PIANO OFFERTA FORMATIVA
A. S. 201O - 13
Finalità dell’Azione Educativa Istituto Comprensivo e territorio Istituto Comprensivo e gli altri Enti
Locali e/o Locali Dall’Infanzia alla pre-adolescenza: le
basi del futuro cittadino Aspetti organizzativi generali Nel complesso ci sono 1105 alunni
suddivisi in: Obiettivi generali del processo
formativo Scelte didattiche e metodologiche e
valutative Dai gruppi di classe ai gruppi di
lavoro CRITERI DI VALUTAZIONE E STRUMENTI
OPERATIVI PER LA VERIFICA Valutazione degli apprendimenti Il monitoraggio del processo
formativo. Criteri di valutazione del
Comportamento Comportamento scuola secondaria Valutazione degli alunni con
disabilità DAGLI OBIETTIVI ALLE ATTIVITA' ATTIVITà E PROGETTI PER LA
REALIZZAZIONE DEL POF Istituzioni di gruppi di lavoro Individuazione funzioni specifiche Conversazione in lingua straniera Biblioteca e centro di documentazione Progetto per l’inclusione delle
diverse abilità L’organizzazione per l’integrazione Dall’integrazione
all’inclusione Orientamento alunni con disabilitaà Le fasi per l’orientamento degli
alunni disabili Classe 2° Scuola secondaria di primo
grado Classe 3° Scuola secondaria di primo
grado LE FUNZIONI STRUMENTALI DI ISTITUTO COMMISSIONI E GRUPPI DI LAVORO
ATTIVATI IN ISTITUTO PIANO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTO 3. Discussione ordine del giorno 12. Norme di funzionamento del
consiglio dell’istituzione scolastica. 13. Norme di funzionamento della
giunta esecutiva del consiglio dell’istituzione scolastica 14. Norme di funzionamento del
collegio dei docenti 15. Norme di funzionamento del
comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti 16. Norme di funzionamento dei
consigli di classe, interclasse, intersezione 17. Norme di funzionamento dell’organo
di garanzia REGOLAMENTO ISCRIZIONI SCUOLA
DELL’INFANZIA Iscrizione bambini di tre anni al
riposo pomeridiano Criteri per la formazione della
graduatoria alunni residenti Criteri per la formazione delle
sezioni Criteri generali per la formazione
classi Criteri per l’assegnazione dei docenti
alle classi e alle sezioni REGOLAMENTO ISCRIZIONI SCUOLA PRIMARIA
e SECONDARIA Formazione delle classi prime scuola
primaria Formazione delle classi prime scuola
secondaria Regolamento assegnazione docenti a
classi e plessi 2. Comunicazioni
scuola - famiglia 6. Assistenza e vigilanza in orario
scolastico 3. Assistenza E Vigilanza In Orario
Scolastico 1. Patto educativo di
corresponsabilità 3. Assemblea dei genitori di classe/sezione/intersezione 4. Assemblea dei genitori del plesso 5. Assemblea dell’istituzione
scolastica 6. Accesso dei genitori ai locali
scolastici 1. Uso dei laboratori e aule speciali 5. Distribuzione materiale informativo
e pubblicitario D.1. Valutazione del comportamento
degli studenti REGOLAMENTO GITE E VISITE D’ISTRUZIONE Durata dei viaggi e periodi di effettuazione I viaggi di istruzione all’estero
devono prevedere tra gli accompagnatori: Capo comitiva e docenti accompagnatori Viaggi di istruzione di più giorni Organizzazione delle visite e gite di
istruzione REGOLAMENTO PREVENZIONE E SICUREZZA 1. accesso di estranei ai locali
scolastici 6. somministrazione dei farmaci rappresentanti di classe degli
studenti REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI
INCARICHI DI INSEGNAMENTO AGLI ESPERTI ESTERNI AI SENSI DELL’ART. 40 DEL D.I. N. 44
DEL 1/02/2001 Art. 1 - Titoli
culturali/professionali Art. 3 - Determinazione del
compenso Copertura Assicurativa e Fondo
contributivo Copertura assicurativa integrativa Fondo contributivo uscite didattiche Il P.O.F., oltre ad indicare le
linee guida del processo formativo di cui l’I.C. si assume l’onere, consente al
Collegio dei Docenti, di verificare i risultati e modificare ogni anno le
scelte effettuate per migliorarle, valorizzando le esperienze precedenti e
operando in "sinergia" con tutte le componenti scolastiche, a partire dal
Consiglio di Istituto, dal Comitato dei Genitori fino agli stessi Enti Locali. La nostra Scuola è un Istituto
Comprensivo completo che unisce sotto un’unica figura dirigente e un’unica
istituzione la Scuola dell’Infanzia, la Scuola Primaria e la Scuola Secondaria di 1° grado di Terno d’Isola e la Scuola Primaria e Secondaria di 1° grado di Chignolo d’Isola. Tale articolazione di ordini
scolastici consente di scandire il percorso formativo dell’alunno dai tre ai
quattordici anni, fino all’iscrizione alla Scuola Superiore di 2° grado,
curandone sia l’evoluzione cognitiva che educativa in ogni fase della suo
naturale processo. Da
questo si evidenzia l’importanza di un POF unitario che si prefigga i
seguenti obiettivi: ▪
definire l’identità dell’Istituto
Comprensivo, rendendo espliciti in modo chiaro e comprensibile: l’offerta
formativa, gli obiettivi educativi e didattici, il modello organizzativo, le
strategie d’insegnamento, la qualità della valutazione, le potenzialità della
struttura e dei servizi; ▪
attivare all’interno della Scuola una
condivisione di significati, garantendo la coesione e favorendo l’unitarietà
dell’azione dei vari attori scolastici; ▪
informare l’utenza e gli Enti del
territorio del servizio che la Scuola intende erogare; ▪
▪
migliorare la qualità del servizio, in
quanto caratterizzato da uno sforzo di continua riprogettazione in base agli
esiti della valutazione; ▪
documentare l’evoluzione del percorso
compiuto dall’Istituto; ▪
stabilire un patto con l’utenza,
definendo gli impegni che la Scuola assume e che intende rispettare.
Per meglio motivare e
sensibilizzare i soggetti interessati a ciò che l’istituzione si propone,
l’I.C. ha inteso stringere con alunni e genitori, un "patto" nel quale si
definiscono gli impegni di ciascuna componente. I docenti si impegnano
a: -
far conoscere all’alunno ed alla famiglia la propria offerta
formativa, gli obiettivi del curricolo ed il percorso per raggiungerla; -
creare e mantenere con l’alunno e con i genitori un clima di
fiducia, di collaborazione e di cordialità nel rispetto dei reciproci ruoli; -
rilevare periodicamente comportamenti ed abilità acquisite,
dandone comunicazione anche ai genitori; -
verificare che l’alunno rispetti le richieste e le consegne assegnate; -
promuovere atteggiamenti leali e responsabili di fronte
all’errore ed alle inadempienze. L’alunno si impegna a: -
rispettare i compagni, insegnanti e tutto il personale presente
nella scuola nei vari momenti di vita scolastica; -
rispettare l’ambiente scolastico (aule, laboratori, materiale
didattico/sussidi, palestra); -
partecipare in modo attivo, responsabile e collaborativo alla
vita scolastica; -
annotare gli impegni sul diario e far firmare puntualmente comunicazioni,
assenze, valutazioni; -
impegnarsi nel lavoro scolastico utilizzando al meglio le
proprie possibilità/potenzialità. I genitori si impegnano
a: -
attribuire all’esperienza scolastica un ruolo importante tra
gli impegni e le attività del figlio; -
aiutare il figlio a mantenere un atteggiamento positivo, una
buona motivazione e volontà nei confronti dell’impegno scolastico; -
instaurare un rapporto chiaro e corretto con gli operatori scolastici; -
Il dirigente scolastico
si impegna a: -
farsi garante del patto ed a favorire l’incontro tra le parti.
Coerentemente con la linea di apertura e attenzione ai temi
dell’attualità coltivati fin dalla sua fondazione, l’I.C. "Cesare Albisetti"
di Terno d’Isola, con succursali in Chignolo d’Isola, nella sua funzione di
agenzia educativa e formativa, continua a porsi delle finalità che traggono
ispirazione da un duplice piano di valori: quello della sensibilità ad un
progetto pedagogico efficace e quello della coerenza con le esigenze del
contesto territoriale in cui opera. Il primo trova compimento in un’azione di garanzia dei diritti e di
rimozione degli ostacoli che impediscano alla persona la condivisione di un
progetto di civile e partecipata convivenza, come espresso dall’art. 3 della
Carta Costituzione laddove recita che " tutti i cittadini hanno pari dignità sociale
e sono eguali davanti alla legge [
] E’ compito della Repubblica rimuovere
gli ostacoli di ordine economico e sociale che [
] impediscono il pieno
sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i
lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese". Se a
ciò si aggiunge il contesto multiculturale in cui si trova ad operare oggi la
scuola, e le molteplici sollecitazione di carattere socio culturale a cui
essa è chiamata a dare risposta, ne consegue che deve intendersi come
finalità precipua di questa istituzione scolastica :
Acquisire un comportamento
responsabile Essere sempre rispettosi delle
persone delle regole e dell’ambiente sia scolastico che extrascolastico; Essere puntuali e precisi
nell’esecuzione delle consegne; Acquisire modalità di azione
vieppiù autonome;
Socializzare in modo equilibrato: Non chiudersi nelle proprie convinzioni ma cercare, ove possibile,il
confronto con gli altri; Ascoltare e rispettare le opinioni altrui, anche se diverse dalla
propria; Essere disponibili ad accettare la diversità. Non assumere atteggiamenti accusatori nei confronti degli altri ma
assumersi la propria parte di responsabilità;. Coltivare attitudini alla solidarietà.
Maturare progressivamente una personalità armonica. Prestare sempre un’attenzione particolare alla cura sia interiore
che esteriore della propria persona; Il secondo punto a cui si ispira la finalità dell’azione educativa
dell’I.C., quello più propriamente formativo, ha come referente principale
il tessuto economico e produttivo in quanto è con esso che dovrà
confrontarsi e misurarsi l’attuale utenza scolastica. Ecco quindi che si fa
impellente la necessità di indirizzare le competenze dei nostri ragazzi
verso quelle che un mercato del lavoro in continua evoluzione richiede. Ciò
rende sempre più urgente l’adeguamento della proposta formativa alle
opportunità, alle esigenze del contesto produttivo, senza tuttavia deprimere
le inclinazioni che ogni singolo alunno farà emergere attraverso l’attività
didattica di Orientamento, al fine di sviluppare al meglio le sue potenzialità
e con ciò la piena espressione della sua personalità. Ciò nondimeno
l’efficacia e la determinazione con cui l’istituzione scolastica perseguirà
tale obiettivo, dovrà essere contemperato con l’esigenza di non alterare la
serenità del rapporto che l’alunno manterrà con la scuola e che trova la più
felice espressione nel progetto "Star bene a scuola". Pertanto si cercherà
nella maniera più congrua di: ● far acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità di
base; ● far esplorare le potenzialità espressive delle varie
discipline; ● porre le basi per l’acquisizione e l’uso di metodologie
scientifiche in ogni applicazione intel- lettuale, sia di studio che di ricerca personale; ● costruire percorsi formativi in continuità con gli altri
ordini di scuola; ● valorizzare le molteplici risorse esistenti sul
territorio (enti locali, associazioni, agenzie cultu rali e professionali, società sportive, gruppi di
volontariato,
) affinché l’offerta formativa della scuola non si limiti alle sole attività curricolari ma
assuma un più ampio ruolo di pro- mozione culturale e sociale capace di favorire processi di orientamento.
Il
tessuto sociale delle due comunità di Terno e Chignolo poggia ancora
saldamente sull’istituto della famiglia. Le situazioni di scomposizione e
nuove composizioni dei nuclei famigliari, ancorchè circoscritte, sono
significativamente in aumento. Gli alunni risentono visibilmente di queste
situazioni, manifestando sintomi di disturbo della personalità che quasi
sempre trovano riflesso in un mutamento del proprio stile comportamentale e
in un calo del rendimento scolastico. La
situazione finanziaria delle famiglie dei due paesi è nella maggior parte dei
casi buona. In linea generale le famiglie sono abbastanza sensibili alle
esigenze formative dei figli e sono disposte a sostenere finanziariamente i
percorsi di qualificazione e di potenziamento culturale che l’Istituto
Comprensivo propone all’utenza. Anche
in questo contesto territoriale sono in progressivo aumento le coppie in cui
entrambi i genitori svolgono un lavoro. La figura materna, che in passato era
il punto di riferimento fisso e disponibile per tutta la giornata, ora è
spesso impegnata in attività extra-domestiche e pertanto incontra grosse
difficoltà nel controllo assiduo dei figli nel loro impegno scolastico. Se a
ciò si aggiunge la scelta di un modulo orario minimo operata da gran parte
dell’utenza, ecco che il tema dello scarso controllo nelle ore pomeridiane
evidenzia tutte le sue criticità. La
scuola si sforza di far fronte a questa necessità, strutturando per quanto
possibile il presidio pomeridiano impiegando le risorse disponibili in
attività di recupero e potenziamento delle abilità.
Nel
corso della sua ormai pluridecennale attività formativa l’Istituto Comprensivo
ha avuto modo di intessere e di consolidare rapporti di supporto, partecipazione
e collaborazione con i numerosi enti locali che insistono sul territorio e
che si prefiggono finalità coerenti con la missione istituzionale della
scuola. Tali rapporti, da sempre improntati alla massima cooperazione, hanno
accresciuto nel corso del tempo il patrimonio di esperienze, pratiche e
consuetudini al punto da rivelarsi oramai irrinunciabili nell’intento di: ►
promuovere un impiego efficace ed
integrato delle risorse umane che gli Enti locali mettono a disposizione
delle scuole (assistenti educatori, personale per assistenza ai soggetti
diversamente abili ecc
); ►
realizzare un impiego efficace ed
integrato delle risorse socio-culturali che gli EE.LL. mettono a
disposizione delle scuole; ►
favorire e utilizzare sinergie con
Enti locali anche in orari extrascolastici per attività culturali e sportive,
di supporto all’azione didattica, di interesse generale. ►
Per realizzare ciò la scuola ha
inteso instaurare rapporti di collaborazione e interazione con i seguenti
Enti esterni:.
SOGGETTI ESTERNI FINALITA’ PER CHE COSA
Enti
istituzionali Assistenza
Servizi
sociali Trasporto
/ Mensa
Assessorato
Pubblica Istruzione e Cultura Piano
Diritto allo Studio
Biblioteca Iniziative
in orario scolastico ed extra-scolastico
Vigili,
Ufficio Tecnico Collaborazione
e arricchimento dell’offerta formativa; Educazione Stradale e conseguimento
patentino guida
A.S.L. Alunni
con diversa abilità
Neuropsichiatria Svantaggio
ACAT Prevenzione
Servizi
psico-sociali Educazione
alla salute
Scuole
superiori Continuità
Privato
sociale (cooperative) Assistenti
educatori
Parrocchia
/ oratorio Attività
formative di supporto
Vigili
del Fuoco e Protezione Civile L.
626 sulla sicurezza - Piani di evacuazione
Associazione
Volontari Collaborazione
per attività opzionali e laboratori
Società
civile Collaborazione
e arricchimento di temi storico-sociali.
Agenzie
formative Arricchimento
offerta formativa
Musei
Parchi - Associazioni culturali Arricchimento
offerta formativa
Soggetti
attiv. produttive e servizi vari Attività
formative
AVIS Attività
informative
Banche
ecc. Arricchimento
offerta formativa
Altri
istituti del distretto Formazione insegnanti - Progetti in rete Educazione ambientale - Gruppo ecologico
Parco
Monte Canto Ed.
Ambientale
Associazione
Alpini Collaborazione
e arricchimento di temi storico-sociali.
PromoIsola Attività
culturali Il compito che si assume
l’istituzione scolastica è molto arduo ed irto di difficoltà poiché si tratta
di aiutare l’alunno nella difficile fase di passaggio dall’età della totale dipendenza
a quella dell’ autonomia, da quella della soggezione a quella
dell’autodeterminazione, da quella della cittadinanza passiva a quella attiva
con tutto il fardello di difficoltà, pericoli, complicazioni, impedimenti,
che tale percorso comporta. L’I.C."C. Albisetti", ben conscio del gravoso
compito, intende assolverlo con la determinazione e le competenze maturate
nel corso della sua esperienza, senza dimenticare che l’evoluzione dei
modelli culturali porta ad una correzione continua dei modelli pedagogici.
Per questo gli scopi, i modi e i mezzi con cui l’I.C. si prefigge di
svolgere il proprio mandato che investe tutto il percorso evolutivo della
persona, dalla scuola dell’infanzia alla preadolescenza, possono essere
sintetizzati nella seguente scansione : L’Istituto si
propone di: ▪
guidare l’alunno nel suo processo formativo dalla Scuola dell’Infanzia
alla Secondaria di 2° grado; ▪
intervenire nell’individuazione e nell’appagamento dei bisogni legati
al processo educativo-formativo; ▪
aiutarlo a relazionarsi con il contesto sociale fornendogli tutti i
necessari supporti; ▪
offrirgli opportunità, esperienze e mezzi espressivi adeguati ai
nuovi scenari globalizzanti; ▪
rendergli familiare l’uso delle nuove tecnologie; ▪
aiutarlo ad aprirsi, senza prevenzioni, alla scoperta di realtà
culturali diverse; ▪
fornirgli strumenti per la realizzazione di
un concreto progetto di vita. avendo come
obiettivo di: ▪
stimolare la consapevolezza di sé e del proprio ruolo in relazione al contesto
sociale; ▪
favorire l’acquisizione della capacità di valorizzare le differenze
individuali e culturali; ▪
promuovere un atteggiamento positivo nei confronti del lavoro
scolastico e dell’apprendimento; ▪
favorire l’acquisizione della capacità di orientarsi e di compiere
scelte autonome; ▪
prevenire situazioni di disagio e d’insuccesso scolastico. attraverso: ▪
curricoli verticali istituzionali e d’Istituto in continuità Scuola
d’Infanzia Primaria Secondaria 1° grado; ▪
progetti educativi e didattici d’Istituto; ▪
proposte culturali legate a eventi di particolare interesse. considerando: ▪
la diversità dello stile cognitivo di
cui ogni alunno è dotato; ▪
la diversità dei tempi di cui ogni
alunno necessita in fase apprendimento; ▪
la diversità degli interessi che
suscita la motivazione ad apprendere. valorizzando: ▪
le opportunità del tempo scuola e
delle strutture scolastiche; ▪
le competenze professionali degli
operatori scolastici; ▪
le risorse economiche e strutturali; ▪
i rapporti di collaborazione con le
agenzie del territorio; ▪
la relazione tra Scuola-Famiglia-Territorio.
