, della durata di un’ora. i compiti dei rappresentanti di classe saranno fissati nell’assemblea di classe, inoltre sono i portavoce dei problemi che dovessero sorgere nella rispettiva classe.

i rappresentanti di classe possono chiedere al coordinatore di classe di discutere nelle sue ore se ci sono problemi di una certa importanza: lo stesso valuterà l’opportunità o meno di tale richiesta. il coordinatore, se del caso, riferirà dei problemi emersi ai colleghi nel successivo consiglio di classe e se urgenti direttamente al d.s..

i rappresentanti di classe possono, per i problemi di una certa gravità, rivolgersi direttamente al d.s..

il d.s., se necessario, convocherà durante l’anno conferenze di servizio dell’assemblea costituita dai rappresentanti degli studenti. inoltre collaboreranno con i professori, la segreteria, il d.s. per piccoli problemi organizzativi, raccolta di adesioni alle iniziative, ecc..

sono titolari della chiave dell’armadio di classe; si prodigano per consigliare, prevenire, aiutare i compagni nel limite della loro disponibilità e possibilità che si trovano in difficoltà e non si attengono alle regole della scuola.

gli alunni si impegnano, moralmente, a segnalare ai docenti e, in ultima analisi, al dirigente scolastico se sono diretti testimoni o vengono a conoscenza di azioni, danni verso i compagni, di vandalismi verso il patrimonio della scuola, e di comportamenti scorretti anche fuori dalla scuola.

REGOLAMENTO MENSA

1.       Il periodo mensa è a tutti gli effetti un tempo – scuola e gli alunni dovranno osservare i medesimi comportamenti richiesti durante le ore di lezione, improntati all’educazione, al rispetto e alla disponibilità. Le trasgressioni di queste regole verranno registrate dagli insegnanti responsabili e sanzionate secondo le norme vigenti nella scuola.

2.       Al termine delle lezioni del mattino gli alunni che usufruiranno del servizio dovranno raccogliersi nell’atrio e attendere l’arrivo degli insegnanti secondo il calendario delle assegnazioni; solo allora potranno dirigersi verso i locali adibiti della mensa.

3.       Durante il pranzo gli alunni dovranno restare seduti al proprio posto ed evitare schiamazzi e atteggiamenti eccessivi.

4.       Nessun alunno potrà lasciare il locale se non previa autorizzazione dell’insegnante responsabile.

5.       Quando tutti avranno consumato il pasto, e comunque su indicazione degli insegnanti responsabili dell’assistenza si uscirà insieme e ordinatamente dai locali.

6.       Terminato il pasto, gli alunni saranno sorvegliati dagli insegnanti responsabili; se le condizioni meteorologiche lo permetteranno verranno portati nel giardino della scuola; diversamente saranno intrattenuti nei locali interni con giochi di società.

7.       Durante questo periodo il comportamento degli alunni dovrà comunque essere improntato all’educazione e al rispetto dei compagni, degli insegnanti, dei giochi e delle strutture messi a disposizione della scuola.

8.       Coloro che non si atterrano a queste regole verranno richiamati ad un atteggiamento più consono.

9.       Se, nonostante i ripetuti richiami dell’insegnante, l’alunno non correggerà i propri comportamenti, gli sarà precluso, temporaneamente o definitivamente, di accedere al servizio mensa con provvedimento disciplinare del Dirigente Scolastico.

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCARICHI DI INSEGNAMENTO AGLI ESPERTI ESTERNI

AI SENSI DELL’ART. 40 DEL D.I. N. 44 DEL 1/02/2001

 

Art. 1 -  Titoli culturali/professionali

Per ciascuna attività o progetto, deliberati nel POF, per lo svolgimento delle quali si rende necessario il ricorso alla collaborazione di docenti esperti esterni il Consiglio di Istituto stabilisce i requisiti in termini di titoli culturali e professionali, necessari per lo svolgimento dei progetti oggetto del conferimento, nonché l’eventuale esperienza maturata nel campo che i docenti esperti devono possedere per accedere all’insegnamento. Ciascun aspirante, in possesso dei requisiti, può presentare domanda alla scuola per essere incluso in apposito elenco aggiornato annualmente dall’ufficio di segreteria della scuola.

Il riscontro dei requisiti per essere inclusi nell’elenco sarà operato dal Dirigente scolastico.