Sulla base
delle risorse disponibili e delle valutazioni improntate al raggiungimento
delle massime efficienza, efficacia ed economicità possibili, si cureranno in
particolare, anche attraverso l’istituzione di Commissioni, gruppi di lavoro e
specifiche funzioni strumentali le seguenti problematiche: > Sicurezza - gestione della
sicurezza, secondo le norme dettate dal D.Lgs. 81/08, ma anche promozione della
cultura della sicurezza tra alunni, personale d'Istituto e genitori; > Disabilità e disagio - gestione
della documentazione e dei progetti di integrazione degli alunni disabili o in
situazione di disagio scolastico o sociale; > Intercultura - realizzazione di
progetti didattici di accoglienza e di integrazione degli alunni stranieri e
diffusione delle culture degli stessi tra gli alunni dell’Istituto; > Continuità - costruzione di percorsi
didattici disciplinari comuni, strutturati in orizzontale (dipartimenti
disciplinari) e costruzione di un curricolo disciplinare verticale e
determinazione delle soglie di accettabilità della competenze, strutturati in
verticale; > Documentazione - elaborazione di
progetti di avvicinamento degli studenti alla lettura attraverso esperienze
dirette, partecipazione a manifestazioni e concorsi e ampliamento delle biblioteche
di plesso; > Nuove tecnologie - diffusione della
pratica nell’utilizzo delle nuove tecnologie (LIM), della manutenzione e
ampliamento dei laboratori di informatica e dell’aggiornamento del sito
internet della scuola, anche per un miglioramento delle tecniche di
comunicazione interne ed esterne; > Educazioni - progettazione di
attività rivolte allo "star bene a scuola e nella vita", con
particolare attenzione all’educazione alla cittadinanza attiva e consapevole,
ma anche all’educazione alla salute, all’affettività, all’ambiente e
all’educazione stradale ed alimentare; > Formazione - progettazione relativa
alla formazione in servizio del personale, atta a garantire una sempre maggiore
professionalità e competenza, scaturita dall’indagine sui bisogni formativi e
coordinata in collaborazione in rete con altre Istituzioni Scolastiche. > Collaborazione interna - proseguire
in quelle azioni che conducano ad una effettiva coesione interna tra tutti i
docenti, garantendo momenti di raccordo pedagogico, curricolare ed
organizzativo tra i diversi ordini scolastici attraverso specifiche iniziative
(incontri per dipartimenti, partecipazioni a Commissioni e gruppi di lavoro
misti, ecc.) > Collaborazione
con il territorio - Interagire unitariamente con gli Enti Locali e con il territorio in
generale (enti pubblici e privati, associazioni, aziende, ecc.) al fine di
stabilire oggettivamente il ruolo sociale e culturale dell’Istituzione
scolastica. All’I.C. fanno capo la scuola
dell’Infanzia, la Scuola Primaria, la Scuola Secondaria di Terno d’Isola e la Scuola Primaria e secondaria di Chignolo d’Isola. Nel complesso ci sono
1109 alunni suddivisi in: Ψ
22 docenti Scuola
dell’Infanzia Ψ
50 docenti
Scuola Primaria Ψ
47 docenti
Scuola Secondaria di primo grado Ψ
7 assistenti
amministrativi Ψ
20
collaboratori scolastici coordinati dal
Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi. Gli
Organi collegiali d’istituto sono:
Consiglio di Intersezione (scuola d’Infanzia) Il
Consiglio di Intersezione, il Consiglio di Interclasse ed il Consiglio di
Classe, sono rispettivamente composti dai docenti delle sezioni dello stesso
plesso nella Scuola dell’Infanzia, dai docenti dei gruppi di classi parallele
o dello stesso ciclo o dello stesso plesso nella Scuola Primaria e dai
docenti di ogni singola classe nella Scuola Secondaria di primo grado. Fanno
parte di tutti i Consigli anche i docenti di sostegno che, ai sensi dell’art.
315, comma 5, del D. L.vo del 16 aprile 1994, sono contitolari delle classi
interessate. Nelle scuole dell’Infanzia e Primaria viene eletto annualmente
un rappresentante dei genitori degli alunni iscritti per ciascuna classe,
nella Scuola Secondaria vengono eletti quattro rappresentanti dei genitori
degli alunni iscritti alla classe. Presiede le sedute dei Consigli il
Dirigente Scolastico che può delegare uno dei docenti membro del Consiglio
stesso e che nomina un docente con funzioni di Segretario del Consiglio. Ha
potere deliberante in materia di funzionamento didattico dell’Istituto e
stabilisce la suddivisione dell’anno scolastico in due o tre periodi
(trimestri o quadrimestri); cura la programmazione dell’azione educativa per
adeguare i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze ambientali e
per favorire il coordinamento interdisciplinare; formula proposte per la
formazione e composizione delle classi, per la stesura dell’orario delle
lezioni e per lo svolgimento delle altre attività scolastiche, secondo i
criteri indicati dal Consiglio di Istituto; valuta periodicamente l’andamento
complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia in rapporto
agli orientamenti e agli obiettivi programmati; provvede all’adozione dei
libri di testo ed alla scelta dei sussidi didattici; adotta e promuove
iniziative di sperimentazione; elegge i componenti del Comitato per la Valutazione dei Docenti e nomina le funzioni strumentali al POF. Il
Consiglio d’Istituto è attualmente costituito da 19 componenti, di cui otto
rappresentanti del personale docente, due del personale ATA, otto dei
genitori degli alunni e dal Dirigente Scolastico. La
struttura edilizia delle scuole dell’Istituto Comprensivo è in alcuni casi
nuova, in altri datata, ma in genere ben curata. In tutte le sedi della Scuola
Secondaria e in alcune delle Scuole Primarie e dell’Infanzia, esistono
laboratori di informatica e aule speciali (artistica, musica, ecc.), palestra,
mensa e aule destinate a dormitori.
PREMESSA
Il Piano dell’Offerta
Formativa (P.O.F.) è il documento scritto che certifica l’identità e la
specificità di ogni Istituzione Scolastica che operi in regime di autonomia.
Attraverso esso ogni Istituto Comprensivo si caratterizza in relazione alle
proprie scelte e ai propri obiettivi, rende trasparente e leggibile ciò che fa,
perché lo fa e come lo fa, assumendo responsabilità nei confronti dei risultati
che produce e impegno nei confronti dell’utenza.
Oltre ai principi ispiratori generali del servizio, il
P.O.F. espone le linee essenziali della progettazione educativa e didattica,
curricolare ed extracurricolare, nonché le scelte organizzative e gestionali
dell’Istituto e come tale è soggetto a continue revisioni.
essere un riferimento per la valutazione
della qualità del servizio erogato in relazione agli impegni assunti;
Patto Educativo

controllare regolarmente il diario, firmare le
comunicazioni, giustificare i ritardi e le assenze quando queste si verificano.
Finalità
dell’Azione Educativa
● valorizzare le capacità relazionali e di orientamento
nello spazio e nel tempo;
Istituto Comprensivo e territorio
L’aspetto sociale
Istituto Comprensivo e gli altri Enti Locali e/o
Locali
Dall’Infanzia alla pre-adolescenza: le basi del
futuro cittadino
ORGANIZZAZIONE SCOLASTICA
Il Dirigente Scolastico
Nel D.Lgs. 59 del 6 marzo 1998 sulle funzioni dei Dirigenti Scolastici è
previsto che il Capo d'Istituto, nello svolgimento delle proprie funzioni
organizzative ed amministrative, possa avvalersi di docenti ai quali affidare
specifici compiti.
L’art. 21 della L. 59/97 individua il Dirigente Scolastico come responsabile
dei risultati dell’Istituzione Scolastica, ma resta pur vero che in
un'organizzazione attenta alle esigenze e alle potenzialità delle risorse
umane, le decisioni, le responsabilità, la valutazione interna non sono compito
esclusivo del Dirigente; sono determinanti il coinvolgimento, la
partecipazione, la motivazione, le competenze di tutti i soggetti
dell’organizzazione. Nella fase di assunzione di tutte le decisioni più
importanti (oltre che nella fase di monitoraggio e autovalutazione
dell’operato) è indispensabile l’apporto di un particolare gruppo di membri
dell’organizzazione più vicina al Dirigente Scolastico: è lo staff, composto
dal Docente Collaboratore Vicario, dal Direttore dei Servizi Generali ed
Amministrativi, dai docenti responsabili di plesso. Allo stesso si affiancano
le funzioni strumentali di Istituto. Aspetti organizzativi
generali
Risorse umane e professionali
L’Istituto Comprensivo si avvale di competenze professionali assai
diversificate. Esso fonda la propria identità nell’unitarietà educativa di
scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria. L’aspetto relazionale viene
incentivato sia dalle condivisioni degli scopi, da parte di tutti i soggetti,
sia dalla consapevolezza del progressivo sviluppo del curricolo educativo e
disciplinare con la possibilità di un raccordo informativo e progettuale non
indifferente tra docenti dei vari ordini di scuola, per l’attuazione di una
continuità didattica più efficace che accompagni l’alunno in tutto il percorso
della scuola di base, dai tre ai tredici anni, secondo il curricolo verticale
elaborato dal nostro Istituto.
Non a caso Funzioni Strumentali sono dedicate allo scopo e sono previsti anche
per quest'anno scolastico regolari incontri per "dipartimenti
disciplinari": momenti di riflessione su tematiche complesse quali la
valutazione, le competenze e la progettazione. 
> 272 alunni alle Scuole dell’Infanzia
> 520 alunni alle Scuole Primarie
> 317 alunni alle Scuole Secondarie

ORGANI COLLEGIALI
Consiglio di Interclasse (scuola Primaria)
Consiglio di Classe (scuola Secondaria)
Collegio Docenti Unitario e per Plesso
Consiglio di Istituto
I Consigli hanno il compito di formulare al Collegio Docenti proposte in
ordine all’azione educativa e didattica e ad iniziative di sperimentazione,
agevolare ed estendere i rapporti tra docenti, genitori ed alunni. Inoltre
esercitano le competenze di programmazione, valutazione e sperimentazione e
adottano provvedimenti disciplinari a carico degli alunni.
Il Collegio dei Docenti
è composto dal personale docente di ruolo e non di ruolo è presieduto dal
Dirigente Scolastico che nomina un docente con funzioni di Segretario.
Il Consiglio elegge la Giunta Esecutiva di cui fanno parte il Dirigente
Scolastico che la presiede, il Direttore dei Servizi Generali e
Amministrativi che svolge anche funzioni di Segretario della Giunta stessa,
due rappresentanti dei genitori, uno dei docenti e uno del personale ATA. Il
Consiglio d’Istituto e la Giunta Esecutiva durano in carica tre anni
scolastici.
Il Consiglio d’Istituto elabora e adotta gli indirizzi generali e determina
le forme di autofinanziamento; delibera il programma annuale e dispone il
funzionamento amministrativo e didattico dell’Istituto; fatte salve le
competenze del Collegio Docenti e dei Consigli di Intersezione, Interclasse e
Classe, ha potere deliberante per la programmazione delle attività della
Scuola e nell’adozione del Regolamento Interno dell’Istituto per l’uso delle
attrezzature e dei materiali, per la vigilanza degli alunni durante
l’ingresso e la permanenza nella scuola, nonché durante l’uscita dalla
medesima; delibera sull’adattamento del calendario scolastico alle specifiche
esigenze ambientali, sui criteri generali per la programmazione educativa e attuazione
delle attività parascolastiche, inter ed extra scolastiche; indica i criteri
generali relativi alla formazione delle classi; delibera, sentito per gli
aspetti didattici il Collegio dei Docenti, le iniziative dirette alla
Educazione della Salute ed alla prevenzione delle tossicodipendenze
ORGANIZZAZIONE DIDATTICA
Risorse interne
strutturali
Tutte le scuole sono dotate di TV, videoregistratore, fotocopiatrice, ma non
sempre i sussidi sono adeguati alle necessità, tutte le scuole sono dotate di
videoproiettore e LIM (Lavagna Interattiva Multimediale). Per sostenere le
necessità emergenti si fa ricorso a finanziamenti ministeriali, a finanziamenti
privati e contributi degli Enti Locali.Nella realizzazione del proprio
"Progetto educativo" l’Istituto Comprensivo quest'anno fa affidamento
su:
MIUR per la costituzione di gruppi sportivi nella scuola secondaria di primo grado;
Provincia di Bergamo, cui sono stati richiesti progetti nell’ambito del benessere sociale, del contrasto alla dispersione scolastica, dell’integrazione, dell’ampliamento dell’offerta formativa e dell’educazione motoria;
Amministrazioni dei Comuni che fanno capo all’Istituto che erogano il P.D.S., mezzi di trasporto, mensa, biblioteca e in alcuni casi contribuiscono ad avviare progetti legati al territorio;
sui Vigili del Fuoco di Terno d’Isola e dell’associazione volontari per il progetto sulla sicurezza della scuola dell’infanzia e della scuola primaria e secondaria
altri Istituti Comprensivi della Provincia, per l’attuazione di progetti ed iniziative per la formazione e l’aggiornamento in rete;
Enti Regionali di Formazione per l’attuazione del progetto "Contrasto alla dispersione" nella scuola secondaria di primo grado;
famiglie degli alunni, talora riunite in formalizzato Comitato Genitori, con cui esiste un rapporto di collaborazione;
servizi socio - assistenziali e di neuropsichiatria infantile di Bonate Sotto che rispondono alle molte sollecitazioni avanzate dalla Scuola.
biblioteca per progetti che riguardano la lettura e il teatro;
associazioni locali, associazioni sportive, bande musicali, aziende e cooperative per sussidi o sviluppo di progetti didattici.

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Mansionario dell’Istituto |
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RUOLO |
Mansionario |
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Dirigente Scolastico |
Il Dirigente scolastico ha la legale rappresentanza dell’istituzione scolastica ad ogni effetto di legge. E’ organo individuale, rappresenta l’unitarietà dell’istituzione medesima ed assume ogni responsabilità gestionale della stessa. Deve conseguire contrattualmente i seguenti obbiettivi:
così come è previsto dall’art. 25 del D.Lvo n. 165/2001. In materia finanziaria e patrimoniale il Dirigente: predispone il programma annuale (art. 2 comma 3); predispone i progetti compresi nel programma per l’attuazione del P.O.F. (art. 2 c. 6); dispone i prelievi del fondo di riserva (art. 4 c. 4); predispone apposito documento per consentire al consiglio di istituto di verificare lo stato di attuazione del programma e le eventuali modifiche (art. 6 c. 1); propone al Consiglio d’Istituto modifiche al programma (art. 6 c. 2); dispone variazioni conseguenti ad entrate finalizzate e storni conseguenti a delibere de Consiglio d’Istituto (art. 6 c. 4); realizza il Programma Annuale (art. 7 c. 1); imputa le spese al funzionamento amministrativo e didattico generale, ai compensi spettanti al personale, alle spese di investimento ed ai progetti nei limiti della rispettiva dotazione finanziaria stabilita nel Programma Annuale (art. 7 c. 2); ordina la spesa eccedente nel limite massimo del 10% della dotazione originaria di un progetto, mediante l’utilizzo del fondo di riserva, qualora la realizzazione dello stesso richieda l’impiego di risorse eccedenti (art. 7 c. 3); provvede alla gestione provvisoria (art. 8 c. 1); comunica all’Ufficio Scolastico Regionale la mancata approvazione del programma (art. 8 c. 1); firma gli ordini contabili (riversali e mandati) congiuntamente al Direttore (artt. 10 e 12 c. 1); assume impegni di spesa (art. 11 c. 3); può effettuare pagamenti a mezzo della carta di credito, di cui è titolare (art. 14 c. 2); stipula la convenzione per il servizio di cassa (art. 16 c. 1); anticipa al Direttore il fondo minute spese e rimborsa allo stesso le spese sostenute (art. 17 c. 1 e 2); sottopone il conto consuntivo unitamente ad una dettagliata relazione illustrativa al Collegio dei revisori (art. 18 c. 5); trasmette all’Ufficio Scolastico regionale il conto consuntivo approvato dal consiglio di istituto in difformità del parere espresso dal Collegio dei revisori dei conti corredato da una dettagliata e motivata relazione ai fini dell’adozione dei provvedimenti di competenza (art. 18 c. 6); comunica all’Ufficio Scolastico regionale e al Collegio dei revisori la mancata approvazione del conto consuntivo (art. 18 c. 7); adotta misure organizzative per la rilevazione e l’analisi dei costi e dei rendimenti dell’attività amministrativa collegando le risorse umane, finanziarie e strumentali impiegate con i risultati conseguiti (art. 19 c. 1); dirige l’azienda agraria o speciale annessa all’istituzione scolastica e in circostanze particolari affida ad un docente, particolarmente competente, la direzione dell’Azienda (art. 20 c. 4); predetermina la superficie su cui far svolgere l’attività didattica (art. 20 c. 5); presenzia al passaggio delle consegne tra Direttore uscente e Direttore subentrante (art. 24 c. 8); attiva la procedura di ricognizione dei beni almeno ogni 5 anni e provvede almeno ogni 10 anni al rinnovo degli inventari e alla rivalutazione dei beni (art. 24 c. 9); adotta il provvedimento di eliminazione dei beni dall’inventario in caso di materiale mancante per furto o per causa di forza maggiore (art. 26 c. 1); indica al Direttore i docenti responsabili della direzione dei laboratori tecnici e scientifici (art. 27 c. 1); provvede agli adempimenti per il riconoscimento del diritto d’autore dell’istituto scolastico sulle opere dell’ingegno prodotte nello svolgimento delle attività scolastiche (art. 28 c. 6); propone al Consiglio di Istituto l’utilizzazione ai fini economici di eventuali creazioni di software prodotti nello svolgimento di attività didattica (art. 28 c. 7).
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D.S.G.A. Direttore S. Amm.vi |
Il Direttore dei servizi generali e amministrativi sovrintende ai servizi amministrativo-contabili e ne cura l’organizzazione. Ha autonomia operativa e responsabilità diretta nella definizione ed esecuzione degli atti amministrativo-contabili, di ragioneria e di economato, anche con rilevanza esterna. Ai sensi e per gli effetti dell’art. 25 bis D. L.vo 29/93 e successive modificazioni ed integrazioni, il Direttore coadiuva il Dirigente nelle proprie funzioni organizzative e amministrative. In materia finanziaria e patrimoniale il Direttore: redige e aggiorna la scheda finanziaria dei progetti (artt. 2 c. 6 e 7 c. 2); predispone la tabella dimostrativa dell’avanzo di amministrazione (art. 3 c. 2); elabora il prospetto recante l’indicazione di utilizzo dell’avanzo di amministrazione (art. 3 c. 3); predispone la relazione sulle entrate accertate sulla consistenza degli impegni assunti e dei pagamenti eseguiti finalizzata alla verifica del programma annuale (art. 6 c. 6); firma gli ordini contabili (riversali e mandati) congiuntamente al Dirigente (art. 10 e 12 c. 1); provvede alla liquidazione delle spese (art. 11 c. 4); può essere autorizzato all’uso della carta di credito e riscontra i pagamenti effettuati a suo mezzo (art. 14 c. 2 e 3); ha la gestione del fondo per le minute spese (art. 17); predispone il conto consuntivo (art. 18 c. 5); elabora la scheda illustrativa finanziaria riferita all’azienda agraria e/o speciale recante la dimostrazione delle entrate e delle spese delle aziende (art. 20 c. 3); tiene le scritture contabili con il metodo della partita doppia dell’azienda (art. 20 c. 6); predispone entro il 15 marzo il rendiconto dell’azienda, completo dei prescritti allegati (art. 20 c. 9); elabora la scheda finanziaria riferita alle attività per conto terzi recante le entrate e le spese dello specifico progetto iscritto a bilancio (art. 21 c. 1); tiene le scritture contabili relative alle "attività per conto terzi" (art. 21 c. 2); elabora la scheda finanziaria riferita alle attività convittuali (illustrative delle entrate e spese relative al funzionamento art. 22 c. 1); tiene e cura l’inventario e ne assume la responsabilità quale consegnatario (art. 24 c. 7); effettua il passaggio di consegne in caso di cessazione dall’ufficio di Direttore con la redazione di apposito verbale (art. 24 c. 8); cura l’istruttoria per la ricognizione dei beni almeno ogni 5 anni ed almeno ogni 10 anni per il rinnovo degli inventari e della rivalutazione dei beni (art. 24 c. 9); affida la custodia del materiale didattico, tecnico e scientifico dei gabinetti, dei laboratori e delle officine ai rispettivi docenti mediante elenchi descrittivi compilati e sottoscritti dal Direttore e dal docente (art. 27 c. 1); sigla i documenti contabili ed a fine esercizio attesta il numero delle pagine di cui i documenti sono composti (art. 29 c. 4); riceve dal docente che cessa dall’incarico di subconsegnatario il materiale affidatogli in custodia (art. 27 c. 2); è responsabile della tenuta della contabilità e degli adempimenti fiscali (art. 29 c. 5); cura e tiene i verbali dei revisori dei conti (art. 60 c. 1). In materia di attività negoziale il D.S.G.A.: collabora con il Dirigente Scolastico nella fase istruttoria e svolge specifica attività negoziale connessa con le minute spese prevista dal D.I. 44/01 e dal suo profilo professionale (art.50 tabella D/2 - CCNL 26/5/99); può essere delegato dal Dirigente Scolastico ad occuparsi di singole attività negoziali (art. 32); svolge l’attività di ufficiale rogante nella stipula degli atti che richiedono la forma pubblica; provvede alla tenuta della documentazione relativa all’attività contrattuale svolta e programmata; può essere delegato dal Dirigente Scolastico a rilasciare il certificato che attesta la regolarità della fornitura per forniture di valore inferiore a 2000 Euro. Redige apposito certificato di regolare prestazione per i contratti inerenti la fornitura di servizi periodici.
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Personale ATA |
I profili professionali del personale ATA sono individuati dalla tabella A del C.C.N.L. sottoscritto in data 24 luglio 2003 per il quadriennio normativo 2002/2005, in particolare ci si sofferma sul profilo professionale dell’assistente amministrativo, che si inserisce nell’area B: 1. svolge attività specifiche con autonomia operativa e responsabilità diretta; 2. nelle istituzioni scolastiche ed educative dotate di magazzino può essere addetto, con responsabilità diretta, alla custodia, alla verifica e alla registrazione delle entrate e delle uscite del materiale e delle derrate in giacenza; 3. esegue attività lavorativa richiedente specifica preparazione professionale e capacità di esecuzione delle procedure, anche con l’utilizzazione di strumenti di tipo informatico, pure per finalità di catalogazione; 4. ha competenza diretta della tenuta dell’archivio e del protocollo; 5. oltre alle attività e alle mansioni espressamente previste dall’area di appartenenza, all’assistente amministrativo possono essere affidati incarichi specifici, che comportano l’assunzione di ulteriori responsabilità, rischio o disagio, necessari per la realizzazione del Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.), così come stabilito dal piano delle attività. Il servizio amministrativo può essere organizzato in aree distinte di attività e funzioni strumentali al Piano dell’Offerta Formativa: AREA AMMINISTRAZIONE L’Area Amministrazione si deve occupare dei seguenti adempimenti: Adempimenti legati alla stipula dei contratti di lavoro e all’assunzione in servizio del personale docente ed A.T.A. con contratto a tempo indeterminato e determinato, annuale e temporaneo con nomina del Dirigente scolastico. Periodo di prova del personale scolastico: adempimenti previsti dalla vigente normativa. Richiesta dei documenti di rito al personale scolastico neo assunto. Rilascio di certificati ed attestazioni di servizio. Autorizzazioni all’esercizio della libera professione. Decreti di congedo, aspettativa, astensione facoltativa e obbligatoria. Gestione e rilevazione delle assenze, permessi e ritardi. Richiesta delle visite fiscali per il personale assente per motivi di salute. Trasmissione delle istanze per riscatto dei periodi lavorativi ai fini pensionistici e della buonuscita. Inquadramenti economici contrattuali. Riconoscimento dei servizi di carriera pre-ruolo e ricongiunzione dei servizi prestati. Procedimenti disciplinari. Procedimenti pensionistici (collocamento a riposo, dimissioni e proroga della permanenza in servizio). Adempimenti per trasferimenti, assegnazioni e utilizzazioni provvisorie del personale. Pratiche per la concessione del piccolo prestito INPDAP e cessione del quinto dello stipendio. Rilevazione dell’anagrafe delle prestazioni dei dipendenti della Pubblica Amministrazione. Adempimenti relativi alla gestione amministrativa degli insegnanti di religione. Tenuta dei fascicoli personali. Tenuta del registro delle assenze e dello stato personale dei dipendenti.
AREA DIDATTICA L’Area Didattica si articola per l’espletamento dei seguenti compiti: Iscrizione studenti. Rilascio nullaosta per il trasferimento degli alunni. Adempimenti previsti per gli esami di Stato o integrativi. Rilascio pagelle. Rilascio certificati e attestazioni varie. Rilascio diplomi di qualifica o di maturità; Adempimenti previsti per l’esonero delle tasse scolastiche e la concessione di buoni libro o borse di studio. Adempimenti previsti in caso di infortuni alunni. Rilevazione delle assenze degli studenti. Tenuta dei fascicoli e predisposizione dei registri di classe.
AREA CONTABILE L’Area Contabile svolge la sua azione nel disbrigo delle sotto elencate attività contabili gestionali: Liquidazione delle competenze mensili, dei compensi accessori per le ore eccedenti l’orario di servizio spettanti ai docenti di ruolo e non di ruolo. Liquidazione delle indennità varie da corrispondere al personale. Liquidazione degli incarichi affidati agli esperti esterni e pagamento delle fatture ai fornitori. Liquidazione delle retribuzioni mensili al personale supplente. Liquidazione compensi per ferie non godute. Adempimenti fiscali, erariali e previdenziali. Stesura delle denunce dei contributi INPS mensili ed annuali. Stesura delle certificazioni fiscali (modello CUD). Riepilogo delle ritenute fiscali operate e versate (modello 770, modello IRAP). Comunicazione alla Direzione Provinciale dei Servizi Vari del Tesoro per eventuali conguagli fiscali del personale scolastico. AREA FINANZIARIA L’Area Finanziaria è preposta alle seguenti funzioni e compiti di natura finanziaria: Elaborazione e predisposizione del programma annuale. Elaborazione, predisposizione e conservazione del conto consuntivo agli atti della scuola, corredato degli allegati e della delibera di approvazione. Emissione e conservazione dei mandati di pagamenti e delle reversali d’incasso. Adempimenti inerenti l’attività negoziale dell’istituzione scolastica. Adempimenti connessi ai progetti previsti dal P.O.F.. Adempimenti connessi ai corsi/progetti comunitari (I.F.T.S., P.O.N., F.S.E., F.E.S.R.). Variazioni di bilancio. Adempimenti connessi alla verifica di cassa. Tenuta del partitario delle entrate e delle spese. Tenuta del registro dei residui attivi e passivi. Tenuta del giornale di cassa. Tenuta del registro del conto corrente postale. Tenuta del registro delle minute spese. Tenuta del registro dei contratti stipulati dall’istituzione scolastica. Tenuta della documentazione inerente l’attività contrattuale e rilascio delle copie relative. Tenuta delle scritture contabili relative alle attività per conto terzi. Rilascio dei certificati di regolare prestazione per la fornitura di servizi periodici risultanti da appositi contratti. Tenuta dei verbali dei revisori dei conti e adempimenti relativi. AREA PATRIMONIO L’Area Patrimonio gestisce i beni di proprietà dell’istituzione scolastica adempiendo alle seguenti mansioni: Gestione dei beni patrimoniali. Tenuta degli inventari dei beni immobili, di valore storico artistico, dei libri e materiale bibliografico e dei beni mobili. Discarico inventariale. Adempimenti inerenti il passaggio di consegne tra consegnatari dei beni. AREA MAGAZZINO L’Area Magazzino è organizzata al fine di assolvere le seguenti attività e mansioni gestionali: Custodia, verifica e registrazione delle entrate e delle uscite del materiale e delle derrate in giacenza in magazzino. Tenuta della contabilità di magazzino. Tenuta dei registri di magazzino e del facile consumo. AREA AFFARI GENERALI L’Area Affari Generali assolve ai seguenti compiti e attività di carattere generale: Tenuta del registro del protocollo. Archiviazione degli atti e dei documenti. Tenuta dell’archivio e catalogazione informatica. Attivazione delle procedure per predisporre il protocollo informatico. |
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Referenti di sezione - plesso |
Responsabile per la predisposizione e organizzazione orario scolastico docenti alunni; responsabile per la sicurezza. |
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Staff Dirigenziale |
Discute i principali problemi della scuola con il D.S. Segnala, propone, consiglia, collabora con il D.S. e con il D.G.S.A. Verifica i processi, i risultati, propone le modifiche per il successivo P.O.F. Esegue un monitoraggio sugli aspetti più caratteristici e problematici dell’offerta formativa, per le modifiche del modello scolastico. |
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Figure Strumentali
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Responsabili dei progetti di competenza. Responsabili della gestione dei progetti. Garantiscono i prodotti didattici. Convocano i docenti di riferimento. Individuano le azione necessarie per il successo dei progetti. Segnalano le ragioni di impedimento al D.S. Rispettano i budget e le risorse indicate. Relazionano al collegio dei docenti. Propongono le modifiche ai progetti. Intrattengono rapporti con le agenzie esterne, per quanto di competenza. Redigono il verbale delle seduta della Commissione.
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Commissioni
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Si occupano dei problemi strategici ai fini della qualità del servizio. Effettuano monitoraggi. Verificano, modificano, predispongono gli strumenti didattici di supporto ai docenti. Sono garanti della qualità dei curriculi/progetti. Attestano il livello di gradimento dell’utenza. Rispettano i budget assegnati. Le Funzioni Strumentali e i responsabili di progetto hanno il compito di: ▪ raccogliere le proposte ▪ diffondere il progetto (attività, materiale ) ▪ coordinare nel proprio plesso le attività riferite al progetto ▪ verificare la ricaduta del progetto nel plesso. |
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Collegio Docenti |
Compiti e funzioni previsti dall’ordinamento scolastico |
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Consiglio d’Istituto |
Compiti e funzioni previsti dall’ordinamento scolastico |
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Consigli di Intersezione Interclasse Classe |
Compiti e funzioni previsti dall’ordinamento scolastico |
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Collaboratori Scolastici |
Vigilano sulla sicurezza degli alunni, collaborano nella predisposizione del materiale didattico, garantiscono l’igiene dei locali scolastici. |
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Docenti |
Sono responsabili della sicurezza, del processo formativo degli alunni e dell’attuazione del Piano dell’Offerta Formativa. Attivano forme di autovalutazione attraverso la partecipazione ad iniziative di aggiornamento e formazione. Curano i rapporti con le famiglie. |
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Comitato di valutazione |
Valuta l’anno di prova degli insegnanti neo immessi in ruolo. |
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Dall’analisi dell’ambiente in cui opera la scuola, dall’esperienza maturata, dai risultati dei monitoraggi effettuati al termine dei passati anni scolastici, si sono ricavate le principali informazioni circa la domanda formativa che genitori e alunni pongono alla scuola.
La prima considerazione che si ricava è che, pur essendo il contesto socio-ambientale abbastanza omogeneo, l’utenza esprime bisogni formativi assai diversi e, in questi ultimi anni si registra un aumento della presenza di alunni stranieri. Emerge quindi una diversità di situazioni che vanno dalla necessità di acquisire gli strumenti di base della lingua italiana alla manifestazione di ritardi nell’apprendimento, al bisogno di arricchire e ampliare il proprio percorso formativo.
L’Istituto si impegna in primo luogo a fornire a tutti una formazione d base indispensabile per continuare con profitto il proprio percorso formativo, intendendo con ciò, l’acquisizione di una significativa gamma di competenze che consentano di affrontare efficacemente richieste e compiti complessi e, dunque, non solo il possesso di conoscenze ed abilità ma anche l’uso di strategie adeguate alla loro utilizzazione nei diversi contesti ed il loro controllo ai diversi livelli di scolarità. Si porrà dunque particolare attenzione alla cura dei curricoli disciplinari, all’acquisizione del metodo di studio e alla maturazione di piena e consapevole autonomia, differenziando i percorsi formativi nel rispetto dei bisogni e dei ritmi di apprendimento di ciascuno con attività di recupero - consolidamento - approfondimento per fasce di livello, con progetti specifici per l’in-tegrazione di alunni stranieri, per la cura del disagio e dei comportamenti problematici e/o a rischio.
Sensibile alla richiesta dell’utenza di potenziare lo studio della lingua inglese e dell’informatica il nostro Istituto risponde con progetti specifici (approfondimento dell’insegnamento della lingua inglese anche con insegnanti di madre lingua nella Scuola Secondaria di primo grado, corsi di inglese nelle scuole dell’Infanzia e Primaria, progetti di informatica) che vanno ad arricchire l’offerta formativa. Verranno inoltre organizzati momenti di aggregazione e di apertura al territorio per un reciproco arricchimento (collaborazione con enti locali, incontri con esperti, visite guidate, biblioteca, orientamento, ecc.), particolarmente in occasioni, date e periodi significativi per il contesto umano e sociale in cui la scuola è inserita.
Acquisire la capacità di vivere la corporeità come valore;
Acquisire fiducia nelle proprie capacità, sicurezza e stima di sé;
Saper riconoscere e sviluppare le proprie attitudini anche in vista delle
scelte future;
PROMUOVERE LA MATURAZIONE DELLE CAPACITà DI ESSERE AUTONOMI E RESPONSABILI
Riconoscere e gestire correttamente i propri bisogni;
Riconoscere situazioni di pericolo ed attivare comportamenti adeguati;
Sviluppare capacità di autocontrollo;
Raggiungere autonomia di giudizio, di scelta e di assunzione dell’impegno;
Saper valutare e giudicare se stessi e le conseguenze del proprio
comportamento e del proprio lavoro.
MATURARE LA CAPACITà DI SOCIALIZZARE
Saper
accettare l’altro come diverso da noi;
Saper essere disponibili al rapporto con gli altri;
Saper argomentare e collaborare in modo costruttivo con l’altro;
Imparare a ricercare soluzioni possibili e condivise per i problemi concreti
che la convivenza presenta;
Accettare regole comuni;
Maturare un atteggiamento di fiducia e solidarietà.
OBIETTIVI DELL’ATTIVITA' DIDATTICA
Sapere: consolidare, ampliare, approfondire conoscenze;
Saper fare: consolidare, promuovere le abilità;
Acquisire competenze: l’insieme delle capacità che rendono una persona in grado di utilizzare conoscenze e abilità, che apprende e che possiede, per arricchire il personale modo di essere nel mondo e di affrontare le situazioni e risolvere i problemi.
L’attività
didattica, nei tre ordini di scuola, si espliciterà in percorsi personalizzati
per gruppi di alunni, per classe, partendo dall’esperienza dell’alunno nel
rispetto delle finalità, dei Traguardi per lo sviluppo delle competenze e degli
Obiettivi di apprendimento posti dalle Indicazioni per il curricolo di cui al
DM 31 luglio 2007.
L’attività didattica sarà organizzata in traguardi formativi o compiti di
apprendimento ritenuti realmente accessibili, in un tempo e ad un livello
stabilito.
Le cinque sedi scolastiche dell’Istituto, sentite le esigenze dell’utenza, in accordo con le amministrazioni comunali e nel rispetto delle norme legislative vigenti, in particolare la L. 133/2008 inerente la revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo dell’Istruzione, articolano il proprio orario di funzionamento secondo i seguenti schemi:
priorità allo svolgersi del
percorso disciplinare, curando orari attenti all’alternanza tensione -
distensione;
stesura e pianificazione di orari flessibili, in gradi più o meno diversi,
capaci di assorbire e gestire al meglio gli sforzi progettuali previsti per la
classe e/o la scuola;
ricerca di spazi orari utili al recupero, potenziamento, integrazione.
In particolare:
nella Scuola dell’Infanzia si
opta per un orario docenti flessibile, volto a sostenere al meglio, con ore di
compresenza mirate, i progetti educativi e didattici;
nella Scuola Primaria, in alcuni casi, sono previste ore di compresenza
docenti utilizzate per dividere le classi e/o svolgere attività
individualizzate di recupero ed approfondimento;
nella Scuola Secondaria di primo grado - tenuto conto del D.M. 37 del 26
Marzo 2009 circa la ridefinizione dei criteri di articolazione delle cattedre è
possibile ricavare gli spazi orari per il potenziamento delle attività
operativo - pratiche, per il recupero e il consolidamento.
Dai gruppi di classe ai gruppi di lavoro
Le classi
vengono formate in base ai criteri stabiliti dal Collegio dei Docenti e
deliberati dal Consiglio d’Istituto, che privilegiano:
per la Scuola dell’Infanzia, la formazione delle sezione in base all’età cronologica,
equa distribuzione tra maschi e femmine e tra italiani e stranieri e nel
rispetto della proporzione numerica fra le sezioni;
per la Scuola Primaria, un’equa distribuzione tra maschi e femmine, l’eterogeneità delle classi relativa alle abilità degli alunni, nel rispetto di esigenze particolari;
per la Scuola Secondaria, un’equa distribuzione tra maschi e femmine, equi-eterogeneità delle classi per livelli, nel rispetto di esigenze particolari.
All’interno delle classi o sezioni, compatibilmente con le possibilità, le attitudini e gl’interessi dei singoli allievi, si formano percorsi il più possibile individualizzati, per realizzare interventi di recupero e potenziamento e per attivare attività e laboratori per l’ampliamento dell’offerta formativa. Questi si realizzano in più o meno grandi gruppi di lavoro, la cui composizione varia a seconda delle finalità, delle possibilità organizzative, delle esigenze. In ogni caso rappresentano uno stile didattico da valorizzare pienamente, da agevolare con ogni mezzo, da sfruttare quanto più possibile nella prassi scolastica perché di provata efficacia.
CRITERI E STRUMENTI OPERATIVI PER
LA VERIFICA DELL’AZIONE DIDATTICO-EDUCATIVA.Insieme degli obiettivi educativi che permettono di aiutare i ragazzi nella formazione integrale della persona e nell’acquisizione degli obiettivi cognitivi.