Art. 2 -  Titoli generali

1)      cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea;

2)      godimento dei diritti civili e politici;

3)      non aver riportato condanne penali e non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale;

4)      siano a conoscenza di non essere sottoposti a procedimenti penali.

Art. 3 -  Determinazione del compenso

Il compenso massimo da corrispondere all’esperto per ogni ora di lezione è stabilito, in conformità alle indicazioni contenute nella C.M. Lavoro n. 101 del 17/07/1997, nella seguente misura:

·        Docenti universitari e professionisti con esperienza professionale almeno decennale (€ 85,22) al netto dell’IVA e al lordo dell’IRPEF;

·        Docenti esperti e professionisti con esperienza almeno triennale € 56,81, lordo

·        Tutors, docenti esperti e professionisti € 30,99, lordo

·        docenti laureandi € 28.00, lordo

Art. 3 -  Procedura di selezione

Il dirigente scolastico indice ogni anno il bando di selezione pubblica ai sensi del D.I. 44 del 1/2/2001, art. 32/33 e 40 dche disciplina l’attività negoziale dell’Istituzione Scolastica.

Il dirigente scolastico assegnerà l’incarico secondo i criteri previsti dal bando di Istituto.

L’invito all’incarico dovrà contenere:

·        L’ambito disciplinare di riferimento;Il numero delle ore di attività richiesto; La durata dell’incarico; Il compenso orario corrisposto;Modalità e termini entro cui presentare l’offerta.

La gara sarà aggiudicata anche in presenza di una sola offerta.

Il dirigente scolastico può procedere a trattativa diretta qualora, in relazione alle specifiche competenze richieste, il professionista esterno sia l’unico in possesso delle competenze richieste.

Art. 4 -  Affidamento dell’incarico

Conclusa la procedura di selezione il Dirigente scolastico provvede al conferimento dell’incarico mediante contratto di prestazione d’opera.

 

 

 

 

 

Copertura Assicurativa e Fondo contributivo

 

Copertura assicurativa integrativa

A tutela dell’incolumità psico-fisica degli alunni, l’I.C. provvede annualmente alla stipula di un contratto con una compagnia di assicurazioni per la copertura contro eventuali infortuni sia durante lo svolgimento delle attività curricolari che per cause fortuite. Tale polizza assicurativa prevede inoltre la copertura dei rischi durante il tragitto casa-scuola e viceversa.

Tale provvedimento a tutela dell’utenza è deliberata dal Consiglio d’Istituto ed ha un costo in ragione dell’importo più vantaggioso che l’I.C. riesce spuntare nella gara d’appalto tra le agenzie accreditate.

La somma della copertura assicurativa può essere versata in soluzione unica o inclusa nel "fondo contributivo uscite didattiche" che l’I.C. ha previsto per rendere più snelle le operazioni di contribuzione in occasione di visite d’istruzione, viaggi e uscite sul territorio.

 

Fondo contributivo uscite didattiche

In previsione delle varie attività didattico-culturali, visite d’istruzione, viaggi, uscite didattiche, che annualmente l’I.C. programma e svolge è stato previsto un "fondo contributivo uscite didattiche" a carico dei genitori degli alunni. Esso prevede il versamento presso un istituto bancario, su un conto riservato dell’Istituto Comprensivo, di una modesta somma con cui far fronte alle spese per le attività didattiche, che annualmente vengono programmate e svolte. L’adesione a tale fondo è facoltativa e, nel caso di adesione, includerebbe anche il costo della polizza assicurativa che altrimenti dovrebbe essere versata separatamente.

Per un atto di dovuta trasparenza, i genitori sarebbero sempre e comunque al corrente sia delle spese contingenti da sostenere che del saldo in giacenza rispetto alla somma iniziale versata che ha valenza per tutta la durata del corso di studi dell’alunno nell’I.C.

 

 

 


 

 

 

 

 

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[1] M. Haddon, "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte", Einaudi Torino, 2003

[2] Medeghini Roberto, "Disabilità e corso di vita", Franco Angeli, Milano, 2006.

[3] Fornasa W. in "Fragilità", Città Aperta, Enna, 2005

Istituto Comprensivo di Terno d'Isola Via dei Vignali,19 - 24030 Terno d'Isola (BG) Tel: 035 49 40 048 - Fax: 035 49 49 672.
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