Riguardo agli alunni diversamente abili è prevista una Programmazione Individualizzata (PEI) che prende in considerazione le loro potenzialità ed esigenze, con obiettivi specifici sia di tipo educativo che didattico
Insieme degli obiettivi specifici di ogni singola disciplina/educazione, ha una scansione annuale e settimanale.
Rilevazione degli apprendimenti attraverso le prove (orali e scritte) somministrate agli alunni, che permette la valutazione quadrimestrale.
Il monitoraggio del processo di apprendimento è sistematico, con rilevazione, a cadenza mensile e bimestrale, dello stato di avanzamento di ogni alunno, mediante una serie integrata di prove (oggettive e non) e di osservazioni sistematiche.
Sulla base dei dati raccolti, il Consiglio di classe e i docenti dei moduli effettuano le eventuali modifiche necessarie alle programmazioni dai singoli docenti e provvede all’inserimento degli alunni nei percorsi individualizzati.
Il monitoraggio prevede, anche, la rilevazione dei dati relativi alle promozioni ottenuti dagli alunni nella Scuola Secondaria di 2° grado per ottimizzare gli interventi di recupero da porre in atto a favore agli alunni frequentanti l’I.C. onde evitare la dispersione scolastica.
LA finalità dell’azione didattico educativa, trova la sua
sintesi nel momento della valutazione e si avvale, per questo, degli strumenti
della osservazione, della verifica e della misurazione dei risultati raggiunti.
Tali strumenti pongono l’accento sull’importanza della funzione formativa della
valutazione, distinguendo tra la verifica intesa come misurazione il più
possibile oggettiva del profitto e delle abilità acquisite dall’alunno e la
valutazione intesa come apprezzamento dei cambiamenti apportati dall’educazione
alla personalità dell’alunno.
La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari, attiva le
azioni da intraprendere, regola quelle avviate e promuove il bilancio su quelle
condotte a termine. Assume dunque una preminente funzione formativa, di
accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento
continuo. La normativa nazionale definisce la
valutazione come lo strumento per vagliare il curricolo di
apprendimento-formazione sia nelle singole discipline che a livello
complessivo, il Collegio dei Docenti ritiene che gli scopi della valutazione
possano essere realizzati anche con il concorso di altre variabili quali:
▪ accertamento della situazione di partenza, per conoscere le caratteristiche personali di ogni alunno e per poter quindi programmare un processo di maturazione che adegui gli obiettivi generali a possibilità, individualità e ritmi del ragazzo; gli indicatori per la valutazione iniziale saranno: le abilità di comprendere, comunicare, operare a livello di procedure logiche, uso dei linguaggi, l’autocontrollo, la partecipazione, il metodo di lavoro, la socializzazione, la collaborazione;
▪ osservazione sistematica del comportamento dell’alunno nelle varie fasi di questo processo, sia sul piano cognitivo sia sul piano educativo, per verificare anche l’efficacia dell’azione didattica svolta e per determinare l’opportuna differenziazione degli interventi;
▪ rilevazione del progresso compiuto dall’alunno nell’apprendimento di conoscenze e abilità sia rispetto al livello iniziale sia rispetto agli obiettivi didattici finali da raggiungere necessariamente, anche se a livelli diversi, al termine della scolarità obbligatoria;
▪ considerazione, nel giudizio globale per la scuola primaria, dell’alunno nella sua integralità: grado di sviluppo delle fondamentali componenti di personalità (requisiti culturali, abilità trasversali, impegno, metodo di lavoro, partecipazione alle attività didattiche, interessi, conoscenza di sé, autocontrollo, assunzione di valori, socialità), ma anche delle diverse situazioni personali, dei fattori più o meno favorevoli al progresso dell’alunno;
Questi criteri generali sono specificati nelle programmazioni annuali dei Consigli di classe e dei moduli, nei piani di lavoro dei singoli insegnanti, nonché nelle riunioni dei docenti degli stessi ambiti disciplinari.
Per gli alunni in situazione di difficoltà specifica di apprendimento debitamente certificate per la prima volta viene dettata una disciplina organica, con la quale si prevede che, in sede di svolgimento delle attività didattiche, siano attivate adeguate misure dispensative e compensative e che la relativa valutazione sia effettuata tenendo conto delle particolari situazioni ed esigenze personali degli alunni.
Il comportamento è uno degli aspetti fondamentali della valutazione sia a medio che a lungo termine. Per questo è necessario avere dei riferimenti precisi che il collegio Docenti ha individuato nei seguenti criteri:
· Rispettare gli insegnanti, i compagni e tutto il personale scolastico
· Rispettare l’ambiente scolastico (aule, laboratori, materiale didattico/sussidi, palestra)
· Rispettare le regole dell’Istituto
· Favorire lo svolgimento dell’attività scolastica
· Provvedimenti disciplinari ( richiami sul libretto di comunicazione scuola-famiglia)
Sanzioni disciplinare in seguito a gravi e ripetuti azioni ai danni di persone e ambiente
La voti
numerici così come avviene in tutti i Paesi Europei.
Solo per l’insegnamento della giudizio
sintetico formulato dal docente. I docenti di sostegno
partecipano alla valutazione di tutti gli alunni.
Nella scuola elementare gli alunni potranno essere non ammessi alla classe
successiva solo in casi eccezionali e motivati. In forza dell’autonomia
didattica le singole istituzioni scolastiche possono individuare autonome
modalità e criteri di valutazione degli alunni nel rispetto della normativa
nazionale (DPR 275/99, art 4, c 4)
del docente o dei docenti contitolari.
Nella scuola secondaria di primo grado gli studenti saranno valutati nelle singole materie con lode dalla commissione con espressione unanime.
Il voto in
condotta nella scuola secondaria di primo grado sarà espresso con un voto
numerico che fa riferimento ad una precisa declinazione discorsiva dei
comportamenti.
Voto in condotta alle scuole secondarie di primo e secondo grado
Con il Regolamento approvato oggi
dal Consiglio dei Ministri il voto sul comportamento concorrerà alla determinazione
dei crediti scolastici.
Il 5 in
condotta sarà attribuito dal consiglio di classe per gravi violazioni dei
doveri degli studenti definiti dallo Statuto delle studentesse e degli
studenti, purché prima sia stata data allo studente una sanzione disciplinare.
Inoltre, l’insufficienza in condotta dovrà essere motivata con un giudizio e
verbalizzata in sede di scrutinio intermedio e finale.
Una sanzione disciplinare, quindi, sarà come un cartellino giallo, dopo il
quale se i comportamenti gravi persisteranno il collegio dei docenti darà il
cartellino rosso e cioè il 5 in condotta.
L’insufficienza nel voto di condotta (voto inferiore a 6) comporterà la non
ammissione all’anno successivo o agli esami di Stato.
Voto
Descrittori
10
Rispettare costantemente le persone, l’ambiente e stimolarne il rispetto tra i compagni. Rispettare le regole e favorire la loro diffusione all’interno del gruppo classe. Favorire lo svolgimento dell’attività didattica non solo mostrando attenzione e interesse, ma intervenendo in modo costruttivo e propositivo.
9
Rispettare costantemente persone, ambiente e regole Favorire lo svolgimento dell’attività didattica ( mostrando attenzione e interesse)
8
Rispettare generalmente persone, ambiente e regole Favorire lo svolgimento dell’attività didattica ( mostrando attenzione)
7
Rispettare generalmente persone e ambiente e regole Favorire lo svolgimento dell’attività didattica (anche se con sporadici episodi di distrazione) Avere qualche richiamo in merito alle inadempienze didattiche nel libretto di comunicazioni scuola-famiglia
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Rispettare in modo discontinuo persone, ambiente e regole Mostrare un atteggiamento selettivo durante lo svolgimento dell’attività didattica. Avere frequenti richiami in merito alle inadempienze didattiche nel libretto di comunicazioni scuola-famiglia.
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Non rispettare persone, ambiente e regole Non favorire lo svolgimento dell’attività scolastica Avere sanzioni disciplinari in seguito a gravi e ripetute azioni ai danni di persone e /o ambiente
I percorsi educativi e didattici elaborati dai tre ordini di scuola (Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado) che fanno capo all’Istituto Comprensivo "Padre Cesare Albisettii", se da un lato rispondono alle richieste delle Indicazioni per il Curricolo, dall’altro si richiamano agli obiettivi formativi specificamente individuati per il nostro Istituto sulla base delle caratteristiche e delle esigenze dell’utenza e sull’analisi delle risorse e dei bisogni del territorio in cui la scuola opera.
L’Istituto Comprensivo, oltre a garantire lo svolgimento dell’attività didattica prevista per promuovere al meglio le competenze degli allievi ed assicurare a tutti i cittadini l’unità del sistema educativo nazionale di istruzione e formazione, offre all’utenza una serie di attività (progetti ed insegnamenti) che ampliano e caratterizzano la propria offerta formativa.
Per operare al meglio e rendere esecutivi i contenuti progettuali del POF è necessario l’apporto di:
Funzioni strumentali al POF.
Rendere
coesa l’azione dei docenti, attraverso la reciproca conoscenza (programmi di
lavoro, percorsi di formazione e aggiornamento comuni...)
Costruire percorsi didattici disciplinari di valutazione comuni, strutturati in
orizzontale e costruire curricoli disciplinari verticali
Garantire i momenti di
raccordo pedagogico, curricolare ed organizzativo tra i diversi ordini
scolastici
Scuola dell’infanzia/scuola primaria: Accoglienza e progetti di continuità
Scuola primaria/scuola secondaria: Verticalizzazione curricoli, laboratori comuni e accoglienza scuola
Scuola secondaria: Orientamento in uscita
Proseguire
nell’azione di informatizzazione diffusa per docenti e alunni
Proseguire nell’azione di alfabetizzazione informatica per alunni, lavorando e
operando per migliorare le dotazioni della scuola in termini hardware e
software
Proseguire nello sforzo di annullare/accorciare le distanze fisiche tra i cinque
plessi con tutti i mezzi possibili (nuove tecnologie, incontri di scambio,
confronto su temi o problemi)
· Funzione strumentale Immagine e comunicazione
· Gruppo di Lavoro Referenti Informatica
Valorizzare, promuovere e portare a
sintesi l’alterità e la diversità, coltivando e sviluppando sinergie con le
altre agenzie educative e formative presenti sul territorio
Proseguire con percorsi didattici di accoglienza ed integrazione degli alunni
stranieri nelle attività ordinarie o con progetti specifici
Promuovere la maturazione dell’identità personale
Interagire unitariamente con gli Enti Locali e con il territorio in generale
scuola
dell’infanzia/primaria/secondaria:
scuola primaria/secondaria: Istruzione domiciliare
scuola secondaria: Contrasto alla dispersione
Attività
didattiche di recupero
scuola primaria: attività di plesso
scuola secondaria: interventi di sostegno e di recupero
Integrazione
culturale
scuola dell’infanzia/primaria/secondaria: Laboratori di intercultura
scuola primaria/secondaria: Integrazione alunni stranieri
Cittadinanza
attiva
scuola primaria: Educare alla legalità
scuola secondaria: Consiglio Comunale dei Ragazzi
Garantire l’insegnamento della lingua inglese dalla Scuola dell’Infanzia alla Scuola Secondaria di primo grado, dai cinque anni ai tredici anni
scuola dell’infanzia: English for baby
scuola primaria/secondaria: Laboratorio linguistico/madrelingua
Consolidare, ampliare, approfondire conoscenze, intese come il sapere
scuola dell’infanzia: Nati per leggere
scuola primaria: Letture animate
scuola secondaria: Incontro con l’autore
Consolidare, promuovere delle abilità, intese come il "saper fare", cioè il sapere, le ragioni e le procedure di questo fare (attività di drammatizzazione, musicali, di educazione motoria)
Feste
e manifestazioni
scuola dell’infanzia: Festa di Natale
scuola primaria: Festa di Natale
scuola secondaria: Concerto
Educazione
Motoria
scuola dell’infanzia: Psicomotricità, nuoto e musica;
scuola primaria: Psicomotricità, minibasket, minivolley, attività
propedeutica alla conoscenza degli strumenti
scuola secondaria: Gruppo sportivo
Educazione
Musicale
scuola secondaria: Attività musicali, coro, concerto
scuola dell’infanzia: Educazione all’ascolto, psicomotricità;
Promuovere attività rivolte allo
"star bene a scuola e nella vita" con particolare attenzione alle
educazioni
Promuovere la maturazione delle capacità di essere autonomi e responsabili
Far acquisire delle competenze, intese come "l’insieme delle buone capacità che
rendono una persona capace di utilizzare conoscenze e abilità, che apprende e
che possiede, per arricchire il personale modo di essere nel mondo e di
affrontare le situazioni e risolvere i problemi"

Educazione alla salute e all’affettività
scuola dell’infanzia: Le norme igieniche scoperte attraverso il gioco
scuola primaria: Educazione al consumo consapevole
scuola secondaria: Educazione allo star bene a scuola
Educazione
all’ambiente
scuola dell’infanzia/primaria: rispetto dell’ambiente, orto
scuola primaria/scuola secondaria: Inquinamento elettromagnetico
Educazione
stradale
scuola dell’infanzia: Il bambino e la strada
scuola primaria: Educazione stradale - A scuola a piedi
scuola secondaria: Il patentino a scuola
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Progetto per l’inclusione delle diverse abilità |
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Quelli che vanno nella mia scuola sono stupidi. Solo che non mi è permesso dirlo anche se è vero. Vogliono che dica che hanno delle difficoltà nell’apprendimento o hanno delle esigenze particolari. Il termine tecnico esatto è Gruppo H.
perché tutti hanno problemi dell’apprendimento, perché imparare a parlare il francese o capire il principio della relatività è difficile, ed è altrettanto vero che ognuno ha delle esigenze particolari, come mio padre che deve portarsi dietro delle pillole di dolcificante da mettere nel caffè per non ingrassare, oppure la signora Peters che gira sempre con un apparecchio acustico color crema, o Siobhan che ha degli occhiali talmente spessi che ti fanno venire il mal di testa se li provi, e nessuna di queste persone viene classificata come gruppo H, anche se hanno delle esigenze particolari[1]
Tutto ciò che è detto, è detto da un osservatore. (Maturana, Varela) . Il ContestoNegli ultimi anni all’interno del nostro Istituto Comprensivo il numero di alunni diversamente abili è andato aumentando in maniera progressiva. Sono presenti differenti tipologie di disabilità che vanno da lievi disturbi dell’apprendimento a gravi compromissioni sia psichiche che fisiche. Di conseguenza anche il numero di docenti di sostegno e assistenti educatori è andato aumentando. Vista la complessità della situazione e l’ampiezza del fenomeno, all’interno dei lavori della commissione disabilità è nato questo semplice documento alla cui redazione hanno partecipato tutti i componenti della commissione e gli assistenti educatori in servizio all’interno dell’Istituto comprensivo provenienti dalla Cooperativa Sociale "Lavorare Insieme". Il fine è stato quello di condividere un documento che potesse fotografare la situazione dell’istituto comprensivo a circa 30 anni dall’approvazione delle legge 517. La speranza e la certezza che abbiamo è che le nostre riflessioni siano in grado di diventare una sorte di sfondo integratore per tutti i componenti del corpo docente, che vengano fatte proprie e che stimolino la ricerca all’interno dei diversi moduli e dei consigli di classe affinché la presa in carico dell’alunno con disabilità sia sempre meno delegata al singolo insegnante di sostegno o assistente educatore e sempre più legata all’equipe di lavoro. Infatti crediamo che lavorare con la disabilità' sia un po' come stare al margine, mettersi sul confine, non in senso negativo, ma positivo cercando sul confine di promuovere, mediare e fare incontrare linguaggi, logiche professionali, pedagogiche e organizzative diverse per ospitare ogni tipo di fragilità. Un ruolo complesso e difficile, ma che se svolto adeguatamente consente di accogliere e dare ospitalità all’interno delle diverse équipe alle differenti storie personali che anno dopo anno si presentano per imparare a conoscere, comprendere ed abitare la fragilità in tutti i suoi aspetti, da quelli più gravi alle forme più lievi; è la chiave per potersi orientare verso una dimensione narrativa che consente di riconoscere le modalità privilegiate da ognuno nel costruire conoscenza, di ascoltare le modalità di racconto personali, di scoprire le modalità di raccontare e raccontarsi dell’altro. L’insegnante di sostegno non può comprendere e/o SO-STARE in questi contesti da solo ma ogni sua azione deve essere sostenuta dalle équipe di riferimento in cui l’alunno con disabilità è inserito. Solo così la sua azione sarà efficace ed appropriata e solo così il progetto di vita dell’alunno potrà essere significativo. Inoltre progettare significa costruire il significato di quello che si sta facendo, significa mettere in gioco emozioni forti in quanto è un’attività simbolica e non tangibile, non lineare per causa ed effetto, ma che viaggia per approssimazione con rielaborazioni continue. Si tratta di un processo di ricerca- azione, un’indagine cooperativa in cui esplorare e ri- esplorare possibili orizzonti condivisi; una AZIONE SOCIALE, quindi, che bisogna condividere con qualcuno per renderla più efficace. Per questo le condivisioni all’interno delle equipe sono fondamentali.
Siamo parte danzante di una più ampia danza di parti interagenti. (G. Bateson) L’organizzazione per l’integrazionePREMESSA In Italia si può certamente affermare che la fase dell’inserimento scolastico di tutti gli alunni diversamente abili si sia conclusa con successo: nelle nostre scuole, a partire da quelle per l’infanzia, gli studenti diversamente abili frequentano normalmente e nessuno o quasi se ne meraviglia più. Questo non significa però che questi alunni siano normalmente integrati. In un mondo dove tutto è diventato più rapido e complesso, la valorizzazione delle risorse umane passa attraverso una condizione di agio e, nello specifico scolastico, attraverso lo stare bene nella classe, il sentirsi inclusi e parte attiva di una comunità educante. Nella costruzione di questo clima scolastico positivo ed inclusivo, un’attenzione particolare va riservata a chi è più debole e fragile degli altri: gli alunni diversamente abili. Questo concetto di inclusione (l’entrare in un gruppo alla pari degli altri mantenendo le proprie peculiarità ed identità) richiama subito altri due concetti, quello di normalità e quello di specialità. Normalità, che risponde al bisogno di appartenenza, di sentirsi considerati e trattati alla stessa stregua degli altri (in modo conforme alle regole che valgono per l’intero gruppo) Specialità, che risponde al bisogno di identità, di sentirsi diversi dagli altri, con caratteristiche proprie che rendono unico un soggetto rispetto ad un altro. Prima di proseguire mi pare necessario delineare alcune coordinate attorno alle quali si muove il mio intervento educativo, in quanto ritengo possano essere utili per poi valutare i contenuti emersi dalla ricerca. Integrazione per me significa crescere insieme, una crescita personale e sociale nella scoperta comune di modi più evoluti di vivere, nell’invenzione di più efficaci forme di relazione e di comunicazione, nella complementarietà dei contributi di ognuno alla ricerca ed alla attività da svolgere insieme. L’integrazione è un processo, una progettualità che organizza le situazioni, modula le relazioni, fornisce stimoli, provoca comportamenti. Il processo di integrazione impegna la scuola a fare cultura e definirsi nel confronto. L’integrazione rompe lo schema della relazione insegnamento/apprendimento sul piano del potere, dell’autorità e delle regole perché tutti hanno cose da imparare e cose da insegnare; pur nella differenziazione dei ruoli, le responsabilità sono reciproche. Dall’integrazione all’inclusioneLa differenziazione culturale e terminologica fra INTEGRAZIONE ED INCLUSIONE, ha preso campo solo ultimamente ed è al centro di un dibattito molto serrato fra i diversi orientamenti. In Italia l’analisi e l’attenzione viene rivolta in particolare all’integrazione scolastica del disabile; in altre realtà, soprattutto in ambito anglosassone, l’attenzione si allarga ai bisogni speciali (special needs), che, oltre ai disabili, comprendono alunni che non hanno deficit, e a quell’inclusione il cui obiettivo è quello di abbattere tutte le barriere che impediscono la partecipazione e l’apprendimento di tutti gli allievi. Uno dei primi a parlare di "inclusione" nel 1997 è stato, come al solito, Andrea Canevaro, che nel 1997 al Convegno sull’integrazione scolastica organizzato dalla Erikson a Rimini sosteneva che l’integrazione: " è strettamente connessa a integra, che richiama uno stato di completezza, una condizione intatta Le ragioni per proporre inclusione indicano che è possibile pensare a un processo che coinvolge tutti i soggetti, partiamo dal presupposto che tutti sono incompleti e hanno bisogno di completarsi integrando elementi che non avevano " L’approccio dei bisogni educativi speciali, poi, allarga la riflessione e l’intervento a tutti quegli alunni che, pur non avendo una certificazione di disabilità, incontrano difficoltà nel corso del processo di apprendimento: " Secondo questo approccio non sono solo gli alunni disabili che necessitano di interventi speciali.: in questa prospettiva ciò che è importante non è il deficit, ma il bisogno manifestato dall’alunno"[2]. Il tema dell’inclusione tende, infatti, a superare lo stretto riferimento alle persone con disabilità o DSA o svantaggi di tipo socio- economico- culturale a favore di una prospettiva delle abilità differenti in cui le differenze sono alla base del processo di insegnamento <-> apprendimento. Solo in questo caso il concetto di abilità differenti mette in crisi la dicotomia normalità/ anormalità, in quanto assume la differenza come situazione quotidiana, normale, come condizione ordinaria in cui si colloca l’esperienza di vita. Si aprono così nuove prospettive: -) le disabilità non sono le differenze, ma ne rappresentano un aspetto: infatti queste costituiscono la normalità del vivere e ne definiscono l’essenza rappresentando l’interfaccia tra l’altro da noi e l’altro di noi. -) le differenze "in quanto abilità di riorganizzazione non banale di ogni sistema vivente evolutivo e quindi condizione di vita di ciascuno, non sono sottoponibili a dispositivi di cattura concettuali, metodologici tendenti a collocarle in un paesaggio patologico, premessa paradossale per una pratica sociale alienante"[3] -) Il concetto di differenza non porta a negare le specificità che, al contrario, assumono un ruolo anche sociale in funzione del loro riconoscimento. -) il paradigma delle differenze mette in scacco il concetto di integrazione. Da qui il passaggio a quello di inclusione che ha come elementi centrali i temi dei diritti e della cittadinanza. Docente di sostegnoCome già affermato nella premessa, pensare alla dimensione narrativa come chiave di lettura del lavoro del docente di sostegno permette la legittimazione di spazi di ricerca e di possibile realizzazione di nuovi racconti individuali e collettivi, all’interno di uno specifico contesto educativo. Educare significa, infatti, condurre fuori (ex ducere), e indica la fatica di "tirar fuori", di dar origine a racconti che sono nel "soggetto" potenziali, ma che devono e possono essere, diversamente modulati e ri-modulati in funzione della specificità e degli incontri che si pongono lungo il percorso di strutturazione dell’identità da parte di ciascuno. Ciò che emerge in ogni incontro diventa frutto dell’incontro stesso, ma anche espressione di specificità, novità da cui far ripartire un nuovo cammino di scoperta. Il contributo dell’approccio narrativo alla comprensione e definizione della funzione educativa rappresenta l’esplicitazione di una dimensione iscritta nell’idea stessa di relazione educativa, e che si caratterizza come avvicinamento, rapporto, incontro con situazioni, casi, problemi costantemente nuovi e che, quindi, sollecitano nuove risposte. Per chi si trova a svolgere la funzione di educatore o di insegnante l’attenzione alla propria capacità di ascoltare storie e di narrarle rinvia alla possibilità di inserirsi nelle storie di cui è temporaneamente e parzialmente co-autore e di scoprire al loro interno segni e segnali che possano essere occasioni per nuove narrazioni e diverse evoluzioni. Raccogliere e produrre segni tramite l’ascolto e l’incontro con la storia dell’altro significa costruire nuovi percorsi che consentano al soggetto di aprirsi a nuovi ed ulteriori orizzonti di ricerca e di pensiero. L’assunzione della prospettiva narrativa nel processo educativo propone la specificità del lavoro educativo stesso come caratterizzata da una costante ricerca di significati, dalla costruzione di storie negoziate, dalla condivisione di senso e dalla instancabile ri-lettura e ri-visitazione di eventi e esperienze. Questa sorta di racconto congiunto o co-costruito che può verificarsi nell’operare educativo richiede una continua rilettura e rivisitazione del senso del sapere costruito in modo tale da riproporre il dialogo tra pensiero paradigmatico e pensiero narrativo di cui si è già detto in precedenza. Questo ancoraggio e ri-sollecitazione del sapere costruito è importante soprattutto nei confronti di un alunno con disabilità. Con questo tipo di persone è infatti particolarmente importante sollecitare nuove e diverse modalità di racconto che possono nascere da un rinnovato ascolto che permetta l’emergere di significati meno noti, di percorsi o indizi trascurati che rendano possibili nuove letture. La narrazione diviene così una risorsa in quanto strumento in grado di proporre, anche nella grave disabilità, nuovi e diversi percorsi di sviluppo per ri-comporre i frammenti delle esperienze pregresse, degli incontri avvenuti e negoziare nuovi possibili significati che consentano di ri-tradurre la storia del soggetto e ri-proporla non come definitiva, ma come una delle possibili narrazioni generate in un incontro e in una situazione contestuale specifica. Le fasi del progetto di vita
Le finalità* Formare ed orientare la persona nella sua totalità (educativo, didattico, relazionale, affettivo, sociale). * Capacità di esprimere i propri desideri e bisogni all’interno di un gruppo * Rendere l’individuo autonomo, capace di costruire relazioni significative all’interno di un gruppo, di compiere scelte, di esprimere le proprie capacità, di acquisire le competenze, di acquisire fiducia e stima in se stesso, di sentirsi parte integrante ed interagente all’interno di un gruppo.
APPRENDIMENTO COMUNICAZIONE RELAZIONI SOCIALIZZAZIONE AUTONOMIA Orientamento alunni con disabilitaàPremessa Nel corso degli anni la visione della disabilità è mutata notevolmente e, solo recentemente, si è cominciato a considerarla come una delle forme di identità che compongono il nostro vivere sociale. In questa prospettiva la persona con disabilità, pur con grosse distanze da un’idea di normalità socialmente accettata, ha una sua organizzazione nel rapporto con la realtà, e quindi esprime una propria identità specifica. Si parla di biografie nella disabilità, ovvero della possibilità per le persone con disabilità di esprimere bisogni, risorse, potenzialità soggettive specifiche, di vivere in una sfera relazionale in cui si possano costruire legami di reciprocità intense, di accedere ad un percorso o progetto di vita che consenta la crescita ed il miglioramento del proprio benessere. E’ significativo, cioè, vivere una propria storia personale fatta di scelte, desideri, errori, pur in una situazione di fragilità strutturale e di dipendenza. Si tratta di una prospettiva basata su 3 aspetti fondamentali:
In sintesi si tratta di un modo di pensare all’handicap che pone al centro del suo pensiero l’idea, spesso negata a chi è visto come diverso e con gravi compromissioni, che le persone con disabilità abbiano le competenze e possano affermare la propria identità.
La scuolaLa scuola può e deve dare spazio a queste affermazioni identitarie con un progetto sull’orientamento sensibile alle differenze dei singoli soggetti. La scuola è il luogo dell’osservazione dei bisogni dell’alunno, dell’apprendimento di abilità, del potenziamento della comunicazione, dell’acquisizione di sicurezza e di conoscenza di sé, che consentano di affrontare situazioni sempre nuove e complesse. L’uscita dallo stereotipo di una scuola autoreferenziale e i continui cambiamenti istituzionali e legislativi (L.328, L53), pongono inevitabilmente questioni rilevanti rispetto alla gestione di situazioni delicate e caratterizzate da estrema fragilità come l’orientamento degli alunni con disabilità. Questa nuova visione dell’azione orientativa richiede che la scuola stessa sia in grado di governare il cambiamento verso un ruolo maggiormente consapevole e complesso caratterizzato da aperture verso l’esterno per costruire relazioni significative con gli altri enti coinvolti nella rete, in grado di promuovere contesti relazionali significativi, dinamici e flessibili ed in grado di costruire sistemi capaci di stabilire inter- relazioni con gli altri sistemi. La scuola è inserita in un contesto e quindi sensibile alle sue valenze "reticolari", e sensibile alle provocazioni degli "imprevisti" che da queste diversità possono emergere. Il Progetto di VitaE’ in questa ottica che si parla sempre più spesso di progetto di vita. I consigli di classe, e gli insegnanti per poter gestire correttamente ed efficacemente il percorso di orientamento devono monitorare con continuità le diverse situazioni e ipotizzare percorsi possibili da condividere con le famiglie, con gli enti locali, con i servizi e le scuole del territorio. La scuola deve così assumere un ruolo attivo, responsabile e propositivo e co-costruire con le risorse presenti sul territorio quelle inter- retro- azioni al fine di realizzare compiutamente, percorsi di vita possibili, biografie personali e significative. Il percorso di OrientamentoSi tratta di un percorso condiviso e co-costruito per formulare ipotesi rispetto all’integrazione sociale del disabile. Operativamente, poi, è il consiglio di classe o equipe pedagogica, che dopo aver terminato le fasi di, accoglienza, osservazione, raccolta di informazioni, e aggiornamento costante del fascicolo personale (PDF e PEI), ha il compito di: - Elaborare ipotesi sulla base della conoscenza dell’alunno e delle risorse che offre il territorio. - Confrontarsi con terapeuti o specialisti che seguono l’alunno - Confrontarsi e condividere la scelta con le famiglie - Ridefinire modificare o sostituire le ipotesi, se necessario - Attivare contatti con le agenzie formative che riceveranno gli alunni - Definire e ri- definire il PEI in funzione delle ipotesi concordate - Realizzare forme di conoscenza tra gli alunni e le agenzie che li accoglieranno (progetto ponte, reinserimento etc.) - Curare la redazione e trasmissione della documentazione necessaria all’agenzia formativa che accoglierà gli alunni. Le fasi per l’orientamento degli alunni disabiliSi farà riferimento al protocollo d’intesa esistente con il comune di Bergamo che prevede le fasi seguenti Classe 2° Scuola secondaria di primo grado
Classe 3° Scuola secondaria di primo grado
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LE FUNZIONI STRUMENTALI DI ISTITUTO
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PIANO DI FORMAZIONE E AGGIORNAMENTOL’Istituto Comprensivo indirizzerà le risorse per l’aggiornamento con riguardo all’integrazione degli alunni diversamente abili, alla progettazione per competenze, alla valutazione delle competenze, alla didattica laboratoriale e la didattica della matematica e alla didattica multimediale (LIM)
REGOLAMENTII presenti regolamenti costituiscono riferimento e norma per il personale, per gli alunni, per l’utenza in genere dell’Istituto e hanno validità per tutti i plessi dell’Istituto.
· Regolamento Mensa · Regolamento per la disciplina degli incarichi esperti esterni
ORGANI COLLEGIALI1. Convocazione1. L'iniziativa della convocazione di
un organo collegiale è esercitata dal presidente dell’organo collegiale stesso
o da un terzo dei suoi componenti. 4. Le riunioni devono avvenire in ore non coincidenti con l’orario delle lezioni. 5. Le sedute del consiglio di istituto sono aperte a tutti i componenti della scuola iscritti negli elenchi elettorali dell’istituto senza diritto di parola odi voto. 2. Validità sedute1. La seduta si apre all’ora indicata
nell’avviso di convocazione e diventa valida a tutti gli effetti con la
presenza di almeno la metà più uno dei componenti in carica. 3. Discussione ordine del giorno1. Il presidente individua tra i
membri dell’organo collegiale il segretario della seduta, fatta eccezione per i
casi in cui il segretario è individuato per legge. 4. Mozione d'ordine1. Prima della discussione di un
argomento all’ordine del giorno, ogni membro presente alla seduta può
presentare una mozione d'ordine per il non svolgimento della predetta
discussione ("questione pregiudiziale") oppure perché la discussione
dell’argomento stesso sia rinviata ("questione sospensiva"). La
questione sospensiva può essere posta anche durante la discussione. 5. Diritto di intervento1. Tutti i membri dell’organo collegiale, avuta la parola dal presidente, hanno diritto di intervenire, secondo l’ordine di iscrizione e per il tempo strettamente necessario, sugli argomenti in discussione. 2. Il presidente ha la facoltà di replicare agli oratori, quando sia posto in discussione il suo operato quale presidente e quando si contravvenga alle norme del presente regolamento. 6. Dichiarazione di voto1. Dopo che il presidente ha
dichiarato chiusa la discussione, possono aver luogo le dichiarazioni di voto,
con le quali i votanti possono, brevemente, esporre i motivi per i quali
voteranno a favore o contro il deliberando o i motivi per i quali si asterranno
dal voto. La dichiarazione di voto deve essere riportata nel verbale della
seduta. 7. Votazioni1. Le
votazioni si effettuano in modo palese per alzata di mano ovvero per appello
nominale ad alta voce, quando lo richiede il presidente. 4. La
votazione non può validamente avere luogo, se i componenti non si trovano in
numero legale. 8. Processo verbale1.
Nella prima parte del verbale si dà conto della legalità dell’adunanza (data,
ora e luogo della riunione, chi presiede, chi svolge la funzione di segretario,
l’avvenuta verifica del numero legale dei presenti, i nomi con relativa
qualifica dei presenti e degli assenti, questi ultimi se giustificati o no,
l’ordine del giorno). -
essere redatti direttamente sul registro; - se
prodotti con programmi informatici, essere rilegati per formare un registro le
cui pagine dovranno essere timbrate e vidimate dal dirigente scolastico. 9. Surroga di membri cessati1. Per la sostituzione dei membri
elettivi venuti a cessare per qualsiasi causa si procede secondo il disposto
dell’art. 22 del d.p.r. 416/74. 10. Decadenza1. I membri dell’organo collegiale
sono dichiarati decaduti quando perdono i requisiti per l’eleggibilità o non
intervengono per tre sedute successive senza giustificati motivi. 3. I consiglieri che non possono partecipare per giustificati motivi alla riunione del consiglio sono tenuti ad informare per iscritto o verbalmente la loro assenza alla dirigenza dell’istituto. 11. Dimissioni1. I componenti eletti dell’organo
collegiale possono dimettersi in qualsiasi momento. Le dimissioni sono date per
iscritto. è ammessa la forma orale solo quando le dimissioni vengono date
dinanzi all’organo collegiale. 12. Norme di funzionamento del consiglio dell’istituzione scolastica1. La prima convocazione del
consiglio d'istituto, immediatamente successiva alla nomina dei relativi membri
risultati eletti, è disposta dal dirigente scolastico. 13. Norme di funzionamento della giunta esecutiva del consiglio dell’istituzione scolastica1. Il consiglio d'istituto nella
prima seduta, dopo l’elezione del presidente, che assume immediatamente le sue
funzioni, elegge nel suo seno una giunta esecutiva composta da un docente, un
componente degli ata, due genitori, secondo modalità stabilite dal consiglio
stesso e con voto segreto.
3. Il collegio dei docenti, al fine
di rendere più agile e proficua la propria attività, può deliberare le nomine
di speciali commissioni di lavoro e/o di studio. 15. Norme di funzionamento del comitato per la valutazione del servizio degli insegnanti1. Il comitato per la valutazione del
servizio degli insegnanti è convocato dal dirigente scolastico: - ogni qualvolta se ne presenti la necessità. 16. Norme di funzionamento dei consigli di classe, interclasse, intersezione1. Il consiglio di classe è
presieduto dal dirigente scolastico o da un docente, suo delegato, membro del
consiglio ed è convocato, a seconda delle materie sulle quali deve deliberare,
con la presenza di tutte le componenti ovvero con la sola presenza dei docenti. 17. Norme di funzionamento dell’organo di garanzia1. L'Organo di Garanzia interno della scuola è composto
dal Dirigente Scolastico, che ne assume la presidenza, un docente, designato
dal Collegio dei Docenti, e due genitori, indicati dal Consiglio di Istituto
(uno per Terno e uno per Chignolo). Per la componente docenti e genitori è
prevista la nomina di un componente supplente che interviene in caso di
incompatibilità o dovere di astensione del componente titolare.
REGOLAMENTO ISCRIZIONIIl Consiglio di Istituto individua, i criteri di priorità per le iscrizioni in modo da determinare, nella massima trasparenza, coloro le cui istanze non potranno essere accettate in quanto eccedono il numero massimo di iscrizioni accoglibili in relazione alla capienza dell’istituto, come previsto dal D. M. 18/12/75, dal Decreto del Ministero dell’Interno del 26/08/92, dal D.Lgs. 626/94, dal D.M. n. 331 del 24 luglio 1998, dal D.M. n. 141 del 3 giugno 1999 che stabiliscono i criteri per determinare la capienza di ciascuna classe. Per quanto riguarda l’accoglimento degli alunni extracomunitari il Consiglio di istituto individua, con apposita delibera, i criteri di priorità per l’accoglimento delle iscrizioni nel caso di domande in eccesso, a norma della Circolare Ministeriale 2/10, individuando il numero degli alunni stranieri che frequentano le classi prime della scuola primaria e secondaria di I° che non può eccedere il 30% del numero degli iscritti in ciascuna classe; lo stesso limite vale per gli iscritti al primo anno della scuola dell’infanzia. Pertanto, per assicurare il rispetto di detto limite nella formazione delle classi, l’Istituto non potrà accettare iscrizioni di alunni stranieri ai primi anni di corso in numero superiore al 30% del totale degli alunni in ingresso. Deroghe in aumento o in diminuzione rispetto al limite del 30% potranno essere autorizzate dall’Ufficio scolastico regionale in casi eccezionali, debitamente documentati, secondo quanto previsto dalla stessa C.M. 2/10. I genitori, entro settembre, versano la quota annuale relativa all’assicurazione integrativa o dichiarano, dietro presentazione di copia di assicurazione personale, di essere già assicurati. Per quanto concerne le spese previste per le visite d’istruzione e le gite di fine anno, i genitori possono versare le quote di partecipazione in concomitanza di ogni singola iniziativa o versare un contributo, comprendente anche la quota assicurativa, secondo le modalità previste dalla delibera che il C. di I. determina annualmente nel mese di giugno per l’anno scolastico successivo. A fine anno verrà chiusa la gestione del contributo e ai Genitori verrà data copia delle spese del proprio figlio; se la cifra versata non sarà sufficiente per coprire le spese, l’ I.C. ne chiederà l’ integrazione, se, invece, la cifra sarà in eccedenza, il genitore può decidere se essere rimborsato oppure considerare l’eccedenza quale acconto per l’anno successivo. REGOLAMENTO ISCRIZIONI SCUOLA DELL’INFANZIAL’art.7 comma 2 e 3 della L. n°133 del 6 Agosto 2008 stabilisce che: le sezioni di scuola dell’infanzia sono costituite di norma con un numero di bambini non inferiore a 18 e non superiore a 26. Il numero degli alunni frequentanti è determinato dalla normativa vigente in rapporto al numero massimo di affollamento. Specifica inoltre "le sezioni di scuola dell’infanzia che accolgono alunni con disabilità sono costituite di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica." L’iscrizione alla scuola dell’Infanzia è facoltativa e viene richiesta alla dirigenza dai genitori o da chi fa le veci, mediante modulo prestampato al quale deve essere allegato il modello per la scelta dell’insegnamento della religione cattolica o dell’attività alternativa. L’Istituto Comprensivo, informa tutte le famiglie del Comune, con bambini in età prescolare, sui tempi di iscrizione e la data termine iscrizione deve essere considerata vincolante. Possono iscriversi alla scuola d’infanzia i bambini che abbiano compiuto o compiano, entro il 31 dicembre 2010 i tre anni di età. Possono altresì essere iscritti, i bambini e le bambine che compiano i tre anni dopo il 31 dicembre 2010 e, comunque, entro il 30 aprile 2011. Al fine di garantire qualità pedagogica, flessibilità e specificità all’offerta educativa in coerenza con la particolare fascia di età interessata, l’ammissione dei bambini alla frequenza anticipata è condizionata, ai sensi dell’art. 2 comma 2 del Regolamento: alla disponibilità dei posti e all’esaurimento di eventuali liste di attesa; alla disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell’agibilità e funzionalità, tali da rispondere alle diverse esigenze dei bambini di età inferiore a tre anni; alla valutazione pedagogica e didattica, da parte del collegio dei docenti, dei tempi e delle modalità dell’accoglienza. Specifica inoltre "le sezioni di scuola dell’infanzia che accolgono alunni con disabilità sono costituite di norma, con non più di 20 alunni, purché sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica." L’Istituto Comprensivo, informa tutte le famiglie del Comune, con bambini in età prescolare, sui tempi di iscrizione e la data termine iscrizione deve essere considerata vincolante. Iscrizione bambini di tre anni al riposo pomeridianola Scuola d’Infanzia non può garantire, a priori, il riposo pomeridiano per tutti i bambini iscritti al primo anno, data la capienza dei due dormitori che non assicurano i normali livelli di sicurezza. Il servizio sarà organizzato: per i bambini i cui genitori dimostreranno, attraverso dichiarazione del datore di lavoro, di essere entrambi impegnati in attività lavorativa dalle ore 14.00 alle ore 16.00. Situazioni di disagio o difficoltà segnalate da Servizi sociali comunali. I bambini anticipatari potranno partecipare al riposo pomeridiano al compimento dei tre anni e sempre in base alla disponibilità di posti e secondo i sopracitati criteri. In relazione alla eventuale disponibilità si procede all’inserimento tenendo conto dell’età. Criteri per la formazione della graduatoria alunni residentiNel caso il numero delle iscrizioni sia superiore al numero dei posti disponibili saranno formate le liste d’attesa e seguiranno i seguenti criteri di priorità: 1) Residenza 2) Età anagrafica 3) Gli alunni, diversamente abili e residenti hanno diritto di precedenza assoluta sui nuovi iscritti a prescindere dall’età. 4) Alunni residenti che presentano situazioni personali e familiari particolari segnalate e documentate dai Servizi Socio Sanitari del Comune, a prescindere dall’età. Situazioni particolariPossono essere accolti eccezionalmente, pur avendo presentato domanda di iscrizione oltre il termine, con il seguente ordine di priorità:
Il loro accoglimento è però vincolato: A. dalla disponibilità di posti (ossia totale esaurimento della lista d’attesa, dei residenti iscritti nei termini previsti dalla legge che compiono i 3 anni entro il 31 dicembre). B. dall’età del soggetto che deve essere compatibile possibilmente con il gruppo sezione. Alunni non residenti1) I nuovi alunni portatori di handicap non residenti hanno diritto di precedenza sui bambini non residenti in relazione alla disponibilità numerica interna alle sezioni e senza che venga compromesso il diritto di precedenza dei bambini residenti già iscritti, con assistente educatore ove previsto a carico del comune di residenza. 2) Hanno diritto di precedenza i bambini non residenti di maggiore età (5, 4, 3 anni).Hanno diritto di precedenza i bambini non residenti che presentano situazioni familiari o personali particolari segnalate e documentate dai Servizi Socio-Sanitari di competenza. 3) Costituisce titolo di precedenza la frequenza di un fratello nella scuola. Hanno diritto di precedenza i bambini domiciliati ( i cui genitori lavorano nel Comune dove è situata la scuola) o con dimora temporanea ( custoditi da persona residente nel Comune) previa certificazione. 4) Per i domiciliati è necessaria la dichiarazione dal datore di lavoro che attesti la condizione sopra descritta; per la dimora temporanea è necessaria una dichiarazione di colui che ha in custodia il bambini. Iscrizioni anticipatariPer lanno scolastico 2010/11 la circolare n°4 del 15 Gennaio 2010 dice "possono essere iscritti alla scuola dell’infanzia le bambini e i bambini che abbiano compiuto o compiano entro il 31 Dicembre 2010, il terzo anno di età; possono, altresì chiedere l’iscrizione alla scuola dell’infanzia le famiglie le cui bambine e i cui bambini compiano 3 anni di età entro il 30 Aprile. Per questi ultimi, l’ammissione alla frequenza, sentiti i competenti organi collegiali, può essere disposta alle seguenti condizioni: 1) Disponibilità di posti;Accertamento dell’avvenuto esaurimento di eventuali liste di attesa; 2) Disponibilità di locali e dotazioni idonei sotto il profilo dell’agibilità e della funzionalità tali da rispondere alle specifiche esigenze dei bambini di età inferiore a tre anni; 3) Valutazione pedagogica e didattica da parte del Collegio dei Docenti dei tempi e delle modalità dell’accoglienza. I bambini anticipatari potrebbero l’anno scolastico successivo essere spostati dalla sezione di appartenenza per essere accolti con i pari di età. Per gli anni successivi si dovrà fare riferimento alle nuove circolari emanate dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Criteri per la formazione delle sezioniLe sezioni della scuola dell’Infanzia sono costituite di norma da un numero massimo di 25 bambini iscritti. Il numero massimo degli alunni frequentanti è stabilito dalle normative vigenti in rapporto al numero massimo di affollamento. Il numero minimo dei bambini iscritti per ogni sezione è fissato in 15 unità. I suddetti limiti sono ridotti rispettivamente a 20 e a 10 unità per le sezioni che accolgono bambini portatori di handicap. Preso atto della graduatoria definitiva dei bambini iscritti alla scuola dell’infanzia, dopo aver analizzato la realtà della nostra scuola, si procede alla formazione delle sezioni tenendo conto dei seguenti criteri:
Orario scolasticoEntrata: dalle 8,30 alle 9,15 Uscita: dalle 16,10 alle 16,30 Dalle ore 13,10 alle ore 13,30 possono essere ritirati quei bambini che per motivi di famiglia o di carattere personale devono lasciare la scuola anticipatamente , previo avviso alle insegnanti e dichiarazione scritta. Il minore può essere affidato solo ai genitori o ad un loro sostituto di età non inferiore ai 18 anni, purché munito di delega scritta. I genitori i cui bambini usufruiscono del pulmino devono essere presenti all’arrivo dello stesso. Per motivi di sicurezza non saranno accolti i bambini che arrivano a scuola oltre le ore 9,15. Criteri generali per la formazione classi▪ comportamentale; ▪ distribuzione equa dei casi particolari dal punto di vista relazionale comportamentale; ▪ distribuzione equa dei casi problematici dal punto di vista dell’apprendimento; ▪ distribuzione equa di casi di alunni diversamente abili; ▪ distribuzione equi-eterogenea degli alunni tenendo presente la fascia livello (Alta - Media - Bassa), il sesso e, per quanto possibile, le richieste dei genitori; ▪ distribuzione degli eventuali alunni ripetenti; Alla presenza del dirigente e del presidente del Consiglio di Istituto si abbinerà, per sorteggio, il gruppo alla sezione. E’ opportuno considerare che sulla base delle ultime direttive ministeriali, il modello orario su cui progettare l’azione didattica dipende dalle scelte effettuate dai genitori.
Criteri per l’assegnazione dei docenti alle classi e alle sezioniL’assegnazione dei docenti alle classi è una forma di utilizzazione del personale effettuata dal Dirigente Scolastico nel rispetto del contratto decentrato nazionale sulla mobilità, della procedura prevista dall’art. 396 DLgs. 297/94, che prevede la definizione, da parte del Consiglio di Istituto sulla base delle proposte del Collegio dei docenti, dei criteri generali di assegnazione. Si individuano le seguenti priorità e articolazioni: ▪ garanzia della continuità didattica che, a seconda dei vari gradi di scuola, assume aspetti diversi e precisamente: - nella scuola d'Infanzia, continuità su sezione - nella scuola Primaria, continuità sulla classe ed ambiti - nella scuola Secondaria di primo grado, continuità su classe ▪ mobilità volontaria a domanda, secondo i seguenti criteri: - copertura di cattedra resasi vacante o di nuova istituzione; in caso di più domande si dà precedenza in base all’anzianità di servizio ed alla specifica professionalità già acquisita nella tipologia di cattedra -richiesta motivata di assegnazione ad altra classe, interrompendo la continuità didattica, finalizzata ad un miglioramento della qualità del servizio Il D.S., in situazioni particolari ed eccezionali, valuterà, sentito il parere non vincolante delle R.S.U., diversi criteri di assegnazioni. Assegnazioni ai plessiL’assegnazione dei docenti a classi ubicate in plessi diversi e/o a sezioni staccate, avviene tenendo conto nell’ordine, dei seguenti criteri generali (per quanto attiene l’organico funzionale della scuola elementare): continuità didattica; anzianità di servizio; attuazione di progetti di scuola. Il D.S., in situazioni particolari ed eccezionali, valuterà, sentito il parere non vincolante delle R.S.U., diversi criteri di assegnazioni
REGOLAMENTO ISCRIZIONI SCUOLA PRIMARIA e SECONDARIAFormazione delle classi prime scuola primaria
L’introduzione della nuova normativa del decreto legislativo 135/08, affidando ai genitori la scelta del tipo di scuola da far frequentare ai figli, di fatto, limita la possibilità di creare gruppi classe che rispettino il criterio della omogeneità. Le classi verranno formate nel mese di giugno, al termine delle attività didattiche, dalla Commissione Continuità allargata, se possibile, ai docenti delle future classi prime e a quelli della scuola dell’infanzia per il necessario passaggio delle informazioni. La formazione della tipologia della classe (settimana corta o lunga) sarà soggetta al raggiungimento del numero minimo previsto dalla vigente normativa. Formazione delle classi prime scuola secondaria
▪ Formazione delle classi prime Scuola Secondaria di 1° grado La formazione delle classi prime segue un criterio che prevede una duplicità di interventi. Il primo, di carattere descrittivo della personalità degli alunni, si basa sull’ utilizzazione delle informazioni delle maestre titolari delle classi quinte in uscita (Commissione continuità); il secondo, di carattere analitico delle loro reali capacità, riguarda la somministrazione di batterie di test di valutazione delle abilità in L1, L2 e Matematica.( prove Invalsi). Ai risultati di queste due operazioni saranno applicati i criteri d’Istituto esposti in apertura e la loro sintesi porterà alla formazione dei gruppi-classe a cui sarà attribuito, per sorteggio, il corso di appartenenza. A settembre, prima dell’inizio dell’anno scolastico, in questi gruppi verranno inseriti gli esterni, sulla base delle informazioni deducibili dalle schede di valutazione. ▪ Iscrizioni classe prima Scuola Secondaria di 1° grado sezione musicale Secondo il decreto ministeriale per accedere alla classe prima della scuola sec.1° gr. ad indirizzo musicale gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Terno d'Isola e/o di altri Istituti devono sostenere delle prove orientativo-attitudinali e di capacità logica a seguito delle quali i candidati avranno indicazioni circa l’opportunità di frequentare un corso ad indirizzo musicale e l’indicazioni sullo strumento a cui dedicarsi. La prova orientativo-attitudinale tende ad accertare attitudini e capacità come: l’immaginazione e la percezione dei suoni, l’intonazione e il senso ritmico, la predisposizione fisica allo strumento ed il grado di maturazione logico-astrattiva e psicomotoria. Al momento dell’iscrizione il genitore indica il grado di preferenza in riferimento agli strumenti musicali proposti. L’opzione ha valore indicativo, perché la scelta definitiva verrà effettuata dalla commissione in base alle attitudini specifiche dei ragazzi. L’iscrizione terrà conto della graduatoria formulata da specifica commissione; in caso di rinuncia sarà possibile l’integrazione di ulteriori alunni se dichiarati, comunque, idonei.
Regolamento assegnazione docenti a classi e plessiL’assegnazione dei docenti alle classi è una forma di utilizzazione del personale effettuata dal Dirigente Scolastico nel rispetto del contratto decentrato nazionale sulla mobilità, della procedura prevista dall’art. 396 DLgs. 297/94, che prevede la definizione, da parte del Consiglio di Istituto sulla base delle proposte del Collegio dei docenti, dei criteri generali di assegnazione. Si individuano le seguenti priorità e articolazioni: ▪ garanzia della continuità didattica che, a seconda dei vari gradi di scuola, assume aspetti diversi e precisamente: - nella scuola d'infanzia, continuità su sezione - nella scuola Primaria, continuità su team ed ambiti - nella scuola Secondaria di primo grado, continuità su classe, sulla quale si è svolto negli anni precedenti attività didattica, fatte salve le situazioni particolari ed eccezionali valutate dal D.S. ▪ mobilità volontaria a domanda, secondo i seguenti criteri: - copertura di cattedra resasi vacante o di nuova istituzione; in caso di più domande si dà precedenza in base all’anzianità di servizio ed alla specifica professionalità già acquisita nella tipologia di cattedra ▪ richiesta motivata di assegnazione ad altra classe, interrompendo la continuità didattica, finalizzata ad un miglioramento della qualità del servizio Assegnazioni a plessiL’assegnazione dei docenti alle classi ubicate in plessi, sezioni staccate, avviene tenendo conto nell’ordine, dei seguenti criteri generali (per quanto attiene l’organico funzionale della scuola primaria): continuità didattica; attuazione di progetti di scuola; anzianità di servizio. Il dirigente scolastico, comunque, informate le R.S.U., dispone l’assegnazione dei docenti alle classi o ai plessi a suo insindacabile giudizio per casi necessari.
REGOLAMENTO ALUNNI1. Ingresso e accoglienza1. Gli alunni devono arrivare puntualmente a scuola dove sono accolti dai docenti a seconda delle disposizioni previste nei singoli plessi ed emanate con specifiche circolari ad inizio anno scolastico. 2. Comunicazioni scuola - famiglia1. Gli alunni devono portare quotidianamente il diario scolastico, per la scuola primaria, e il libretto personale, per la scuola secondaria, che rappresentano il mezzo di comunicazione costante tra scuola e famiglia. Rientrano nei doveri dei genitori controllare il diario, le lezioni assegnate, le eventuali annotazioni degli insegnanti, le comunicazioni della scuola e ad apporre la propria firma per presa visione. Il costo del libretto personale, in caso di smarrimento, sarà a carico della famiglia. 3. Ritardi - assenze1.
I ritardi verranno annotati sul registro di classe e dovranno essere
giustificati dai genitori il giorno successivo, tramite il diario o il libretto
personale. 4. Uscite anticipate1. Non è consentito agli alunni di uscire dall’edificio scolastico prima del termine delle lezioni. In caso di necessità i genitori dovranno preventivamente avvertire la scuola tramite richiesta scritta sul diario o sul libretto e prelevare personalmente, a scuola, lo studente (o delegare per iscritto un'altra persona maggiorenne che dovrà essere munita di documento di riconoscimento). 5. Esoneri1. Gli alunni che per motivi di
salute non potranno seguire le lezioni di educazione fisica, dovranno
presentare al dirigente scolastico la domanda di esonero firmata dal genitore e
corredato di relativo certificato medico. 6. Assistenza e vigilanza in orario scolastico1.
Gli alunni possono lasciare l’aula per recarsi ai servizi igienici uno per
volta per ciascuna classe. Non è consentito utilizzare gli alunni per svolgere
incarichi relativi al funzionamento scolastico (fotocopie, recupero materiale,
ecc.) cui è destinato il personale ausiliario. 3. Durante gli intervalli sia all’interno dell’edificio sia nei vari cortili, gli alunni dovranno seguire le indicazioni degli insegnanti preposti all’assistenza secondo le regole vigenti nei diversi plessi dell’istituto in modo da evitare ogni occasione di rischio e di pericolo. 4. Non è consentito utilizzare i servizi igienici subito prima o dopo l’intervallo, se non in casi eccezionali valutati dal docente di classe. 7. Norme di comportamento1.
Gli alunni sono tenuti ad
avere nei confronti del Dirigente Scolastico, di tutto il personale e dei
compagni, lo stesso rispetto, anche formale, consono ad una convivenza civile.
Sono inoltre tenuti a rispettare il lavoro e a seguire le indicazioni dei
collaboratori scolastici che assicurano, con i docenti, il buon funzionamento
della scuola ed in alcuni momenti possono essere incaricati della sorveglianza
di una classe o di un gruppo di alunni. Frequenza scolasticaIn linea con quanto previsto dal dettato costituzionale che ritiene quello dell’istruzione un "Diritto-Dovere "di ogni cittadino, l’orientamento della normativa nazionale tende a prevenire i fenomeni di dispersione scolastica e ad assicurare la realizzazione del servizio di istruzione e formazione per ciascuno. In tale ottica essa si connota come strumento di promozione del successo scolastico e formativo e, allo stesso tempo, come uno strumento di coesione sociale. Le attività didattiche proposte sono rivolte alla prevenzione e al contrasto del disagio e dell’emarginazione giovanile, alla lotta alla dispersione scolastica - anche attraverso l’integrazione degli alunni delle aree a rischio di devianza sociale - attraverso l’accoglienza e l’alfabetizzazione degli alunni stranieri. La frequenza minima prevista dall’ordinamento vigente, tale da garantire il raggiungimento degli obiettivi utili al passaggio alla classe superiore, è di un numero di giorni pari ad 3/4 del totale del calendario nazionale. Tuttavia in situazioni particolari dovute ad impedimento per malattia o a gravi disagi socio-culturali del discente, il Consiglio d’Istituto, in deroga alla normativa nazionale, ha stabilito che i criteri per l’ammissione alla classe successiva, ovvero agli esami di licenza media, possano essere emendati della loro rigidità se integrati da adeguata documentazione quale: Certificazione ASL; Certificazione dei servizi di assistenza sociale del Comune; Certificazione medica Doveri degli studentiNell’accompagnare l’alunno lungo il
suo processo di crescita, l’I.C. "C.Albisetti non dimentica che parte
essenziale della sua missione è quella di porre le basi del futuro cittadino.
Ne consegue che il momento educativo e quello formativo, viaggino in sintonia
su binari paralleli, poiché è la persona corretta e responsabile quella su cui
è possibile impiantare l’innesto dell’impegno scolastico, della partecipazione
civile e della progettualità sociale. A tal fine l’I.C. ha stilato un
vademecum sui comportamenti da tenere in ambito scolastico, e non solo, per il
cui rispetto la scuola chiede una fattiva e convinta collaborazione delle
famiglie poiché solo e soltanto dalla sinergia di queste due agenzie educative
potrà scaturire il successo, non solo scolastico, dei ragazzi. Quello che essi
sono chiamati ad osservare non è una ferrea disciplina da caserma ma
semplici regole che, se rispettate da tutti, contribuiranno allo svolgimento
armonico, sereno e proficuo della vita
scolastica. Pertanto
si chiede agli alunni
di:
▪ Partecipare
con serietà e responsabilità a tutte le attività che la scuola propone e che
hanno lo scopo di arricchire il bagaglio culturale ed educare alla convivenza
civile. Se per l’acquisizione di tali stili comportamentali si farà affidamento allo strumento dialettico della persuasione, sarà viceversa soggetto a sanzioni di gravità adeguata alla scorrettezza commessa: ▪
con atteggiamenti non consoni al luogo e al contesto.
le disposizioni organizzative e di sicurezza del regolamento di Istituto arrecando con ciò danni al patrimonio
scolastico.
Diritti degli studentiDal testo dello "statuto degli studenti" approvato in via definitiva il 29/05/1998 dal Consiglio dei Ministri. Art 1 (Vita della comunità scolastica) La scuola è luogo di formazione e d’educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca e d’esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e con i principi generali dell’ordinamento italiano. La comunità scolastica, interagendo con la più vasta comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l’educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell’identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento d’obiettivi culturali e professionali adeguati all’evoluzione delle conoscenze e all’inserimento nella vita attiva. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà d’opinione ed espressione, sulla libertà religiosa, sul rispetto reciproco di tutte le persone che compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio d’ogni barriera ideologica, sociale e culturale.
Art. 2 (Diritti) Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l’orientamento, l’identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell’apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso un’adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste e di sviluppare temi liberamente scelti. La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza. L’alunno ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola. Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento d’Istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo. Lo studente ha inoltre diritto ad una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo d’autovalutazione che lo conduca ad individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento. Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull’organizzazione della scuola gli studenti, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione; analogamente negli stessi casi e con le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola o i loro genitori.
Gli studenti hanno diritto alla libertà d’apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di scelta tra le attività culturali integrative e tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola. Le attività didattiche curriculari e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e modalità che tengono conto dei ritmi d’apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti. Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all’accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione d’attività interculturali. La scuola s’impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare: un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità; offerte formative aggiuntive e integrative; iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica; la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti, anche con handicap; la disponibilità di un adeguata strumentazione tecnologica; servizi di sostegno e promozione della salute e d’assistenza psicologica.
Art. 3 (Doveri) Gli studenti sono tenuti a: frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente gli impegni di studio; avere nei confronti del capo d’istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi; nell’esercizio dei loro diritti e nell’adempimento dei loro doveri gli studenti, a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui all’art.1.; osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti; utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola. Inoltre gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l’ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola.
Art. 4 (Disciplina) I regolamenti delle singole istituzioni scolastiche individuano i comportamenti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati all’art. 3, al corretto svolgimento dei rapporti all’interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche d’ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, secondo i criteri di seguito indicati. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all’interno della comunità scolastica. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione d’opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica. Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono sempre adottati da un organo collegiale. Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori a quindici giorni. Nei periodi d’allontanamento deve essere previsto, per quanto possibile, un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica. L’allontanamento dello studente dalla comunità può essere disposto anche quando siano stati commessi reati o vi sia pericolo per l’incolumità delle persone. In tal caso la durata dell’allontanamento è commisurata alla gravità del reato al permanere della situazione di pericolo. Si applica per quanto possibile il disposto del comma 8. Per i casi particolari si fa riferimento al regolamento di Istituto. Art. 5 (Impugnazioni) Per l’irrogazione delle sanzioni di cui all’art. 4, comma 7, e per relativi ricorsi si applicano le disposizioni di cui all’art. 328, commi 2 e 4, del decreto 16 aprile 1994, n.297. Contro le sanzioni disciplinari diverse da quelle di cui al comma 1 è ammesso il ricorso, da parte degli studenti nella scuola secondaria superiore e da parte dei genitori nella scuola media, entro 15 giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola, istituto e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte almeno un rappresentante degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola media. L’organo di garanzia di cui al comma 2 decide, su richiesta degli studenti della scuola secondaria superiore o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all’interno della scuola in merito all’applicazione del presente regolamento. Il dirigente dell’Amministrazione scolastica periferica decide in via definitiva sui reclami proposti dagli studenti della scuola secondaria superiore o da chiunque abbia interesse, contro le violazioni del presente regolamento, anche sui contenuti nei regolamenti degli istituti. La decisione è assunta previo parere vincolante di un organo di garanzia, composto per la scuola secondaria superiore da due studenti designati dalla consulta provinciale, e presieduto da una persona d’elevate qualità morali e civili nominata dal dirigente dell’Amministrazione scolastica periferica. Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri due genitori.
Art. 6 (Disposizioni finali) I regolamenti delle scuole e la carta servizi previsti dalle disposizioni vigenti in materia sono adottati o modificati previa consultazione degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola media. Il presente regolamento e i documenti fondamentali d’ogni singola istituzione scolastica sono pubblicati sul sito della Scuola.
REGOLAMENTO DOCENTI1. Ingresso e accoglienza1. I docenti devono accogliere gli alunni, trovandosi nel luogo predisposto secondo i regolamenti dei singoli plessi, almeno cinque minuti prima dell’inizio delle lezioni. 2. Compilazione registri1. Il docente della prima ora deve
segnalare sul registro di classe gli alunni assenti, controllare quelli dei
giorni precedenti e segnare l’avvenuta o la mancata giustificazione (scuola
primaria e secondaria). Il docente, qualora un alunno dopo tre giorni dal
rientro continui ad essere sprovvisto di giustificazione, segnalerà il
nominativo al dirigente scolastico. 3. Assistenza e vigilanza in orario scolastico1. Durante l’attività didattica la
classe non può essere abbandonata per alcun motivo dal docente titolare se non
in presenza di un altro docente o di un collaboratore scolastico che svolga
attività di vigilanza e, comunque, solo in caso di improrogabile necessità. 4. Norme di comportamento1. I docenti devono prendere visione
dei piani di sfollamento dei locali della scuola e devono sensibilizzare gli
alunni sulle tematiche della sicurezza. Devono inoltre conoscere le
fondamentali norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
GENITORI1. Patto educativo di corresponsabilità1. I genitori sono i responsabili più
diretti dell’educazione e dell’istruzione dei propri figli e pertanto hanno il
dovere di condividere con la scuola tale importante compito. 1.dagli articoli 12 e 15 del testo
unico del 16 aprile 1994, n.297. 4. Assemblea dei genitori del plesso1'assemblea di
plesso è presieduta da uno dei genitori, componenti il consiglio di interclasse,
intersezione, classe, eletto dall’assemblea. 4.5.'assemblea è valida qualunque sia il numero dei presenti. 6.78. 5. Assemblea dell’istituzione scolastica1.'assemblea
dell’istituzione scolastica è presieduta da uno dei genitori, componenti il
consiglio di istituto, il consiglio d'interclasse, intersezione, classe, eletto
dall’assemblea. 1.2.3.1. I laboratori e le aule speciali
sono assegnati dal Dirigente Scolastico all’inizio di ogni anno alla
responsabilità di un docente che svolge funzioni di subconsegnatario ed ha il
compito di mantenere una lista del materiale disponibile, tenere i registri del
laboratorio, curare il calendario d'accesso allo stesso, proporre interventi di
manutenzione, ripristino, sostituzione di attrezzature, ecc... 1. La scuola è fornita di sussidi per
il lavoro educativo-didattico e di materiale il cui elenco è consultabile
presso ogni plesso scolastico. Tale elenco ne specifica anche l’uso e i
possibili utilizzatori. I docenti, i non docenti, gli alunni sono tenuti a
curare il buon uso, la conservazione e la piena efficienza dei sussidi. 1. 1. L'utilizzo esterno della strumentazione tecnica in
dotazione alla scuola è autorizzato dal Dirigente Scolastico; va segnalato
nell’apposito registro, ove verranno riportati tutti i dati richiesti a cura
del responsabile. Alla riconsegna dell’attrezzatura, l’incaricato provvederà
alla rapida verifica di funzionalità degli strumenti, prima di deporli. Si
riporterà inoltre sull’apposito registro la data dell’avvenuta riconsegna e le
eventuali segnalazioni di danno. 1.
Nessun tipo di materiale informativo o di pubblicità varia potrà essere
distribuito nelle classi, o comunque nell’area scolastica, senza la preventiva
autorizzazione del Dirigente Scolastico. 2. è
garantita la possibilità di scambio e di circolazione di ogni tipo di materiale
utilizzabile nel lavoro scolastico (giornali, ecc. ...) e di quello frutto del
lavoro della scuola stessa e delle classi (giornalino, mostre, ricerche). 3. è
garantita la possibilità di informazione ai genitori da parte di Enti,
Associazioni culturali, ecc. ... 4. La
scuola non consentirà la circolazione di informazione pubblicitaria a scopo
economico e speculativo. 6.
Per gli alunni si prevede di: - autorizzare
la distribuzione di materiale che si riferisca ad iniziative od attività sul
territorio, gestite da Enti, Società, Associazioni private che abbia-no
stipulato accordi di collaborazione con la Scuola, purché l’iniziativa non persegua fini di lucro. 1. Fermo restando quanto previsto
dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno
1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e
sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di
secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il
comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella
sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli
interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori
della propria sede. 1. Viste le norme relative al
comportamento che gli alunni devono tenere nel contesto scolastico, visti gli
obblighi di sorveglianza dei docenti, visto lo statuto degli studenti e delle
studentesse, visto il patto formativo condiviso con le famiglie degli alunni,
l’Istituto stabilisce le sanzioni disciplinari da irrogare agli alunni in
caso di comportamento non conforme: comportamento
sanzionabile organo sanzione
in
caso di reiterazione ritardo
non giustificato insegnante annotazione
sul registro di classe annotazione
sul registro di classe e comunicazione scritta ai genitori e al dirigente
scolastico mancanza
del materiale insegnante ammonizione
verbale ed eventuale attività alternativa annotazione
scritta sul libretto personale mancato
svolgimento dei compiti insegnante ammonizione
verbale ed eventuale carico di lavoro aggiuntivo alla
terza volta, comunicazione scritta ai genitori disturbo
al regolare svolgimento delle lezioni insegnante annotazione
scritta sul libretto personale annotazione
sul registro di classe e convocazione scritta dei genitori mancato
rispetto delle regole interne insegnante annotazione
sul registro di classe provvedimento
del consiglio di classe in funzione della gravità uso di
telefoni cellulari o di altri dispositivi elettronici insegnante ritiro
temporaneo del telefono cellulare e annotazione sul libretto personale ritiro
del telefono cellulare, annotazione sul registro di classe, convocazione
dei genitori e restituzione del cellulare. Dopo la seconda volta, ritiro e
restituzione della SIM ai genitori, del telefono alla fine dell’anno
scolastico danneggiamento
delle cose proprie o altrui Insegnante, annotazione
sul registro di classe, comunicazione ai genitori e riparazione economica
del danno annotazione
sul registro di classe, comunicazione ai genitori, riparazione economica
del danno. danneggiamento
a strutture o attrezzature scolastiche Insegnante, annotazione
sul registro di classe, comunicazione ai genitori e riparazione economica
del danno annotazione
sul registro di classe, comunicazione ai genitori, riparazione economica
del danno con provvedimento di sospensione comportamento
lesivo della propria o altrui incolumità insegnante annotazione
sul registro di classe e convocazione dei genitori annotazione
sul registro di classe, convocazione dei genitori con provvedimento di
sospensione scorrettezze,
offese o molestie verso i compagni insegnante annotazione
sul registro di classe e richiamo scritto del consiglio di classe provvedimento
di sospensione scorrettezze,
offese verso gli insegnanti o il personale ata insegnante annotazione
sul registro di classe con provvedimento di sospensione provvedimento
di sospensione anche superiore ai quindici giorni violenza
intenzionale, offese gravi alla dignità delle persone (turpiloquio,
blasfemia) insegnante annotazione
sul registro di classe con provvedimento di sospensione anche superiori ai
quindici giorni provvedimento
di sospensione superiore ai quindici giorni con eventuale esclusione dallo
scrutinio finale 2. Le sanzioni disciplinari comminate
allo studente verranno segnalate nel fascicolo personale dello stesso e lo
seguiranno nel suo iter scolastico. 4. le
sospensioni fino a tre giorni sono di competenza del DS, per un numero di
giorni superiore, del Consiglio di Classe e del Consiglio di Istituto. i criteri qui fissati
trovano il loro necessario riferimento nelle circolari ministeriali vigenti che
disciplinano le disposizioni generali circa l’organizzazione e l’effettuazione
delle visite guidate e viaggi d’istruzione. le visite e i viaggi
d’istruzione sono attività integranti e complementari della normale attività
della scuola nel contesto della programmazione educativa, didattica e culturale si definiscono varie tipologie di
uscite didattiche: a.
visite
guidate sul territorio, senza alcun costo; b.
viaggi
e visite di istruzione; c.
viaggi
connessi ad attività sportive. il mezzo
di trasporto deve essere affidato a ditte di trasporto in regola con la
normativa vigente in tema di sicurezza; solo per le classi terze della scuola
secondaria, per motivi di sicurezza, è possibile effettuare viaggi in treno
solo se prenotato e riservato
per la scuola dell’infanzia e per le classi 1^,
2^ della scuola primaria sono previste: una gita della durata di una intera
giornata, e due visite sul territorio comunale, senza alcun costo, da svolgersi
in orario scolastico. per le classi 3^,4^,5^ della scuola primaria sono
previste: tre visite guidate sul territorio comunale, senza alcun costo, da
svolgersi in orario scolastico e due gite della durata di una giornate nel caso
di visite a parchi naturali. per tutte le classi della scuola primaria, per le
gite di fine anno è prevista, di norma la presenza di un accompagnatore ogni 15
alunni più il docente di sostegno se è presente l’alunno disabile grave. è
fatto divieto di effettuare visite e viaggi nell’ultimo mese delle lezioni; per la
scuola secondaria di primo grado: d.
appare
adeguato indicare fino ad un massimo di sei i giorni complessivi sfruttabili
per visite, viaggi d’istruzione e per attività sportive, nell’arco dell’a.s. e.
è
fatto divieto di effettuare visite e viaggi nell’ultimo mese delle lezioni; si
può derogare solo per l’effettuazione di viaggi connessi ad attività sportive
scolastiche nazionali ed internazionali o per attività connesse con
l’educazione ambientale, considerato che tali attività all’aperto non possono,
nella maggior parte dei casi, essere svolte prima della tarda primavera. f.
nell’ultimo
mese di lezioni saranno consentite visite e viaggi se generati dalla vincita di
concorsi e quindi non programmabili ad inizio anno scolastico g.
compiti
dei consigli di classe, interclasse e intersezione ciascun consiglio di
classe, interclasse e intersezione predispone le visite e i viaggi d’istruzione
inerenti gli obiettivi della programmazione di classe. ·
un
docente di lingua straniera (o con buona conoscenza delle lingue); ·
un
docente dell’area tematica cui la visita di istruzione faccia riferimento; ·
un
docente "riserva"; ·
ds
e dsga per la fase istruttoria. le visite guidate, i
viaggi d’istruzione, i viaggi connessi ad attività didattiche e sportive e
teatrali(compresi i giochi sportivi studenteschi), devono essere programmati
secondo le seguenti scadenze per la naturale delibera del collegio docenti e
del consiglio di istituto: ·
entro
il mese di dicembre, deliberate dai consigli di classe, interclasse e intersezione
alla presenza dei genitori quelle che si intendono effettuare dal mese di
gennaio fino al termine dell’anno scolastico. le visite
guidate e i viaggi di istruzione devono essere inseriti nella programmazione
annuale dei consigli di classe/interclasse e intersezione. h.
compiti
del collegio dei docenti il collegio dei docenti
approva il piano delle visite e dei viaggi di istruzione. i.
compiti
dei consiglio di istituto il consiglio di
istituto: ·
delibera
i criteri generali per la programmazione e l’effettuazione delle visite guidate
e dei viaggi di istruzione sulla base degli orientamenti programmatici del
collegio dei docenti, nel rispetto della normativa vigente; ·
delibera
eventuali modifiche e/o integrazioni al regolamento sulla base delle proposte
del collegio dei docenti o dei componenti del consiglio stesso; ·
approva,
entro il mese di dicembre e comunque non oltre il 15 gennaio, il piano annuale
delle visite guidate e dei viaggi di istruzione e dei trasporti connessi ad
attività didattiche/sportive; j.
compiti
dei docenti organizzatori e/o coordinatori ·
predispone,
su apposito modulo, le informazioni relative alla richiesta di visita o viaggio
di istruzione, da consegnare presso la segreteria per la procedura relativa
all’organizzazione; ·
predispone
l’assegnazione di almeno 15 alunni ad insegnante per la sorveglianza; ·
relaziona,
su apposito modulo, in merito ad esso al rientro dalla visita o viaggio
d’istruzione. ·
indica
la partecipazione di alunni diversamente abili e chiede all’amministrazione di
verificare che i mezzi di trasporto, i percorsi di visita, le strutture
alberghiere siano attrezzati adeguatamente per le esigenze di suddetti alunni.
i docenti stessi, a priori devono proporre itinerari compatibili con tali
esigenze. ·
controlla
che il comportamento dell’autista non comprometta il normale andamento della
gita. ·
al
termine della visita compila il documento di relazione finale. k.
compiti
dell’amministrazione scolastica l’amministrazione
scolastica, nelle persone del d.s. e d.s.g.a, ha il compito di: ·
verificare
la regolarità della documentazione relativa ad ogni singola visita o viaggio
d’istruzione e, quindi, autorizzarle; ·
verificare
la corrispondenza della capienza omologata del mezzo di trasporto al numero dei
partecipanti alla visita o viaggio; ·
sottoporre
al collegio dei docenti il piano annuale delle visite e viaggi d’istruzione; ·
presentare
al consiglio di istituto il piano, dopo l’approvazione da parte del collegio
dei docenti, corredato dai preventivi delle ditte di trasporto e delle agenzie
di viaggio per l’approvazione; ·
provvedere
all’esecuzione degli adempimenti connessi (affidamento dell’incari-co di
vigilanza e di responsabilità dei docenti accompagnatori; alla stipula
dei contratti con le ditte e agenzie; alla prenotazione di eventuali ingressi a
musei, parchi,
; alla raccolta delle quote di partecipazione e delle
autorizzazioni dei genitori; al versamento in bilancio delle quote di
partecipazione). per la partecipazione
degli alunni alle visite ed ai viaggi di istruzione, si stabiliscono i seguenti
criteri: l.
deve essere
assicurata la partecipazione dei 2/3 degli alunni di ciascuna delle classi
interessate a viaggi di una o più giornate, mentre per le visite guidate in
orario scolastico dovrà essere assicurata la partecipazione dell’85%. in entrambi
casi è possibile l’arrotondamento qualora il numero dei partecipanti risultasse
inferiore per decimi al numero richiesto; il c.di i. può derogare a questi limiti
con delibera speciale. per favorire la partecipazione degli alunni il criterio
dei 2/3 può essere applicato alla somma degli alunni partecipanti alla stessa
tipologia di gita accorpando più classi. m. per le visite e i
viaggi di istruzione, in particolare per quelli a carico delle famiglie, è
consigliabile l’abbinamento di almeno due classi, preferibilmente parallele o
dello stesso corso o dello stesso modulo, al fine di contenere i costi; n.
prima
di procedere all’effettiva organizzazione della visita o viaggio, si dovrà
accertare l’adesione degli alunni e la riscossione della quota pro capite; o.
gli
alunni che non partecipano alla visita di istruzione della loro classe sono
tenuti a frequentare le lezioni e saranno aggregati ad altre classi. p.
non
è consentita la partecipazione dei genitori se non per particolari esigenze di
salute di alunni q.
per
ogni visita e viaggio il d.s. individuerà un docente capo comitiva che ha
l’obbligo di verificare la corrispondenza tra il numero dei partecipanti e i posti
a sedere del pullman; in caso di difformità il docente capo comitiva è tenuto
ad informare il d. s. e il d.s.g.a.; r.
il
docente accompagnatore deve essere individuato tra i docenti della classe,
preferibilmente di materia attinente alle finalità della visita o del viaggio,
previo l’accertamento della loro effettiva disponibilità; s.
gli
accompagnatori, a titolo orientativo, sono previsti nel rapporto di uno ogni 15
alunni a cui si aggiunge il docente di "riserva"; t.
in
presenza di alunni disabili, dovrà essere assicurata le presenza del docente di
sostegno (o, in alternativa, di un altro docente) per alunno; commisurata alla
gravita dell’handicap può essere prevista la presenza di ulteriore personale
(assistente educatore, collaboratore scolastico,
; u.
deve
essere garantita la rotazione tra docenti accompagnatori, così da evitare che
lo stesso docente partecipi a più viaggi nello stesso anno scolastico; v.
gli
insegnanti dichiaratisi disponibili a svolgere il ruolo di accompagnatore non
possono sottrarsene successivamente salvo per comprovati motivi e con la
possibilità di sostituzione; w.
l’incarico
di accompagnatore costituisce particolare prestazione di servizio per la quale
spetta la corresponsione dell’indennità di missione nella misura prevista dalla
normativa vigente soltanto per le gite all’estero; x.
il
d.s., in presenza di situazioni particolari o motivi di sicurezza, si riserva
la facoltà di modificare la lista degli accompagnatori; considerando anche la
possibilità della presenza del personale ata o la presenza del dirigente stesso. y.
ai
viaggi e visite d’istruzione è consentita la partecipazione esclusivamente del
personale scolastico. ai genitori è consentita la partecipazione, previa autorizzazione
esclusiva del d.s., solo per gravi motivi di salute dell’alunno o per motivi
disciplinari. z.
la
quota di partecipazione è interamente a carico delle famiglie, salvo quella
prevista nei fondi del piano per il diritto allo studio o del bilancio
dell’istituto; aa. la quota di
partecipazione dovrà essere versata presso l’ufficio postale o la banca
indicata nelle circolari specifiche, unitamente al modulo di autorizzazione della
famiglia e non potrà essere garantita la restituzione in caso di mancata
partecipazione; nel caso di ritiro per comprovati motivi potrà essere garantita
la restituzione solo della quota relativa all’ingresso a musei, parchi,
,
purché non comporti un ulteriore aggravio di spesa per gli altri alunni; bb.
per
i viaggi di istruzione di più giorni potrà essere richiesto, se previsto nel
contratto con l’agenzia di viaggio, un anticipo sul totale della quota. cc. il c.i. è tenuto a fissare,
annualmente, un tetto di spesa per i vari ordini di
scuola. dd. per l’effettuazione di
viaggi di più giorni, si fa riferimento alla terna delle offerte delle agenzie
di viaggio in possesso dei requisiti previsti per legge; ee. nel caso di rinvio
della data di effettuazione del viaggio per cause di forza maggiore, potrà
essere fissata una seconda data (senza ulteriore richiesta di autorizzazione
delle famiglie che comunque saranno informate per iscritto dello spostamento
del viaggio). 2.
viaggi
di istruzione all’estero - scuola sec. di 1^grado - per i viaggi di
istruzione all’estero, rivolti alle classi finali e alle classi 2^, è
opportuno che i consigli di classe concordino mete comuni, sempre coerente con
la programmazione didattica/educativa, al fine di contenere i costi e
semplificare le procedure di organizzazione 3.
visite
guidate sul territorio, senza alcun costo le visite guidate nel
territorio del comune, possono essere effettuate in qualsiasi periodo
dell’anno, previa presenza agli atti dell’autorizzazione alle uscite per tutto
l’anno scolastico da parte delle famiglie per garantire un’idonea
organizzazione si stabiliscono le seguenti procedure: a.
le
proposte di visita dovranno essere inserite nella programmazione didattica
della classe; b.
la
proposta, formulata su apposito modulo, dovrà essere approvata dal consiglio di
classe/di interclasse/di intersezione con la presenza dei genitori, entro il
mese di novembre; c.
successivamente
il collegio dei docenti e il c.i. approveranno le proposte per le gite di
istruzione da settembre a dicembre entro giugno e per quelle da gennaio a
maggio, entro dicembre. d.
il
d.s. e il dsga cureranno i rapporti con le agenzie di viaggio o le società di
trasporto, avendo cura di vagliare attentamente i pacchetti proposti e i costi
di trasporto e di richiedere, per iscritto, tutte le garanzie dal punto di
vista tecnico-legislativo; e.
il
dsga raccoglierà quindi i preventivi secondo la normativa vigente e li
presenterà, su tabella comparativa, alla giunta esecutiva entro il mese di gennaio; f.
nella
prima seduta del consiglio di istituto, successiva alla riunione della g. e.,
il d.s. presenterà le proposte di viaggio; il consiglio le approverà nel
rispetto delle norme vigenti e del presente regolamento, dopo averne vagliate
la compatibilità economica, le garanzie di sicurezza e di serietà e la
completezza della documentazione; g.
il
d.s., sulla base della delibera del c. i., concederà l’autorizzazione formale
al viaggio; h.
i
partecipanti al viaggio devono uniformarsi al presente regolamento e alle
disposizioni impartite dagli organizzatori del viaggio. gli alunni dovranno tenere
un comportamento corretto durante tutta la durata del viaggio di istruzione. le
infrazioni disciplinari saranno punite ai sensi delle vigenti norme; i.
i
danni causati a cose saranno rifusi dal responsabile del danno o, se questi non
sarà stato individuato, dall’intero gruppo di alunni; j.
i
docenti accompagnatori godranno del trattamento di missione a norma delle
disposizioni di legge. le eventuali richieste di personale confort (stanza singola)
non previste dal pacchetto offerto dall’agenzia di viaggio, saranno a carico
dell’interessato; k.
gli
alunni in difficoltà economiche potranno presentare domanda di contributo alle
proprie amministrazioni comunali, corredata da adeguata documentazione. la
domanda si ritira presso l’ufficio di segreteria della i.c.. gli alunni che siano
costretti, per qualsiasi motivo, a rinunciare al viaggio di istruzione dopo
aver versato l’intera quota, possono richiedere il rimborso parziale della
quota stessa; per le gite di più giorni la quota è determinata dall’agenzia di
viaggio. la richiesta di rimborso va indirizzata al dirigente scolastico. a.
il
presente regolamento ha valore permanente fatte salve eventuali modifiche e
integrazioni richieste secondo le modalità indicate; b.
per
tutto quanto non previsto dal presente regolamento vale le normativa
ministeriale vigente. 1. qualora i docenti ritengano utile
invitare in classe altre persone in funzione di "esperti" a supporto
dell’attività didattica chiederanno, di volta in volta, l’autorizzazione al
dirigente scolastico. gli "esperti" permarranno nei locali scolastici
per il tempo strettamente necessario all’espletamento delle loro funzioni. in
ogni caso la completa responsabilità didattica e di vigilanza della classe
resta del docente. 1. è consentito l’accesso con la
macchina nel cortile dei plessi scolastici ai genitori o chi ne fa le veci di
alunni portatori di handicap per un ingresso e una uscita più agevoli e lontani
dal flusso degli altri alunni previa autorizzazione del dirigente scolastico. 1. tra il personale di ogni plesso,
deve essere individuato il componente del servizio di prevenzione/protezione
dell’istituto con il compito di: - individuare le situazioni di
possibile rischio/pericolo sia all’interno dell’edificio sia nell’area di
pertinenza/utilizzo esterna e segnalarle al dirigente scolastico; 1.
tutto il personale deve operare con riguardo alla tutela della propria
sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui
possono ri-cadere gli effetti delle sue azioni o omissioni. ogni lavoratore
deve: -
adoperarsi in caso di urgenza, nell’ambito delle proprie competenze e
possibilità, per eliminare o ridurre la situazione di pericolo, dandone
tempestivamente informazione ai preposti e al rappresentante dei lavoratori per
la sicurezza; -
non rimuovere o modificare senza autorizzazione dispositivi di sicurezza o
segnaletici; -
non compiere di propria iniziativa atti o operazioni di non competenza che
possano compromettere la propria o l’altrui sicurezza; -
contribuire, insieme al datore di lavoro e ai preposti, all’adempimento di
tutti gli obblighi imposti dall’autorità competente o comunque necessari per
tutelare la sicurezza e la salute dei lavoratori durante il lavoro. 1. la
sicurezza fisica degli alunni è la priorità assoluta. gli insegnanti devono
vi-gilare e prestare la massima attenzione in ogni momento della giornata
scolastica e durante ogni tipo di attività (didattica, ludica, accoglienza,
refezione, ecc.), perché venga previsto ed eliminato ogni possibile rischio. in
particolare devono: -
rispettare rigorosamente l’orario di assunzione del servizio; -
valutare la compatibilità delle attività che si propongono con
tempi/spazi/ambiente; -
non consentire l’uso di palle/palloni in vicinanza di vetri/lampioni o in altre
situazioni a rischio; -
porre attenzione a strumenti/materiali (sassi, legni, liquidi
) che possono
rendere pericolose attività che di per se stesse non presentano rischi
particolari; 2. il
personale collaboratore, oltre a quanto previsto nelle altre parti del presente
regolamento, in relazione alla sicurezza, deve: -
svolgere mansioni di sorveglianza degli alunni in occasione di momentanea
assenza degli insegnanti; -
controllare la stabilità degli arredi; 1. nell’ambiente scolastico devono
essere disponibili solo i parafarmaci per le eventuali medicazioni di pronto
soccorso. 8. uso del telefono1. l'uso del telefono è riservato a necessità relative
al servizio. le telefonate devono essere rapide e concise per non occupare la
linea oltre il tempo strettamente necessario e quindi interferire con eventuali
altre comunicazioni urgenti. rappresentanti di classe degli studentila scuola prevede che unitamente alle elezioni degli organi collegiali annuali previsti per legge, siano eletti, nella scuola media, anche due rappresentanti di classe degli alunni. l’elezione sarà fissata per tutte le classi nello stesso giorno secondo le modalità decise dalla classe e sarà seguita da un’assemblea presieduta dall’insegnante in servizio, della durata di un’ora. i compiti dei rappresentanti di classe saranno fissati nell’assemblea di classe, inoltre sono i portavoce dei problemi che dovessero sorgere nella rispettiva classe. i rappresentanti di classe possono chiedere al coordinatore di classe di discutere nelle sue ore se ci sono problemi di una certa importanza: lo stesso valuterà l’opportunità o meno di tale richiesta. il coordinatore, se del caso, riferirà dei problemi emersi ai colleghi nel successivo consiglio di classe e se urgenti direttamente al d.s.. i rappresentanti di classe possono, per i problemi di una certa gravità, rivolgersi direttamente al d.s.. il d.s., se necessario, convocherà durante l’anno conferenze di servizio dell’assemblea costituita dai rappresentanti degli studenti. inoltre collaboreranno con i professori, la segreteria, il d.s. per piccoli problemi organizzativi, raccolta di adesioni alle iniziative, ecc.. sono titolari della chiave dell’armadio di classe; si prodigano per consigliare, prevenire, aiutare i compagni nel limite della loro disponibilità e possibilità che si trovano in difficoltà e non si attengono alle regole della scuola. gli alunni si impegnano, moralmente, a segnalare ai docenti e, in ultima analisi, al dirigente scolastico se sono diretti testimoni o vengono a conoscenza di azioni, danni verso i compagni, di vandalismi verso il patrimonio della scuola, e di comportamenti scorretti anche fuori dalla scuola. REGOLAMENTO MENSA1. Il periodo mensa è a tutti gli effetti un tempo scuola e gli alunni dovranno osservare i medesimi comportamenti richiesti durante le ore di lezione, improntati all’educazione, al rispetto e alla disponibilità. Le trasgressioni di queste regole verranno registrate dagli insegnanti responsabili e sanzionate secondo le norme vigenti nella scuola. 2. Al termine delle lezioni del mattino gli alunni che usufruiranno del servizio dovranno raccogliersi nell’atrio e attendere l’arrivo degli insegnanti secondo il calendario delle assegnazioni; solo allora potranno dirigersi verso i locali adibiti della mensa. 3. Durante il pranzo gli alunni dovranno restare seduti al proprio posto ed evitare schiamazzi e atteggiamenti eccessivi. 4. Nessun alunno potrà lasciare il locale se non previa autorizzazione dell’insegnante responsabile. 5. Quando tutti avranno consumato il pasto, e comunque su indicazione degli insegnanti responsabili dell’assistenza si uscirà insieme e ordinatamente dai locali. 6. Terminato il pasto, gli alunni saranno sorvegliati dagli insegnanti responsabili; se le condizioni meteorologiche lo permetteranno verranno portati nel giardino della scuola; diversamente saranno intrattenuti nei locali interni con giochi di società. 7. Durante questo periodo il comportamento degli alunni dovrà comunque essere improntato all’educazione e al rispetto dei compagni, degli insegnanti, dei giochi e delle strutture messi a disposizione della scuola. 8. Coloro che non si atterrano a queste regole verranno richiamati ad un atteggiamento più consono. 9. Se, nonostante i ripetuti richiami dell’insegnante, l’alunno non correggerà i propri comportamenti, gli sarà precluso, temporaneamente o definitivamente, di accedere al servizio mensa con provvedimento disciplinare del Dirigente Scolastico. REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCARICHI DI INSEGNAMENTO AGLI ESPERTI ESTERNIAI SENSI DELL’ART. 40 DEL D.I. N. 44 DEL 1/02/2001
Art. 1 - Titoli culturali/professionaliPer ciascuna attività o progetto, deliberati nel POF, per lo svolgimento delle quali si rende necessario il ricorso alla collaborazione di docenti esperti esterni il Consiglio di Istituto stabilisce i requisiti in termini di titoli culturali e professionali, necessari per lo svolgimento dei progetti oggetto del conferimento, nonché l’eventuale esperienza maturata nel campo che i docenti esperti devono possedere per accedere all’insegnamento. Ciascun aspirante, in possesso dei requisiti, può presentare domanda alla scuola per essere incluso in apposito elenco aggiornato annualmente dall’ufficio di segreteria della scuola. Il riscontro dei requisiti per essere inclusi nell’elenco sarà operato dal Dirigente scolastico. Art. 2 - Titoli generali 1) cittadinanza italiana o di uno degli Stati membri dell’Unione Europea; 2) godimento dei diritti civili e politici; 3) non aver riportato condanne penali e non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale; 4) siano a conoscenza di non essere sottoposti a procedimenti penali. Art. 3 - Determinazione del compensoIl compenso massimo da corrispondere all’esperto per ogni ora di lezione è stabilito, in conformità alle indicazioni contenute nella C.M. Lavoro n. 101 del 17/07/1997, nella seguente misura: · Docenti universitari e professionisti con esperienza professionale almeno decennale ( 85,22) al netto dell’IVA e al lordo dell’IRPEF; · Docenti esperti e professionisti con esperienza almeno triennale 56,81, lordo · Tutors, docenti esperti e professionisti 30,99, lordo · docenti laureandi 28.00, lordo Art. 3 - Procedura di selezione Il dirigente scolastico indice ogni anno il bando di selezione pubblica ai sensi del D.I. 44 del 1/2/2001, art. 32/33 e 40 dche disciplina l’attività negoziale dell’Istituzione Scolastica. Il dirigente scolastico assegnerà l’incarico secondo i criteri previsti dal bando di Istituto. L’invito all’incarico dovrà contenere: · L’ambito disciplinare di riferimento;Il numero delle ore di attività richiesto; La durata dell’incarico; Il compenso orario corrisposto;Modalità e termini entro cui presentare l’offerta. La gara sarà aggiudicata anche in presenza di una sola offerta. Il dirigente scolastico può procedere a trattativa diretta qualora, in relazione alle specifiche competenze richieste, il professionista esterno sia l’unico in possesso delle competenze richieste. Art. 4 - Affidamento dell’incarico Conclusa la procedura di selezione il Dirigente scolastico provvede al conferimento dell’incarico mediante contratto di prestazione d’opera.
[1] M. Haddon, "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte", Einaudi Torino, 2003 [2] Medeghini Roberto, "Disabilità e corso di vita", Franco Angeli, Milano, 2006. [3] Fornasa W. in "Fragilità", Città Aperta, Enna, 2005 Istituto Comprensivo di Terno d'Isola Via dei Vignali,19 - 24030 Terno d'Isola (BG) Tel: 035 49 40 048 - Fax: 035 49 49 672.
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